HANNO SCRITTO...

Raccolta di recensioni, critiche, articoli, e...tutto quello 

che è stato scritto in Italia su Michel Vaillant e sul suo creatore.

(pag. 2 di 4)

 

UNA RECENSIONE SUL WEB DEL VOLUME DE "I CLASSICI DEL FUMETTO" 

Fausto Colasanti ha recensito, sul sito Comicus.it,  il volume dedicato a Michel Vaillant pubblicato nella collana I Classici del fumetto - Serie Oro di La Repubblica nel 2005

 


Michel Vaillant - I Classici del Fumetto di Repubblica Serie Oro  ( testi e disegni di Graton  )

di Fausto Colasanti

Con Michel Vaillant ho un rapporto particolare. Il suo nome mi riporta agli anni dell’infanzia, quando ne leggevo le avventure sul Corriere dei Piccoli/Ragazzi e sugli indimenticati Albi Ardimento. All’epoca i miei primi amori fumettistici si dividevano tra i comics di super-eroi, Jacovitti, Magnus e i fumetti della scuola franco-belga; tra questi ultimi, nonostante rimanessi giustamente appassionato dalle splendide avventure di Bernard Prince, Luc Orient, Ric Roland, Blueberry o Dan Cooper, ce n’era uno che era il mio preferito, quello che aspettavo con più ansia: Michel Vaillant. Non capivo neanch’io perché inizialmente. Le avventure di Vaillant erano quelle con l’ambientazione più “normale”, trattavano di uno sport che non mi coinvolgeva particolarmente, non c’erano costumi colorati o super-poteri, ne vendicatori solitari, avventurieri o alieni. Però c’era l’Avventura in ogni suo aspetto e personaggi caratterizzati perfettamente, pur con le loro ingenuità e stereotipi. Quelle pagine trasudavano tutto ciò che può rendere interessante un fumetto: emozione, tensione, coraggio e temerarietà, senso dell’onore e dell’amicizia, della famiglia e del riscatto; c’era il dramma, la commedia e l’azione più pura, c’era spesso persino suspense, mistero e spionaggio industriale degni di un romanzo giallo, e dei disegni bellissimi. Jean Graton, appassionato ovviamente di motori, riusciva a trasportare tutti gli elementi che rendono coinvolgente un fumetto in un’ambientazione inedita, quella del mondo delle corse automobilistiche. La sua perizia grafica era mozzafiato: le macchine, le piste, i box come anche le città e gli esterni in generale erano resi con un realismo incredibile, senza però mai lasciar trasparire freddezza nel suo tratto. Piloti del “mondo reale” come Villeneuve, Senna o Andretti apparivano a fianco di Vaillant come comprimari, avversari o amici. I personaggi potevano sembrare ad un osservatore superficiale stereotipati: i buoni e i cattivi erano subito identificabili anche graficamente, i malvagi avevano sempre i nasi più lunghi o gli occhi più sottili e il cattivo più cattivo di tutti, il potente e spietato Leader, sembrava essere uscito da un film di James Bond. Ma leggendo le storie ci si rendeva conto di quante sfaccettature avessero in realtà protagonisti e comprimari; i buoni avevano le loro debolezze e i cattivi non erano esenti dalla redenzione. Le avventure di Michel Vaillant vanno avanti ininterrottamente dal 1957, curate sempre per testi e disegni da Graton e negli ultimi anni dal suo studio, di cui continua a supervisionare l’operato nonostante l’ormai avanzata età. Gli episodi proposti nello speciale di Repubblica sono un’ottima selezione decisamente rappresentativa e danno una buona panoramica del suo mondo e delle multiformi atmosfere che presenta. Mancano a mio avviso degli episodi fondamentali come il primo immortale “La Grande Sfida”, forse un po’ datato ma fondamentale nell’introduzione del protagonista e del suo più grande amico (inizialmente rivale) Steve Warson, principale comprimario della serie; manca anche quel piccolo capolavoro del thriller che è “Il Fantasma di Le Mans”, dove le caratteristiche del malvagio Leader e della sua scuderia vengono tratteggiate magistralmente. Ma pensandoci bene sono poche le avventure di Vaillant che non avrebbero meritato di essere proposte, e tutto sommato quelle presentate nel volume danno una panoramica esaustiva dell’essenza di questo particolare e appassionante fumetto, fornendo inoltre la possibilità di leggere due degli episodi inediti più recenti prodotti dallo studio Graton. Un volume consigliatissimo per tutti gli amanti del fumetto d’avventura più puro e sincero.                        

 

...E UNA SULLA FANZINE "CRONACHE DI TOPOLINIA" 

Ecco un'altra recensione del volume della collana di Repubblica, pubblicata nel n° 45 del 2005  della rivista-fanzine di fumetti Cronaca di Topolinia.  L'articolo è firmato da Giorgio Rizzi, che nell'ambito della rivista si occupa dei "fumetti d'oltralpe" (ed è anche un amico delle nostre Pagine). 

 

IL RITORNO DI MICHEL VAILLANT

di Giorgio Rizzi

Che nonostante qualche critica l'operazione compiuta dal quotidiano “La Repubblica” con la collana “l classici del fumetto”, e successivamente la sua prosecuzione denominata “Serie Oro”, sia da elogiare e possibilmente emulare da parte di altri, mi sembra possa essere scontato. Fra i volumi più apprezzati c’e’ da segnalare quello su Michel Vaillant, il campione di Formula 1 apparso perla prima volta in Italia sul numero di esordio dei Classici Audacia nel 1963. La vita di questo importante personaggio della BD è stata alquanto travagliata nel nostro Paese: parecchi editori si sono succeduti nella pubblicazione delle storie del Nostro dando una certa discontinuità alla cronologia e alla veste degli albi e volumi. Sicuramente in uno dei prossimi numeri di Cronaca di Topolinia parleremo più diffusamente delle edizioni italiane. Per il momento siamo felici di rilevare il ritorno di Michel Vaillant le cui avventure non sono pubblicate dal 2001, anno in cui l’editore Alessandro ha dato alle stampe il volume cartonato “Operazione Mirage”. ll volume allegato a “La Repubblica” è il n. 27 della Serie Oro. Contiene 5 storie tutte, ovviamente a colori, di cui 2, “Mach 1 per Steve Warson” e “ll circuito infernaIe”, già apparse rispettivamente sui Classici Audacia n. 53 e sugli Albi Ardimento n. 2/Anno l, con titoli leggermente diversi. 

Le altre 3 storie sono invece inedite: “Panico a Monaco”, “Sfida tra i bastioni” e “La prova”. Se vogliamo cercare il pelo nell’uovo, possiamo dire che saremmo stati più contenti di avere un volume con tutte le storie inedite e che la scelta de “La prova” non è felicissima perché, se è vero che la storia si conclude, è anche vero che lascia in sospeso alcuni fatti che si risolveranno nel tomo seguente. i Ma che diamine??!!!? Sempre a mugugnare! Godiamoci questo bel tomo e speriamo che apra la strada ad un rinnovato interesse di editori e pubblico per il nostro Campione del Mondo!

 

LA MOSTRA DI MODENA SUL WEB

Sul web numerosissimi sono stati i siti che hanno dedicato spazio all'esposizione "Michel Vaillant un mito dei motori a fumetti" svoltasi a Modena dal 9 al 17 aprile 2005 nel contesto di "Modena terra di motori". Riportiamo solo alcuni articoli.

EMILIANET.IT

  "Michel Vaillant: un mito del motore a fumetti"

La grande attesa del primo fine settimana di "Modena Terra di Motori" è tutta per lui, l'eroico e fedele compagno di tante avventure legate al mondo delle corse, Michel Vaillant. Per i quarantenni questo nome e cognome francese è assai evocativo, ma per gli appassionati di fumetti e per gli amanti dell'automobilismo si tratta di un vero e proprio mito. Quello nato dalla matita di Jean Graton sul finire degli anni cinquanta e che sarà in mostra nel salone del cinema Principe di Modena da sabato 9 a domenica 17 aprile. Il taglio del nastro, previsto per sabato 9 alle 10,30 al Cinema Principe, sarà affidato al campione di Formula Uno Renè Arnoux, a Philippe Graton, figlio di Jean il creatore del personaggio e a Mario Poltronieri, la "voce" dei Grand Prix. L'esposizione, realizzata in collaborazione con il fan club italiano timonato da Gianfranco Castellana e con la Graton Editeur, sarà articolata in cinque sezione e prevede l'esposizione dell'intera collezione dei fumetti originali e le corrispondenti edizioni italiane e tutta una serie di memorabilia prestate dalla Graton Editeur e dai più importanti collezionisti. Non mancheranno incontri fra la numerosa comunità di fan e una mostra mercato con alcuni oggetti di culto per i collezionisti.

la Repubblica.it

Modena terra di motori La passione è servita

Per il sesto anno consecutivo Modena celebra la sua lunga tradizione motoristica con la manifestazione 'Modena terra di motori', dal 9 al 17 aprile. Per nove giorni nel cuore della città si succederanno mostre, gare di auto storiche, spettacoli automobilistici, esposizioni di auto e moto, raduni e tour enogastronomici. Uno dei momenti più originali sarà la mostra 'Michel Vaillant, un mito del motore a fumetti', dedicata al mitico pilota creato alla fine degli anni '50 dal francese Jean Graton: al cinema Principe sarà esposta l'intera collezione dei fumetti di Vaillant e all'inaugurazione (9 aprile) saranno presenti il figlio del disegnatore, Philippe Graton, e l'ex campione di Formula uno René Arnoux.

Una mostra sul personaggio si terrà a Modena, negli ex locali del Cinema Principe, dal 9 al 17aprile; cinque le sezioni: l' autore, il personaggio, Michel e altre storie, curiosità, cinema e Tv; la mostra, realizzata in collaborazione con il fan Club italiano di Gianfranco Castellana e la Graton Editeur, esporrà l’intera collezione dei fumetti originali e le corrispondenti edizioni italiane, alcune tavole e volumi originali su storie inedite di Graton, le avventure mai pubblicate in Italia, gadget, e curiosità. La mostra sarà anche occasione per un raduno dei fan italiani con la possibilità di allestire una mostra mercato scambio.

 

...E SULLA STAMPA :

Anche i giornali, ovviamente, hanno dato risalto  all'esposizione modenese. Ecco un paio di articoli apparsi sulla Gazzetta di Modena e sul Resto del Carlino. 

 

 

 

 

 

di Adriano Casaro

E’ la novità della sesta edizione di Modena terra di motori al via ieri. “Michel Vaillant, un mito dei motori a fumetti” è una mostra di qualità tutta dedicata al famoso pilota nato dalla matita di Jean Graton, allestita, in un clima da amarcord, nelle sale dell’ ex cinema Principe. All’inaugurazione, assente l’82enne disegnatore oggi commendatore della Repubblica Francese, c’erano il figlio Philippe Graton e l’ex pilota della Ferrari René Arnoux. Al taglio del nastro hanno presenziato anche il vicesindaco Lugli e gli assessori Bonaccioni e Sitta. Tra i presenti anche il presidente della Fondazione Casa Natale Enzo Ferrari, Mauro Tedeschini, il cappellano della F1 don Sergio Mantovani e l’ex ristoratore amico di tanti piloti Lorenzo Lauro. Non sono mancati alcuni rappresentanti del fan club italiano del celebre fumetto provenenti da Trieste, Milano, Varese, Imola ma anche da Modena, capitanati da Gianfranco Castellala: il loro contributo, insieme a quello della Graton Editeur che dall’82 realizza e pubblica le storie del pilota, è stato decisivo ai fini dell’allestimento della mostra. L’entusiasmo dei fedelissimi ha colpito lo stesso Philippe Graton: << Non mi aspettavo questa accoglienza >> ha detto <<e ho trovato qui materiale di cui io stesso non sono in possesso>>. In Italia il fumetto è arrivato nel 1963 e la mostra –anche al piano superiore della sala- offre un compendio di Classici dell’Audacia Mondatori, Albi Ardimento, Corriere dei Piccoli e Corriere dei Ragazzi fino al 1975 che hanno ospitato al loro interno le storie appassionanti ambientate nel mondo dei motori. Dal 2004 la famiglia Graton ha addirittura dato vita ad una vera scuderia automobilistica con gli stessi marchi e colori di quella dei fumetti impegnata nel campionato transalpino di Formula Renault. Nell’atrio di ingresso dell’ex cinema spicca una bellissima Pagani Zonda, tre schermi proiettano immagini delle corse degli anni ’50-’60 e strisce del fumetto; sono esposti gadget, curiosità e memorabilie mentre un “information point” sarà a disposizione di chi cerca e offre “reperti” del celebre eroe. In una saletta viene proiettato il film “Adrenalina Blu”, l’interpretazione cinematografica della leggenda di Michel Vaillant. La mostra è aperta il sabato e domenica dalle 10 alle 19 e dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19. (Omissis)

 

 

Una vernice tutta particolare quella all’ex cinema Principe ieri mattina. Padrino d’eccezione un pilota che ha fatto sognare i tifosi del Cavallino e che a Modena aveva messo le radici anche dopo aver lasciato la scuderia di Maranello, il simpatico René Arnoux. A lui il compito di introdurre i modenesi alla corte di un personaggio che ha calcato tutti i circuiti del mondo, Michel Vaillant. <<E’ un onore presentare una mostra su un collega …anche se di fantasia -ha detto Arnoux- così come è sempre un piacere grandissimo per me tornare a Modena>>. Con questa mostra dedicata al personaggio creato dalla matita di Jean Graton si è aperta la sesta edizione di Modena terra di motori. Insieme ad Arnoux, al taglio del nastro, anche Philippe Graton figlio del creatore di Michel Vaillant che sta continuando a disegnare (ndw: leggi “sceneggiare”) le nuove avventure del pilota, il vicesindaco Mauro Lugli e l’assessore al centro storico Stefano Bonaccioni. (omissis)

 

LA SERIE LES LABOURDETS NEL NOTIZIARIO G.A.F.

Nel n° 24 del 2005 del notiziario del G.A.F. (Gruppo Amici del Fumetto di Firenze) Andrea Sani pubblica un interessante articolo che parla della serie Les Labourdet, disegnata da Jean Graton a metà degli ani sessanta, riproposta nei Palmarès Inédit, ed inedita nel nostro Paese.  

 

 

LABOURDET DI JEAN GRATON

di Andrea Sani

 

Jean Graton (n. 1923), prestigioso autore francese delle avventure del pilota automobilistico Michel Vaillant, è noto qui da noi sin dai tempi dei Classici Audacia, una collana edita da Arnoldo Mondadori a partire dal 1963, con la quale vennero lanciati in Italia con successo i fumetti d'autore realistici della scuola franco-belga. La collana della Mondadori prese il via il primo dicembre 1963, con il volume La Gran Sfida (Le Grand Défi, 1959), prima avventura "lunga" di Michel Vaillant.

I due albi seguenti dei Classici Audacia, pubblicati a gennaio e a febbraio del 1964, presentavano sempre degli episodi del personaggio ideato da Graton, dal titolo Il pilota senza volto (Le Pilote sans visage, 1960) e Il circuito del terrore (Le circuit de la peur, 1961). Oltre alle storie di Michel Vaillant, i Classici Audacia lanciarono in Italia le avventure di altri personaggi della bande dessinée franco-belga, come Dan Cooper, di Albert Weinberg (n. 1922), Blake e Mortimer, di Edgard Pierre Jacobs (1904-1987), Jari e Jimmy Torrent, di RaymondReding (1920-1999), ecc.Ma Michel Vaillant restò uno dei characters preferiti dai lettori della collana. Quando i Classici Audacia si interruppero, con il numero 63 del 1967, i successivi episodi di Michel Vaillant (insieme a quelli di altri personaggi dei Classici) furono proposti prima dalle Edizioni del Corriere della Sera, che li pubblicò a puntate sul Corriere dei Piccoli (dal 1968) e nella serie degli Albi Ardimento, e poi da Comic Art e da Alessandro Editore. Il recente film Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant (Michel Vaillant, 2003), prodotto da Luc Besson e diretto da Louis-Pascal Couvelaire, ha rilanciato le avventure a fumetti di Michel anche in Italia, tant’è vero che, nella nuova Serie Oro dei Classici del fumetto di Repubblica, nel marzo 2005, è apparso un volume interamente dedicato a cinque storie del celebre pilota (Michel Vaillant. Il Campione del Mondo, n° 27 della collana). Non molti sanno, però, che Jean Graton è l'autore anche di un'altra bella serie a fumetti, pubblicata a puntate a partire dal 1965 sul settimanale femminile Chez Nous, dal titolo Les Labourdet (10 episodi di 44 pagine ciascuno), inedita in Italia. In Les Labourdet non ci sono né motori, né eroi, né cronometri, ma le vicende quotidiane di una famiglia francese della media borghesia che abita a Villeroy, una cittadina a 20 km. da Parigi, nel cuore degli anni Sessanta. Soggettista degli episodi, rivolti a un pubblico di lettrici, era la moglie di Graton, Francine, che collaborava già con il marito alla redazione delle sceneggiature di Michel Vaillant. Il successo dei Labourdet fu immediato. Con un anticipo di più di vent’anni, Francine trovò il tono e lo stile narrativo che avrebbero fatto poi la fortuna delle serie televisive chiamate sitcom. Ma solo tre episodi dei Labourdet (dei dieci complessivi) uscirono in Francia e in Belgio sotto forma di albi, editi dalle edizioni Dargaud/Lombard fra il 1967 e il 1972. Fortunatamente, la lacuna sarà presto colmata. Infatti, dal 1982, Graton, si è messo in proprio come editore, fondando la casa editrice Graton editeur, e ha deciso di ripubblicare tutti gli albi del suo celebre pilota, affiancando a essi una nuova collana, intitolata Les Archives Jean Graton (n.d.w.:Palmarès Inédit). Negli Archives, Graton ripropone, insieme ad altre sue vecchie storie, anche tutte le avventure della famiglia Labourdet, al ritmo di un albo all’anno (al momento attuale, sono già usciti i primi cinque titoli della serie). La famiglia Labourdet è composta dai coniugi Georges e Jeanne, dalla bella figlia maggiore Françoise, dai figli Pierrot e Marcel, e dal nonno paterno Pépé, che apporta una nota umoristica alle vicende del figlio e dei nipoti. Il primo episodio, Ni toi ni lui (Né te né lui, Graton Editeur, 2001), delinea soprattutto la personalità di Françoise, contesa fra Jean-Marc, un seducente giovanotto di ottima famiglia, e Roger, l’amico d’infanzia, timido e innamorato. Nel secondo albo, La rivale (Graton Editeur, 2002), Françoise opta per Roger, mentre l'altro pretendente sembra sconfitto. Nel terzo, invece, La verité vient du désert (La verità viene dal deserto, Graton Editeur, 2003) incentrato su un incidente aereo, Françoise lascia Roger per scegliere definitivamente Jean-Marc. Nel quarto, La croisière du serpent (La crociera del serpente, Graton Editeur, 2004), un'intrigante ragazza, Laurence Feller, mette i bastoni fra le ruote a Françoise e a Jean Marc. Infine, nel quinto, Le faux pas (Il passo falso, Graton Editeur, 2005), a matrimonio avvenuto tra i due giovani, l'attenzione degli autori si concentra, invece, su Pierrot, che prende una brutta strada, mettendosi a lavorare con dei rivenditori disonesti di macchine usate. Sarà il nonno Pépé a tirarlo fuori dai guai. Insomma, in questa bella serie, Graton e la moglie Francine descrivono la vita privata della famiglia Labourdet, così come, nei primi albi di 64 pagine di Michel Vaillant, veniva descritta quella della famiglia di Michel. La prassi di seguire le vicende personali e psicologiche del clan dei Vaillant era durata almeno finché la cospicua lunghezza delle storie del pilota francese aveva consentito a Graton di non concentrarsi soltanto sulle gare automobilistiche. Purtroppo, nel 1967, un'infausta decisione della casa editrice Le Lombard stabilì di ridurre le pagine di tutte le storie da pubblicarsi in albi cartonati, portandole da 64 a 44, e costrinse così Graton a rinunciare alle parentesi familiari, per privilegiare il solo aspetto agonistico degli episodi di Michel Vaillant. Il lato umano dei personaggi disegnati da Graton fu conservato, però, nelle vicende dei Labourdet, dove ciò che contava erano soprattutto i sentimenti e i legami d'affetto. Anche per questo, i vecchi lettori delle avventure di Michel troveranno in questi albi dei Labourdet lo charme dei primi episodi delle avventure del celebre pilota, tuffandosi di nuovo nell’atmosfera del passato (molto anni Sessanta) legata ai primi numeri dei Classici Audacia.  

  

UN ARTICOLO DI AUTOSPRINT SUL RAPPORTO FUMETTI E MOTORI

Nel numero 48, del novembre 2005, Autosprint pubblica sei pagine dedicate al rapporto fumetti - motori. Ovviamente cita Michel Vaillant, definendolo "il più grande"  e "l'inimitabile". Mario Donnini definisce l'opera di Jean Graton "un modello conosciutissimo  e ineguagliato di viaggio, sia colto che didascalico, nel pianeta corse"  ...

 

Mario Donnini, in un articolo intitolato "Nuvole da corsa", ci regala un bel viaggio nei fumetti che, oltre a Michel Vaillant, si sono occupati di corse motoristiche. Nelle pagine del titolo troviamo subito una copertina della versione in olandese di Tintin con un disegno del grande Jean relativo alla storia breve "Nuvolari, le dieu de la course". Nell'articolo vengono citati i principali autori che, oltre a Graton, hanno affrontato il mondo delle competizioni nelle loro storie. Numerosi, anche se poco duraturi, gli esempi italiani. Se non sapevate che anche Diabolik si è cimentato in pista (sia con le 4 che con le 2 ruote) dovete cercare di procurarvi questa copia di Autosprint (a proposito: forse prima o poi vi racconterò di quando Diabolik, ed il suo omologo Kriminal, hanno guidato ...delle Vaillante). 

    

alcune delle pagine dell'articolo con immagini di copertine disegnate da Graton

Tra gli autori citati nel testo: Walter Molino ("La compagnia dei 6"), Frank Frazetta ("Johnny Comet"), Pier Carpi con Segio Zaniboni ed Enrico Bagnoli ("Nick Cometa"), Bamar e Ruggero Giovannini ("Bug Barri"), Giuliano Giovetti ("Bob Kent"), André-Paul Duchateau e Christian Denayer ("Alain Chevalier"),  Denis Lapiére e Constant ("Mauro Caldi"), Naboru Rokuda ("F-motori in pista"), Gaetano Bozzarello ("Thunder"). Oltre alle già citate "esperienze motoristiche" di Diabolik, vengono elencati anche altri personaggi dei fumetti le cui storie, occasionalmente, hanno avuto come sfondo o ispirazione il mondo dei motori: Paperino disegnato da Cavazzano, Valentina disegnata da Crepax, Kriminal ed Alan Ford disegnati da  Max Bunker, ecc. Un elenco certamente non esaustivo (come premesso dall'autore) ma sicuramente molto stimolante per chiunque voglia cimentarsi nella ricerca dei fumetti motoristici che hanno affiancato il nostro "inimitabile" Michel Vaillant.    

 

UNA CITAZIONE IN UN ARTICOLO SULLA  DAKAR 2006

Nell'ultimo numero di gennaio 2006 Autosprint dedica un articolo ai problemi di sicurezza riscontrati nell'edizione della Dakar. Problemi che hanno purtroppo causato tre incidenti mortali. In una didascalia scopriamo che pur qualcosa era stato fatto: l'affissione nei villaggi di un manifestino, con disegni a fumetti, che spiegavano il corretto comportamento da tenersi al passaggio dei partecipanti. Il fumetto è stato disegnato dallo Studio Graton.       

  

 

 

A margine dell'articolo, annunciato dalla didascalia "Vaillant avvisa", viene presentato il manifestino disegnato dallo Studio Graton nel quale individuiamo facilmente la Vaillante di Michel e Steve e la Chrysler-Dodge dei Texas Driver's dell'episodio "Cairo!". L'articolo indica come principale causa degli incidenti la sconsiderata scelta di attraversare Paesi dove esiste una pericolosa densità di villaggi. Per il futuro l'organizzazione dovrà prendere seriamente in considerazione un cambiamento del percorso evitando al massimo l'attraversamento di zone abitate. 

 

UN'INTERVISTA AL VOSTRO WEB-MASTER DAL SITO SUPEREVA.COM

Il 20 maggio 2006 il vostro web-master è stato contattato da Daniela Sgambelluri, la "guida" del sito Supereva.com che si occupa di doppiaggio e doppiatori. Nell'occasione, oltre che a parlare del doppiaggio del film "Adrenalina Blu - la leggenda di Michel Vaillant", ho risposto a domande sulla passione per il fumetto di Graton e sul nostro sito.

 

INTERVISTA DI DANIELA SGAMBELLURI A GIANFRANCO CASTELLANA 

http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/05/256334.shtml

Gianfranco Castellana, ideatore del sito dedicato a tutti gli appassionati del mitico fumetto francese "Michel Vaillant" , in questa intervista ci confida : " Ha colpito il mio cuore e la mia fantasia" e aggiunge " Nell’editoria, ovviamente, non c’è problema di sincrono ma alcuni punti in comune con il cinema ci possono essere. Mi riferisco, ad esempio, alla traduzione dei “modi di dire”. Non sempre trovano riscontro e la stessa efficacia quando vengono tradotti in italiano. Il traduttore quindi deve rinunciare alla loro trasposizione “letterale” e sforzarsi di trovarne di altrettanto pertinenti ed adeguati nella nostra lingua."

DANIELA : Gianfranco, ci racconta come è nata l'idea di realizzare il suo sito , che vi consigliamo di visitare , dedicato al mito di Michel Vaillant ?
GIANFRANCO: Michel Vaillant è certamente il personaggio dei fumetti che più ho amato in gioventù. L’ho seguito dal suo arrivo in Italia, nel 1963, fino ai primi anni settanta quando è scomparso dalle edicole. Con l’avvento di internet ho “riallacciato” i fili della passione di quando ero ragazzo. Sempre grazie ad internet ho visitato il sito dei fan francofoni e mi sono chiesto “chissà se in Italia c’è ancora qualcuno che si ricorda di questo bellissimo fumetto ?”. Così nel gennaio del 2001 ho provato a mettere on-line le prime due-tre paginette web. Il risultato è stato superiore alle aspettative: ho scoperto che, nonostante i problemi di pubblicazione, nel nostro Paese sono ancora abbastanza numerosi coloro che hanno amato, e amano, Michel Vaillant. Questo mi ha incoraggiato a proseguire. Adesso sono on-line più di 230 pagine e la comunità virtuale dei fan si è notevolmente allargata.
DANIELA : Sul sito sono presenti tantissime sezioni anche quella dedicata al film "Adrenalina Blu . La leggenda di MICHEL VAILLANT". Lei cita gli attori doppiatori Riccardo Onorato (Michel Vaillant), Stefano Crescentini(Steve Warson),Valentina Carnelutti(Julie Wood) , Gino La Monica (Henri Vaillant) , Fabio Boccanera (Jean-Pierre Vaillant). Che opinione può esprimere sul lavoro al doppiaggio ivi compresi i dialoghi italiani del film curati dalla dialoghista Lorena Bertini, Direzione del Doppiaggio Marco Guadagno. Ha avuto modo di vedere anche la versione originale in francese? Che tipo di analogie o discrepanze ha eventualmente rilevato ?
GIANFRANCO: Come ho raccontato nella quarta pagina della sezione dedicata al film, c’è stata una prima traduzione “letterale” del copione, dal francese all’italiano, ad opera della traduttrice Olivia Papili. In questa fase la traduttrice mi ha contattato e sono piacevolmente stato coinvolto, assieme al fan Giacomo Pueroni, per chiarire alcuni passaggi più “tecnici” (termini, frasi gergali, insomma “linguaggio” del mondo delle corse). Poi il testo tradotto è andato a chi ha curato il doppiaggio vero e proprio. Pur avendo acquistato anche la versione del film in francese, onestamente ho visto con la dovuta attenzione solo quella in italiano e non ricordo esattamente dove sono le maggiori differenze. In occasione della prima a Roma, comunque, la traduttrice era molto soddisfatta e mi ha confermato che il suo lavoro era stato rispettato almeno per il 95 % se non di più. Evidentemente, dal francese all’italiano, non c’erano stati troppi problemi di adattamento dei dialoghi. Posso solo raccontare che un piccolo problema, durante la traduzione, è stato quello di dare voce allo speaker della 24 Ore di Le Mans. Nel copione non c’erano tutte le sue frasi ed in molte scene del video in lingua originale “di lavorazione”, le sue parole erano coperte dai motori e dai dialoghi dei protagonisti. Così, utilizzando i nomi dei piloti e delle vetture del 2002 (anno nel quale sono state fatte le riprese a Le Mans), ho “improvvisato” alcuni dei testi di sottofondo per lo speaker. Riguardo i doppiatori non posso che dire: veramente ottimi. Con estrema umiltà potrei fare solo un unico appunto (non al doppiatore comunque): per il personaggio di Steve Warson avrei scelto un vero americano. Personalmente credo si senta troppo che l’accento del personaggio è quello di un italiano che “imita un americano che parla italiano” …
DANIELA : Parlando sempre del suo sito , abbiamo visitato una interessante sezione dedicata agli errori compiuti dai traduttori italiani per quanto riguarda il fumetto. Si fanno distinzioni fra traduzioni alleggerite, sbagliate, inspiegabili, errori di lettering , di impaginazione...cos'altro può aggiungere riguardo a questa problematica e a volte poca aderenza al testo originale giustificata al doppiaggio per questioni anche di sincrono , per l'editoria invece?
GIANFRANCO: Nell’editoria, ovviamente, non c’è problema di sincrono ma alcuni punti in comune con il cinema ci possono essere. Mi riferisco, ad esempio, alla traduzione dei “modi di dire”. Non sempre trovano riscontro e la stessa efficacia quando vengono tradotti in italiano. Il traduttore quindi deve rinunciare alla loro trasposizione “letterale” e sforzarsi di trovarne di altrettanto pertinenti ed adeguati nella nostra lingua. Tanto più il traduttore sarà preparato, tanto migliore sarà il risultato finale. Forse nel cinema questa professionalità è più consolidata (non sono un esperto) ma credo che anche nel mondo dei fumetti adesso si stia più attenti rispetto al passato. Per quanto riguarda gli errori nei termini tecnici, i tagli o altre "amenità", invece sono intransigente: questi errori, omissioni, o sviste non sono accettabili ed è sempre opportuno essere assolutamente fedeli ai testi originali.
DANIELA : Il mito di Michel Vaillant in cartone animato , nelle figurine della Panini, in telefim , in film ... quale di questi modi di raccontarlo ama particolarmente e per quale motivo ?
GIANFRANCO: Per essere sinceri nessuno di questi “formati” è riuscito, nemmeno lontanamente, a colpire il mio cuore e la mia fantasia quanto il fumetto. In ogni caso il film è senza dubbio quello che più si avvicina all’atmosfera delle storie disegnate. Pur non essendo rispettati tutti i rapporti tra i protagonisti (Michel è felicemente sposato con la giornalista Françoise Latour mentre nel film si innamora di Julie Wood che, nelle storie disegnate, è invece il grande amore del suo amico Steve Warson) la pellicola è abbastanza divertente e, a mio giudizio, non merita le critiche ricevute in patria e l’indifferenza riscontrata in Italia. Per quanto riguarda i vecchi telefilm in bianco e nero: sono stati fatti con mezzi troppo limitati e hanno un valore quasi solo “documentaristico” in quanto presentano un mondo delle corse molto diverso, forse più “umano”, e comunque tanto lontano da quello attuale. Per quanto concerne i cartoni animati ed il relativo album di figurine …meglio stendere un velo pietoso. Lo stesso Graton (che, ricordo, non ne è l’autore) dopo averli visti si è “dissociato” dal risultato.
DANIELA : Lei ha pubblicato anche l'intervista della rivista FUMO DI CHINA realizzata a Jean Graton nel 1987. Cosa l'ha colpita maggiormente di questo autore sia riguardo all'intervista sia in generale?
GIANFRANCO: Jean Graton, ha visto un’infanzia felice interrompersi improvvisamente per la perdita prematura della madre e per la prigionia del padre ad opera dei tedeschi. Ha dovuto crescere in fretta ed è un uomo che, come si dice, “si è fatto da solo”. Nelle sue storie, da sempre intrise di buoni sentimenti, i valori dell’amicizia e della lealtà sono quasi “idealizzati”. Negli anni della contestazione è stato accusato di “poco realismo” per questo. Da quanto traspare anche dalle sue interviste ritengo che questi valori siano intrinsechi nel suo carattere. I suoi rapporti con gli editori, talvolta burrascosi, sono proprio lo specchio del suo amore per l’onestà e per la correttezza nei rapporti interpersonali. Per quanto riguarda la sua arte: basta leggere i primi dieci volumi della saga di Michel Vaillant (quando non aveva ancora collaboratori). Io sono stato colpito dall’incredibile capacità di rappresentare in modo fedelissimo e curatissimo gli scenari, dall’abilità nel definire perfettamente tramite le espressioni ed i testi il carattere dei personaggi, dal taglio e dal ritmo delle sue storie. Non ho dubbi: per me è uno dei più grandi maestri del fumetto mai esistiti.
DANIELA : La ringraziamo per la sua gentilezza e infine le chiediamo di anticiparci qualche suo futuro progetto legato al sito e a questa sua grande passione.

GIANFRANCO: Dopo cinque anni e mezzo dalla nascita di “Michel Vaillant – Le Pagine dei Fan Italiani” posso solo dire che, nel mio piccolo, continuerò a cercare di tenere vivo l’interesse per questo fumetto con la speranza che ritorni ad essere pubblicato con regolarità in Italia. L’altro anno ho conosciuto di persona Philippe Graton, il figlio del maestro ottantaduenne. Philippe porta avanti l’opera di suo padre con grande passione, non disegna ma è l’attuale sceneggiatore delle storie nonché il responsabile della casa editrice Graton Editeur. I rapporti sono divenuti così cordiali che ricevo in anteprima immagini e notizie sui fumetti in corso di preparazione, nonché gli album prima della loro pubblicazione ufficiale. Potrò così continuare ad anticipare a tutti i fan, vecchi e nuovi, le “primizie in tempo reale” su questa bellissima saga che, nata nel 1957 in Belgio e Francia, continua ancora oggi ad appassionare migliaia di lettori in tutto il mondo. Grazie a Daniela e ciao a tutti.

 

UN ALTRO ARTICOLO SU AUTO D'EPOCA

Nel gennaio del 2006  Gianpaolo Arborio ci ha molto cortesemente citati in un altro articolo dedicato a Michel Vaillant pubblicato sul mensile Auto d'epoca .

 

 RITORNANO I FUMETTI DI MICHEL VAILLANT

di Gianpaolo Arborio

Il celebre campione di automobilismo a fumetti Michel Vaillant, creato da Jean Graton, di cui ci siamo occupati nel numero di Gennaio 2005 continua ancora oggi l'attività di corridore ed i suoi albi sono regolarmente pubblicati in Italia, ma il fatto curioso resta il delizioso sito dei fan italiani. Semplice e completo il web accoglie tutto quanto un lettore possa chiedere in merito alla famiglia Vaillant. Non solo, perché per gli appassionati di auto storiche c'è davvero tantissimo materiale da gustare, compresa l'intervista a Graton, di cui riportiamo un passo tratto dalla rivista specializzata Fumo di China : "Conoscevo tramite Les Sports i puiloti belgi. Mi sono rivolto a Bianchi, che era il secondo di Paul Fréres (che aveva un garage Ferrari a Bruxelles) e andavo a trovarlo per avere informazioni sulle auto e sulle corse. Il primo personaggio reale a cui mi sono ispirato è lui, Bianchi, che ho introdotto anche nella storia di Le Mans (Un 13 in gara). Gli ho proposto di inserirlo, assieme al fratello, e questo lo ha divertito molto. Poi ho avuto l'occasione di mettere altri, fino al giorno in cui  ho rivisto Jacky Ickx. Lo conoscevo molto bene (fin da ragazzino), il padre era giornalista, portava i suoi articoli in redazione ed era accompagnato dai suoi due figli e Jacky era ancora un marmocchio. Non avevo ancora osato mettere un pilota di F1 nelle storie e gli dissi <<Jacky mi piacerebbe metterti nelle mie storie, ma ho già una sceneggiatura che si svolge a Monza (Brivido a Monza) e M.V.deve vincere!>> ew lui rispose  << secondo dietro M.V., mi sta bene !>>. Così l'ho inserito nella storia. Una sera, a cena di fronte a me c'era Regazzoni che sfoggiava i baffi per la prima volta. <<Con i baffi sembri cattivo>> gli dissi <<per cui ho pensato ad una rivalità tra te e M.V., cominciata sui campi da sci e che prosegue nelle corse>>. E lui rispose << Non M.V., Warson!>>. Conoscendo la storia sarebbe stato più divertente combattere Steve Warson che Michel Vaillant". 

I piloti reali che si succedono nelle varie avventure si sono presto moltiplicati, d'altronde la professionalità di Graton gode della massima fiducia per cui è diventata una bella consuetudine trovarsi a lottare in pista con Michel Vaillant. Inoltre di Graton, oggi 83enne, che ha lavorato nel campo dell'illustrazione automobilistica per diverse aziende come ad esempio la Renault, sono stati poi pubblicati dei dossier dedicati tra gli altri e Henri Pescarolo e Juan Manuel Fangio. Il sito ospita numerose sezioni e tutte le storie hanno un breve riassunto che ne spiega l'evoluzione, slendide le copertine con un riferimento particolare alla riproduzione dei vari circuiti di gara. In un apposita pagina ci sono tutti i piloti disegnati dalla matita di Graton, ed è veramente interessante scoprirli ad uno ad uno. Per saperne di più dovete solo digitare www.michel-vaillant-fan.it e vi sembrerà di essere già in corsa.   

 

AUTOSPRINT CITA IL "DOSSIER MICHEL VAILLANT" SU PESCAROLO

Nel n° 7 del febbraio 2007 Autosprint, in un articolo intitolato "I figli di Le Mans", racconta le gesta di Jean Rondeau, Yves Courage ed Henri Pescarolo. All'inizio dell'articolo, nella descrizione dell'atmosfera della notte della 24 ore di Le Mans, è descritta "una bancarella che luccica di modellini in scala 1/43" oltre che "d'antichi album di Michel Vaillant".  Nella scheda dedicata ad Henri Pescarolo sono pubblicate anche tre vignette tratte dal Dossier Michel Vaillant che viene citato nella didascalia riportata qui di seguito. 

 

 

 

Un estratto dall'articolo:

 

Amato dai francesi

Nei giorni scorsi in Francia è uscito un volumetto della collana "Dossier Michel Vaillant" dedicato all'idolo transalpino della 24 Ore di Le Mans e intitolato "Pescarolo le marathonien". Ecco come viene raccontato a fumetti il terribile incidente di Henri nelle prove libere della 24 Ore edizione1969. ...omissis

 

AUTOSPRINT E "IL PILOTA SENZA VOLTO"

Nel n° 10 del 2007 Autosprint pubblica un articolo, a firma di Mario Donnini, nel quale si racconta dei piloti che, in modo nascosto, hanno preso parte ad alcune competizioni essendo anche artefici anonimi di vittorie. In particolare viene affrontato il caso della vittoria della Ferrari della NART, a Le Mans nel 1965, alla quale avrebbe partecipato in modo del tutto misterioso anche il pilota inglese Ed Hugus. Mario Donnini, evidentemente fan di Michel, oltre ad aver dato all'articolo il titolo del secondo episodio della saga del nostro eroe, ha anche utilizzato l'immagine originale del titolo apparso sul n° 2 dei Classici dell'Audacia mostrandone anche la copertina. 

 

 

L'articolo pubblicato nel n° 10 del 2007 di Autosprint con l'immagine della copertina dell'album "Il pilota senza volto" dei Classici dell' Audacia. Anche per il titolo dell'articolo è stato utilizzata proprio l'immagine del titolo dell'album della mitica collana della Mondadori. 

  

UN ARTICOLO SULL'ALBUM DEL 50° ANNIVERSARIO SULLA RIVISTA MONSIEUR

Nel maggio del 2007 siamo stati contattati dalla redazione del mensile "Monsieur": stavano preparando un "pezzo" 

sui 50 anni di Michel Vaillant. Dopo aver contattato anche la Graton Editeur, nel numero 58 del mese di giugno 2007 è stato pubblicato l'articolo che potete leggere qui sotto. Marco Basileo ne è l'autore.

 

 PILOTA DI CARTA CUORE D’ACCIAIO

di Marco Basileo

Michel Vaillant, il pilota più celebre di Francia, compie 50 anni, ma non ha alcuna intenzione di sollevare il piede dall’acceleratore. A metà giugno, in coincidenza con la 24 ore di Le Mans, esce in libreria (anche in Italia) il numero 70. Per raccontare una storia di ardimento e lealtà.

Il numero del giubileo è identico agli altri: come se non ci fosse nulla da festeggiare.

Negli Stati Uniti uno così non sarebbe mai nato. E, soprattutto, non avrebbe mai raggiunto il mezzo secolo di avventure. Da quelle parti, negli Usa, sono abituati a uomini invincibili che volano alla velocità  della luce, a corpi alterati dal morso di un ragno radioattivo, a miliardari che per combattere il crimine si fanno ispirare da un pipistrello. Nel mondo dei fumetti a stelle e strisce devi avere una seconda vita in calzamaglia attillata, altrimenti sei tagliato fuori e non ti legge nessuno. In Francia, evidentemente, è diverso. Qui, da mezzo secolo, l'eroe è un uomo che viaggia a 300 chilometri l'ora, è vero. Però corre a bordo di un'automobile, mica a piedi. Vola davanti a tutti, ma su nastri d'asfalto e non fra una nuvola e l'altra. Non ci sono cattivoni schizofrenici, ma trame intriganti e disegni così accurati da appassionare anche il più attento degli esperti in materia. Insomma: un eroe normale in un mondo che esiste davvero. Solo così è possibile spiegare il successo di Michel Vaillant, il decano dei piloti di Formula 1 (creato nel 1957 dalla matita di Jean Graton), di cui ricorre il cinquantenario proprio in questi giorni. Disegno e disegnatore sono due campioni delle competizioni sulla lunga distanza. In mezzo secolo, Michel ha vinto tutto: Formula 1, 24 Ore di Le Mans, Indy 500, Daytona 500, rally di Monte-Carlo, Parigi-Dakar. E perfino accaduto che la finzione diventasse realtà: nel 1997 una (vera) Courage Vaillante ha colto il quarto posto a Le Mans, tra il tripudio della folla. Negli stessi 50 anni, e questa è la vera notizia, Graton ha messo insieme 70 titoli, oltre 20 milioni di albi venduti, una serie di telefilm, una di cartoni animati, un terzo posto assoluto nella preferenza dei francesi tra i personaggi a fumetti (dietro soltanto a Tarzan e Superman, sondaggio Sofrest-Télé-7-Jours) e un film (Adrenalina blu) prodotto dal più hollywoodiano dei registi d'oltralpe, Luc Besson. Negli albi pubblicati fino a oggi sono stati visti apparire, di volta in volta, Jacky Ickx, Henri Pescarolo, Alain Prost, Michael Schumacher e molti altri. Mezzo secolo di avventure coincidono proprio con l'uscita dell'albo numero 70. Due belle cifre tonde: sembra voluto ma, giurano da Graton Editeur (che dal 1982 realizza e pubblica le storie del pilota) si tratta di una coincidenza. Anche perché la ricorrenza non verrà trattata come tale: è solo un'altra tappa nella vita spericolata di Michel Vaillant, un'altra cronaca di emozioni a tutta velocità, colpi di genio, coraggio e lotte senza quartiere fino all'ultima curva. Non è stata prevista un'edizione limitata, una rilegatura preziosa, una copertina da collezione. Proprio non siamo in America dove, giusto per fare un esempio, il primo numero di Spider-Man disegnato da Todd McFarlane nel 1990 venne realizzato con quattro copertine diverse, due delle quali inchiostrate in oro e argento che sul mercato dei collezionisti hanno raggiunto quotazioni sbalorditive. Nel mondo tradizionalmente europeo di Michel, invece, tutto resta immutato, prezzo compreso. Sarà un albo perfettamente ordinario, che verrà pubblicato e distribuito con le solite modalità. Un profilo basso che accontenta tutti, tranne i collezionisti: alcuni edicolanti francesi si sono visti piovere addosso richieste di prenotazione settimane prima dell'uscita e c'è da credere che questo numero andrà esaurito in maniera fulminea.

Per lui non ci sono compromessi: è meglio perdere con onore che vincere senza merito.

Un po' come le partenze di Michel Vaillant, quando scatta il semaforo verde. L’albo <<soixante-dix>> uscirà in concomitanza con la prossima 24 Ore di Le Mans, quindi qualche giorno prima del 16 giugno (la data ufficiale non è ancora stata confermata dall’editore belga). Per gli appassionati italiani, ancora una volta, l'unica strada è quella della «caccia all'albo». Perché è impossibile, almeno per ora, sperare in una traduzione. Dopo i mitici Classici dell'Audacia Mondadori e gli Albi ardimento di Crespi, infatti, le storie di Michel Vaillant erano state pubblicate da Comic art e da Alessandro Editore. Nel 2003 uscì un volume nella collana I Classici del Fumetto di Repubblica, poi più nulla. Per chi ha dimestichezza con la rete e gli acquisti on-line, internet rimedia all'indifferenza dei distributori di casa nostra: l'albo del giubileo sarà facilmente reperibile nelle librerie francofone più famose, come www.amazon.fr, www.alapage.com, www.chapitre.com, www.bdnet.com. Il prezzo sarà di circa 10 euro, più le spese di spedizione. Per chi non è avvezzo ad affrontare le ondate della grande rete, invece, c'è la possibilità di prenotarlo e ritirarlo presso i negozi della catena Fnac (anche in questo caso la spesa ammonta a circa 15 curo). Ma gli albi di Michel Vaillant (in lingua originale) sono disponibili anche alla «Libreria dell'automobile» in Corso Venezia 433 e alla «Libreria francese» in via San Pietro all'Orto 10, entrambe a Milano. Nella capitale, andate a colpo sicuro prenotando il numero 70 alla libreria «L’avventure» in Via del Vantaggio 21. Sembrerà anche curioso, ma per entrare in possesso dell'albo è necessario muoversi con un certo anticipo: Vaillant conta ancora oggi migliaia di estimatori e fan pronti a sborsare cifre importanti per non lasciarsi sfuggire l'albo del cinquantenario. Ma perché tanto successo ? Rispondere a questa domanda significa analizzare il fenomeno Vaillant. Ciò che stupisce, inizialmente, è un dato: in un certo senso, in questi 50 anni il personaggio è sempre rimasto uguale a se stesso: un bel ragazzo atletico, dalla mascella squadrata e i capelli corti, fascinoso e brillante, una specie di incrocio tra l'indomito Johnny Hazard (il pilota statunitense creato negli anni 40 da Frank Robbins) e il giovane Alain Delon. Quello che è cambiato moltissimo riguarda, invece, le auto e il mondo dei motori. Attraverso le storie di Michel Vaillant è possibile ripercorrere 50 anni di storia dell'automobilismo sportivo: il mutare del design, dell'aerodinamica, le tute e i caschi dei piloti, i tracciati dei circuiti, la crescente invadenza degli sponsor. Il mondo di Michel è costantemente in movimento, e in ogni numero i lettori sanno con certezza che la messinscena regalerà elementi di discussione sul gran circo della Formula 1, su ciò che accade nel paddock e sulle strategie di gara, ma anche sul cinismo che inquina la nobiltà di uno sport diventato asettico, ben lontano dai tempi gloriosi in cui l'avventura era cominciata. Michel Vaillant diventa, così, garante della sportività e della lealtà, l'uomo che rifiuta imbrogli e pastette, preferisce un'onorevole sconfitta a una vittoria immeritata. Tutto molto normale, come dicevamo. E, di conseguenza, molto eroico. Questo è, alla fine, il colpo di genio di Jean Graton. Questo è, in estrema sintesi, il motivo per cui l'albo numero 70 è una gemma da non perdere.

 

  

 

  

 

ANCORA SU AUTOSPRINT  DOPO LA 24 ORE DI LE MANS

Nel n° 26 di Autosprint del 26 giugno - 3 luglio 2007, si parla ancora del nostro eroe dei fumetti. Nello speciale che Mario Donnini ha dedicato all'ultima edizione della 24 ore di Le Mans, viene raccontato dell'entusiasmo del plurivincitore della gara, Emanuele Pirro, per aver ricevuto in regalo l'ultimo album della serie "24 Heures sous influence" con tanto di disegno originale. Pirro, infatti, è da sempre un grande fan di Michel Vaillant. Nell'articolo è pubblicata anche l'immagine della copertina dell'album nella versione pubblicitaria (priva del logo della Graton Editeur) data in omaggio dall'AUDI, ai suoi ospiti, durante il week end della 24 ore di Le Mans.

 

Un passaggio dell'articolo di Mario Donnini, 

intitolato "Quelli della notte", dove si parla di Michel Vaillant: 

"...Mezzo depresso mi fiondo al paddock. Incontro Pirro e la moglie Marlene. << Guarda cosa ho >> - mi fa, mostrando l'ultimo album di Michel Vaillant. Sette anni fa, tra un turno di guida e l'altro, abbiamo passato mezza nottata a parlare di fumetti francesi. Poi lui è corso a vincere la sua prima 24 ore. << L'Audi lo ha regalato pure a me >> - ribatto parando il colpo. << Ma sul mio c'è un disegno originale di Graton. Vedrai, mi porterà fortuna >>. In bocca a lupo Emanuele." 

(n.d.w: poi, come sappiamo, Emanuele Pirro ha vinto la sua quinta 24 ore di Le Mans...)

 

INTERVISTA A PHILIPPE GRATON SUL SETTIMANALE AUTO OGGI

Il 30 agosto 2007 il settimanale Auto Oggi parla dei 50 anni e del futuro di Michel Vaillant in un'intervista di Edoardo Baldi a Philippe Graton. 

 

VAILLANT CORRE ANCORA

A tu per tu con i creatori del più famoso fumetto di motori. Che compie 50 anni.

di Edoardo Baldi

E' mezzo secolo che Michel Vaillant sfreccia sulle Vaillante, le auto della Casa di famiglia. Rally, Formula 1, corse storiche e maratone nel deserto: milioni di fan seguono il pilota francese. E pensare che il suo creatore, il disegnatore belga Jean Graton (n.d.w.: Jean Graton è nato a Nantes in Francia), nel 1957 dovette insistere molto per far pubblicare il primo episodio, La 24e Heure

(n.d.w.: questo fu il primo episodio pubblicato in Belgio, il primo in assoluto fu "Bon sang ne peut mentir" pubblicato il 07.02.1957 su Tintin edizione francese). Oggi Michel Vaillant è più vivo che mai, anche se il suo creatore si è ritirato dal lavoro 5 anni fa. Ora porta avanti la sua opera il figlio Philippe, che si occupa delle trame, poi tradotte su carta da tre disegnatori. Proprio da lui ci siamo fatti raccontare i segreti di questo pilota che nella sua carriera ha affrontato i più forti di ogni tempo. <<Tutti hanno apprezzato moltissimo l'essere immortalati sulle pagine di questo fumetto>> ricorda Philippe. <<Jacky Ickx disse che esserci è stato come essere dentro l'enciclopedia Larousse. E fu proprio lui, nel 1968, a chiedere a mio padre di comparire accanto a Michel nel volume Olio sulla pista  (n.d.w.: "De l'huile sur la piste" in Italia è stato intitolato "Brivido a Monza"). Fu accontentato, ma specificandogli che ormai la storia era stata scritta e che al massimo sarebbe arrivato secondo>>. Difficile da mandare giù per un campione, eppure acconsentì: <<se il primo e Michel Vaillant, allora va bene ...>>. Prost ha invece confidato che la sua passione è nata proprio leggendo il fumetto del fratello. Anche Luc Donckerwolke (il disegnatore della Murciélago, ndr) ha confessato di aver iniziato spinto da Michel>>. E deve essere vero se, al Salone di Ginrevra 2006, ha addirittura presentato una Seat Ibiza "Vaillante" e se adesso collabora con il fumetto. Il legame che i Graton hanno saputo intessere con tutto il circus dei motori, è il risultato di una cura maniacale per i particolari e di un autentico rapporto diretto con quegli uomini. 

Non è raro vedere i Graton passeggiare nelle sale stampa dei gran premi, o ai box. <<I nostro lettori sono molto esigenti, ed esperti di tecnica. Per questo di avvaliamo di consulenti tecnici, di piloti e ingegneri. Ma a volte i nostri lettori trovano lo stesso degli errori: è successo che ci rimproverassero il fatto che, in una vignetta, avevamo disegnato degli ammortizzatori scambiando quelli prodotti nel 1984 con quelli del 1983 !>>. Tanto impegno -i circuiti e le auto sono fedelissime riproduzioni degli originali- è comunque ripagato dagli attestati di stima accumulati negli anni. <<Nel 1986 parlammo del GP di Shangai, che però non era mai stato corso prima, e quindi non avevamo dati reali. Ebbene, la Renault ha fornito a mio padre informazioni riservate, pregandolo di non divulgarle: e solo perché loro erano dei nostri fan!>> Se i primi 50 anni sono ormai alle spalle, ora si guarda al futuro. <<Michel segue gli eventi, non è immobile nel tempo: è sempre al passo con i tempi>>. A chi chiede cosa riserverà il futuro, Graton risponde che il futuro è già qui: «Tre anni fa, sul numero 68, debuttarono le auto a idrogeno. E nel 69, auto di questo tipo hanno corso in un rally in Turchia, e poi...».

L'ultima fatica. La 24 ore più lunga.

Il numero 70 è appena uscito, ma non sarà tradotto in italiano perché non c'è più un distributore ufficiale. "24 heures sous influence" vede la presenza delle Audi R10, recenti dominatrici della vera Le Mans e, stando alle parole di Philippe Graton, <<sarà l'ultimo Michel Vaillant come lo conosciamo ora>>. Il 2008, infatti, sarà per l'eroe l'anno della rinascita: una sorta di "secondo anno zero", i cui dettagli però sono avvolti nel mistero. 

 

AUTOSPRINT CITA ANCORA MICHEL

 Mario Donnini nei suoi articoli non manca di citare, magari anche solo nel titolo come in questa occasione, la saga di Michel Vaillant. E' successo ancora nell' Autosprint n° 40 del 2007. Più fan di così ... 

 

Mario Donnini, nel suo articolo "Sfide impossibili", che parla dei duelli più estemporanei del mondo delle quattro ruote (come le sfide tra una F.1 ed un caccia a reazione ...), ha pubblicato, vicino al titolo, la copertina del mitico album n°1 della serie di Michel Vaillant "La grande sfida".

   

AF NEWS CITA IL "DOSSIER MICHEL VAILLANT"  SU GILLES VILLENEUVE 

(...E IL NOSTRO SITO)

Il più famoso sito italiano di informazione e novità sui fumetti, AF NEW  ( http://www.afnews.info ) che in passato ci ha citato più volte, nel giugno 2008 segnala l'uscita  del decimo volume della serie Dossiers Michel Vaillant (in lingua originale).

 

MICHEL VAILLANT ONORA GILLES VILLENEUVE

 E' il compianto Gilles Villeneuve l'eroe del nuovo Dossier Michel Vaillant (il numero 10) prodotto dalla Graton Editeur. ne trovate notizia sul sito italiano dedicato al famoso personaggio dei fumetti (che così ne parla: "... il decimo album della collana «Dossiers Michel Vaillant» che è stato dedicato al grande Gilles Villeneuve e che si intitola "Gilles Villeneuve - «Je ne serai pas long ....»". Potrete leggere la traduzione della presentazione ufficiale di Graton Editeur e dare un occhiata ad alcune immagini collegandovi alle pagine delle Graton News...") e nel sito dell'editore francese.

 

AUTOSPRINT CITA IL "DOSSIER MICHEL VAILLANT" SU JAMES DEAN

Nel n° 25 del giugno 2008 Autosprint, in un articolo della serie "Cuore da corsa" intitolato "Le tre corse del gigante ribelle ", Mario Donnini racconta le esperienze di pilota dell'attore-mito James Dean. Anche in questa occasione non mancano le citazioni al lavoro del maestro Jean Graton. In particolare sono state pubblicate delle immagini del primo Dossier Michel Vaillant che era stato dedicato proprio all'attore americano. 

 

Mario Donnini, nel suo articolo ha incluso due immagini (citando Jean Graton) del Dossier Michel Vaillant n° 1 dedicato a James Dean: la vignetta dove appare con la Porsche  550 e la tavola con la dinamica conclusiva del tragico incidente nel quale è scomparso l'attore americano.

 

L' "INTEGRALE DI MICHEL VAILLANT " PRESENTATO SUL WEB ITALIANO ...

Oltre che, ovviamente, nel nostro sito, anche sul blog del cartoonist Luca Boschi (http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com) nel 2008 è stato presentato l'Integrale di Michel Vaillant con un articolo di Andrea Sani. 

 

L'INTEGRALE DI MICHEL VAILLANT

di Andrea Sani

Per festeggiare cinquant’anni di storie del più celebre pilota automobilistico dei fumetti, 

esce in Francia l’edizione integrale delle avventure di Michel Vaillant

E' nel 1957 che il francese Jean Graton pubblica la prima storia del pilota automobilistico Michel Vaillant sulle pagine del giornale Tintin delle Editions Du Lombard. Un mezzo secolo dopo, con all’attivo più di 70 volumi e un gran numero di storie inedite in albi, Michel Vaillant si impone come uno dei più grandi classici del fumetto europeo. La casa editrice Le Lombard, in accordo con Graton Editeur, per celebrare l’evento (anche se con un anno di ritardo), ha deciso di pubblicare Michel Vaillant – L’intégrale: un’integrale cronologica in lingua francese, veramente esaustiva, in cui ci sarà davvero tutto (compresi i racconti brevi, le numerose copertine realizzate per Tintin, le illustrazioni, ecc.), e corredata da dossier sulla storia delle competizioni automobilistiche, dagli anni Cinquanta ai giorni nostri, realizzati da celebri giornalisti sportivi. La prefazione del primo volume, di 240 pagine (uscito il 20 giugno insieme al secondo albo, al prezzo di 24 euro e 50 ciascuno) è di Alain Prost, quattro volte campione del mondo di Formula 1. Prost rivela che, quand’era ragazzo, è stato spinto verso lo sport automobilistico proprio dalla lettura degli appassionanti episodi di Michel Vaillant. Fra le impedibili “chicche” del primo volume dell’“integrale” (che contiene le prime quattro storie brevi di Michel e le prime tre storie lunghe), va segnalata una pagina “scomparsa” (numerata 31bis) di La grande sfida (Le grand défi), il primo episodio di 64 pagine, uscito su Tintin nel 1958 e pubblicato in volume nel 1959. In questa pagina, mai stampata in albo in Francia e in Belgio (e ovviamente nemmeno in Italia), Michel visita l’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958. Sempre a proposito di La grande sfida, in una nota Graton rivela un particolare che forse è sfuggito a molti lettori (n.d.w.: non certamente a noi che, da tempo, lo abbiamo inserito nel nostro sito assieme ad altre "chicche" analoghe...): in una vignetta di questa mitica storia l’autore si è ritratto insieme alla moglie Francine mentre guarda passare, ammirato, il pilota Steve Warson, grande amico-rivale di Michel Vaillant. Un’altra tavola inedita in albo, contenuta nel primo numero dell’“integrale”, annuncia la pubblicazione del secondo episodio lungo della serie, Il pilota senza volto (Le pilote sans visage, uscito in libreria nel 1960) e mostra il matrimonio fra Jean-Pierre Vaillant (il fratello di Michel) e Agnéès de Chanzy (n.d.w..: anche questa pagina l'abbiamo già inserita nel nostro sito). Nell’interessante dossier de presse allegato ai due volumi dell’“integrale”, Hervé Poulain, specialista parigino di arte moderna e di automobilismo, fa notare la forza dinamica dei disegni di Jean Graton. “Il movimento – afferma Poulain – ha sempre creato dei problemi agli artisti realisti. Per i cavalli, un indicatore del movimento era costituito dalla posizione delle zampe. Per le locomotive a vapore, era il senso del fumo. Ma con un’automobile, come trovare un riferimento visivo in grado di rappresentare la velocità? Graton c’è riuscito, senza alcuna deformazione, grazie al suono dei motori che lacerano le sue immagini. Con le sue onomatopee, Graton riesce a muovere un’autovettura. E’ straordinario: ha inventato il sonoro in un’arte muta!”. Effettivamente, gli effetti onomatopeici creati da Graton sono efficacissimi: la scritta a caratteri cubitali “VROOOAAOOOAO” indica i passaggi delle auto a tutta velocità; invece “VROOW” indica le accelerazioni, mentre “Iiiiiiiii” suggerisce lo stridore delle ruote nelle curve. La forza delle prime storie di Michel Vaillant realizzate da Jean Graton sta anche nel fatto che l’autore propone le avventure di un corridore automobilistico come se fossero le imprese di un cavaliere medioevale, dando loro un evidente respiro “epico”. Non a caso, Michel Vaillant era presentato sugli albi cartonati belgi delle Editions Du Lombard, in quarta di copertina, come un eroe “forte, coraggioso e leale”, cosicché, alla stregua di Sir Galvano o di Sir Lancillotto, il personaggio si può anche definire “un cavaliere senza macchia e senza paura”. Va anche ricordato che, con un anticipo di molti anni, nella saga di Michel Vaillant, Graton trova il tono e lo stile narrativo che faranno poi la fortuna delle serie televisive tipo Dallas. Infatti, nei primi albi di 62 pagine, viene ampiamente rappresentato anche il contesto familiare di Michel Vaillant, in modo che il lettore si possa affezionare al personaggio e al suo entourage. In Italia, dopo essere apparsi nella celebre collana dei Classici Audacia edita da Mondadori (dal numero 1 del 1° dicembre 1963, La grande sfida), gli albi di Michel Vaillant sono stati pubblicati negli Albi Ardimento del Corriere dei Piccoli (dal numero 2 dell’agosto 1969, Il circuito infernale), poi dalla Comic Art e infine da Alessandro Editore. Nel 2005, è stato dedicato a Michel Vaillant – Il campione del mondo, il n°27 della Serie Oro dei Classici del fumetto di Repubblica. Il celebre pilota è anche il protagonista del film (che non gli rende giustizia) Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant (Michel Vaillant, 2003), di Louis-Pascal Couvelaire, prodotto da Luc Besson

 

... E SULLA RIVISTA FUMO DI CHINA

L'amico Andrea Sani ha presentato la serie Integrale di Michel Vaillant anche  sulla rivista Fumo di China. Su questa rivista, se ricordate, era stata pubblicata anche una "mitica" intervista a Jean Graton nel 1987 (vedi apposita pagina). Ecco l'articolo di Andrea, pubblicato nel numero 165 dell'ottobre 2008.

 

 

ESCE IN FRANCIA L' INTEGRALE DELLE STORIE DI MICHEL VAILLANT

di Andrea Sani 

E’ nel 1957 che il francese Jean Graton (nato nel 1923) pubblica, sul settimanale belga Le journal de Tintin, i primi episodi a fumetti del pilota automobilistico Michel Vaillant, sotto forma di storie complete di cinque pagine ciascuna. Invece, la prima avventura lunga di Michel (62 tavole) compare sul n° 1 di Tintin del 1° gennaio 1958, e, in albo, nel 1959, con il titolo La grande sfida (Le gran défi). Dopo questa storia d’esordio, Graton (oggi anche editore di sé stesso) produce oltre settanta volumi del suo personaggio, che si impone come uno dei più grandi eroi classici del fumetto europeo. Le storie di Michel Vaillant sono diffuse in Italia per la prima volta dal 1963 nella collana dei Classici Audacia, edita da Arnoldo Mondadori, e poi, dopo una pre-pubblicazione a puntate sul Corriere dei Piccoli, negli Albi Ardimento (dal 1969), nella collana Grandi Eroi della Comic Art, negli albi di Alessandro Editore, e nel n°27 della Serie Oro dei Classici del fumetto di Repubblica (2005), intitolato Michel Vaillant. Il campione del mondo. Le imprese del pilota francese sono tornate alla ribalta anche in seguito all’uscita del film, dall’orribile titolo italiano, Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant (Michel Vaillant, 2003), di Louis-Pascal Couvelaire, prodotto da Luc Besson. Se nuovi episodi di Michel Vaillant – scritti dal figlio dell’autore, Philippe, e disegnati dallo Studio Graton – continuano a essere pubblicati ogni anno oltralpe, anche in Francia non tutti i vecchi albi risultano invece facilmente reperibili. Per questo, la casa editrice franco-belga Le Lombard (che è stata la prima, cinquant’anni fa, a pubblicare le storie di Michel) ha avuto l’ottima idea di proporre la collana “Michel Vaillant – L’intégrale”. Un’integrale cronologica davvero esaustiva, destinata a comprendere tutti gli albi della serie regolare, ma anche le storie brevi e numerosi lavori inediti, e inoltre corredata da dossier che tracciano la storia dello sport automobilistico dal 1950 ai giorni d’oggi. I primi due volumi sono in vendita, a 24 euro e 50 ciascuno, dal mese di giugno 2008. Il primo albo, di 240 pagine, contiene – dopo una prefazione Alain Prost – le tre storie La grande sfida (Le Grand Défi, 1959), Il pilota senza volto (Le pilote sans visage, 1960) e Il circuito del terrore (Le circuit de la peur, 1961), mentre il secondo comprende le memorabili avventure successive Operazione Jaguar (Route de nuit, 1962, una delle storie più belle di Graton), Un tredici in gara (Le 13 est au départ, 1963) e I nemici di Warson (La trahison de Steve Warson, 1964). Altri albi usciranno in ottobre e a dicembre.  Soprattutto le prime avventure della serie costituiscono dei veri e propri capolavori del fumetto franco-belga. Con la saga di Michel Vaillant, che coinvolge tutti i familiari di Michel, Graton orchestra una specie di soap opera “ante litteram”. La famiglia Vaillant è composta dalla fidanzata (e poi moglie) dell’eroe Françoise Latour, dai genitori Henri ed Elizabeth e dal fratello ingegnere Jean Pierre, sposato con Agnès de Chanzy. Michel ha anche un grande amico, il pilota americano Steve Warson (uno dei personaggi più simpatici e ben caratterizzati). Le automobili da corsa svolgono un ruolo centrale nella saga di Michel Vaillant, e la loro linea si evolve nel corso degli anni. Efficacissimi sono gli effetti cinetici delle auto lanciate a grande velocità, e quelli onomatopeici (come le scritte a caratteri cubitali “VROOM”, “VROAR”, “VROOAW”, ecc., che riproducono il rombo dei motori), nonché la rappresentazione di spettacolari incidenti automobilistici, disegnati da Graton con una impareggiabile maestria grafica. I primi albi di Michel Vaillant, anche se affrontano dei temi sportivi legati al mondo dell’automobilismo, possono piacere anche a chi non ama questo genere di sport. Infatti, il divertimento che ancora si prova nella lettura degli albi in questione non dipende dallo specifico contenuto a sfondo automobilistico delle storie, ma dalla forma, e cioè dal modo in cui tali avventure sono costruite. Coinvolgente non è tanto ciò che le storie del “pilota del brivido” raccontano (e cioè le gare di Indianapolis o di Le Mans), ma l’organizzazione dell’intreccio, l’abilissima maniera in cui i fatti narrati sono connessi fra loro da Jean Graton in una trama ben strutturata e ricca di suspense. Nelle avventure degli anni Sessanta, Graton costruisce degli intrecci davvero appassionanti, e saccheggia consapevolmente il vecchio, ma sempre efficace armamentario dei feuilletons, ricorrendo all’intervento di minacciosi fantasmi (vedi Il castello della vendetta, cioè Les chevaliers de Königsfeld, magnifica storia del 1967), o a personaggi dall’identità misteriosa e dai tratti orientali come il Leader (uno dei “cattivi” più intriganti della bande dessinée, introdotto in Il muro del suono, cioè Mach 1 pour Steve Warson, del 1968). In questi strepitosi episodi, Jean Graton propone le avventure del suo pilota automobilistico come se fossero le imprese di un cavaliere medioevale, dando loro un evidente respiro “epico”. Purtroppo, il passaggio degli albi di Michel Vaillant da 62 a 44 pagine (avvenuto nel 1968 per ragioni editoriali, e imposto dalla casa editrice a tutte le storie pubblicate su Le journal de Tintin), produce un effetto negativo sulle avventure ideate da Jean Graton, che invece ha bisogno di uno spazio più ampio per orchestrare i suoi elaborati intrecci da feuilleton, e per arricchire le storie sportive del suo eroe con le vicende quotidiane della sua famiglia, elemento indispensabile della saga. Infatti, dopo qualche episodio sempre di notevole livello, a partire dal 19° albo, Il rally della paura (Cinq filles dans la course, 1971), la nuova serie degli albi di 44 pagine comincia a perdere quota, e le storie si concentrano sulla rappresentazione di gare automobilistiche, molto ben disegnate ma poco interessanti per un lettore non sportivo, anche perché meno “dense” e complesse sul piano della sceneggiatura. I primi 18 albi restano, però, ancora oggi gradevolissimi, e meriterebbero una riedizione anche in lingua italiana.

 

AUTOSPRINT E "300 ALL'ORA A PARIS"

Nel n° 5 del febbraio 2009 Autosprint, in un articolo che parla del progetto di effettuare un G.P di F. 1 a Roma, illustra tutti gli altri progetti simili mai realizzati in passato. Tra questi, cita anche il G.P. di Parigi che, pur non avendo mai visto la luce, è comunque stato immortalato da Jean Graton nell'album "300 à l'heure dans Paris" ("300 all'ora a Paris"). Mario Donnini, nell'articolo, ricorda anche che parte dell'episodio era stato pubblicato proprio da Autosprint nel 1984.

 

 

Ed ecco il passaggio dell'articolo di Mario Donnini dove si parla di Jean Graton : «Nel 1984 si sogna la F.1 nel cuore di Parigi e l'unica cosa concreta a nascere è una dettagliatissima avventura a fumetti di Michel Vaillant disegnata da un fiammeggiante Jean Graton e in parte pubblicata da Autosprint.». La didascalia sopra l' immagine di una pagina dell'album "300 all'ora a Paris":  «A metà degli anni '80 l'idea di portare la F.1 sulle strade di Parigi fu concretizzata solo da Jean Graton, con una storia ad hoc di Michel Vaillant pubblicata anche sulle pagine di Autosprint».

 

 

MICHEL (E GILLES) SUL MENSILE AUTO D'EPOCA

Michel ritorna sul mensile Auto d'Epoca grazie ad un articolo Walter Gualdrini pubblicato nel numero di maggio 2009.

 

GILLES VILLENEUVE (FORSE) CAMPIONE DEL MONDO !!

di Walter Gualdrini

Le incredibili storie di Michel Vaillant con i suoi affascinanti fumetti che hanno conquistato a cavallo degli anni 

sessanta e settanta molti di noi. Una storia ancor oggi piena di stile e passione

Proprio così, avete letto bene e... non è uno scherzo: molti di voi, credo, conoscerete Michel Vaillant, il pilota portato al successo dalla fantasia e dalle matite e chine di Jean Graton nel 1957, sulle prime tavole a colori apparse sul settimanale "Tintin", raccolte poi in più di 70 albi cartonati e che ancora ai giorni nostri macina chilometri, al volante delle Formula Uno e Gran Turismo prodotte dalla "Usine Vaillante" sui circuiti dì tutto il mondo, testa a testa coi più celebrati, spericolati e dotati corridori automobilistici... Caratteristica costante del fumetto franco-belga è sempre stata quella di divertire insegnando, cercando, nell’ambito dello svolgersi di una storia inventata intorno al protagonista, di introdurre elementi reali, sia storici che tecnici, piuttosto che geografici o di attualità, o ancora, attinenti alla letteratura, alle invenzioni, alla navigazione, alle scoperte ecc. ecc. Alla pari dei suoi colleghi, Jean Graton, da sempre appassionato del mondo dei motori, ebbe l'idea di un personaggio calato nel professionismo sportivo al quale capitassero poi avventure di ogni sorta nell’intervallo fra una gara e l’atra, nelle quali aveva comunque il suo bel da fare con avversari a volte scorretti, spionaggio industriale, ricerca tecnica sempre più approfondita e via discorrendo. Ricordandone uno solo nello stesso settore dell'automobilismo (col personaggio di nome Alain Chevailler, creato da Christian Denayer), mi sembra giusto citare almeno Raymond Reding, che creò, con grande seguito, tutta una serie di altri eroi sportivi che si cimentavano nel tennis (Les aventures de Jari et Jimmy Torrent; Chris Larzac), nel calcio (Pierre Laurent; Vìncent Larcher), nell'atletica, nuoto, e tanti altri sport (Sezione R). La grande innovazione portata alla decima arte dal disegnatore-sceneggiatore francese fu quella di inserire nelle storie il senso della famiglia, sempre molto importante e radicato presso i cugini di Oltralpe, con precisi riferimenti alla realtà di alcune "dinastie" consolidate come Maserati e Bugatti (pur essendo, questi, esempi -quasi- tutti italiani). L'opera stessa di Graton, proprio in base a questo principio, prosegue imperterrita sull'onda del successo, per merito del figlio Philippe. Sulle piste più impegnative e famose del mondo, riportate sul foglio da disegno con una meticolosità certosina, frutto di reperimenti fotografici e documentazioni ad elevatissimo livello, spesso riprese sullo stesso teatro dell'azione, per effetto di quel continuo richiamo alla realtà voluto dall'autore, Michel Vaillant ha visti sfilare, Insieme con quelli immaginari (Steve Warson, ad esempio) "colleghi" dal nomi di Lucien Bianchi, Carlos Reuteman, Didier Pironi, Jody Scheckter, Jean-Pierre Jabouille, Patrick Tambay, Mario Andretti, Jean-Pierre Beltoise, Jean Lafitte e tanti altri. Riporto come prova alcuni nomi che appaiono sulla lista dei partenti del G.P. di Monaco, descritta nell'albo n° 2 dal titolo "Le pilote sans visage": Jean Behra, Harry Flockhart e Harry Schell su B R.M., Paul Emery su Connaught, Francesco Godia, Gerino Gerini, Joakim Bonnier, Giorgio Scarlatti e Andre Testut con le Maserati, Wolfgang Von Trips su una Ferrari, Giulio Cabianca e Luigi Piotti con le O.S.C.A., Cliff Allison con una Lotus e Jack Brabham su Lotus ! Chi "sa" di automobilismo non può non aver compreso ! Mi piace a questo punto ricordare un aneddoto ( anzi due, con la dichiarazione di Alain Prost che decise di diventare pilota da corsa leggendo le avventure di Michel Vaillant ), Jean Graton disse un giorno a Jacky Ickx che aveva l'intenzione di farlo apparire nella prossima storia ma che avrebbe avuto delle noie meccaniche e sarebbe arrivato solamente secondo. 

Il pilota belga, che nella finzione fumettistica sarebbe poi diventato coéquipier di Michel e Steve alla guida di una Vaillante, rispose, estasiato: "Non fa niente! Arrivare secondo dietro Michel Vaillant equivale ad una vittoria!". Altro {perdonatemi, questo è davvero l'ultimo...) esempio aneddotico è quello dello stesso Ing. Enzo Ferrari, che leggeva le avventure di Michel Vaillant e che non mancò di inviargli gli auguri di compleanno (ricorreva il ventennale della prima avventura] su un suo biglietto da visita, nel 1977. La saga della Famiglia Vaillant, ben assortita, col Papa "Patron" una Maman che non capisce granché di motori ma con un cuore d'oro, un fratello, Jean-Pierre, ingegnere meccanico, una cognata apprensiva ma sempre presente con la sua efficienza, una moglie giornalista (e non mancano figli e nipoti...), con amici (come Jimmy Torrent e Jari di cui dicevo più sopra, il primo esempio di cross-over che io ricordi) subisce una svolta quando l'amico del cuore, Steve Warson, si ritrova immischiato in avvenimenti che lo portano all'allontanamento da quello che era stato fino ad allora il suo ambiente naturale. Riapparirà però alcuni anni dopo con un gran colpo di scena e si ritroverà a rivaleggiare proprio col suo vecchio amico,,,, alla guida di una rossa Ferrari !! Il fatto è che la rentrée di Steve avviene proprio nel corso di quella che, per Michel, si stava annunciando come la stagione sportiva che lo avrebbe portato a diventare Campione del Mondo di Formula Uno (per la terza volta in carriera). A proteggere quella che, programmaticamente, è la scalata al titolo, Michel Vaillant che deve guardarsi dagli attacchi di Jody Scheckter e Gilles Villeneuve sulle loro 312 T5, sulla seconda c'è addirittura Didier Pironi, quand'ecco che la Scuderia Ferrari ingaggia proprio Steve Warson e gli affida addirittura il nuovo modello, la 126 C, prima monoposto turbo-compressa della casa del Cavallino. Già al debutto sulla rossa, il biondo americano ai capelli a spazzola toglie punti al nostro eroe che, alla fine della penultima gara trova a due lunghezze davanti al Canadese. Con una suspense degna del più classico Hitchcock, inimmaginabile per quei tempi (siamo nel 1980, non dimentichiamolo...) tutto nel corso dell'ultimo Grand Prix, proprio in Canada ! Anche Villeneuve, questa volta, dispone della 126 C e, sul circuito dell'isola di Notre Dame", parte in pole position, seguito come un ombra dal Francese. Gilles però, col suo ritmo forsennato, ha chiesto troppo ai suoi pneumatici e deve rientrare ai box a dieci giri dalla fine lasciando Michel in testa alla sua corsa un titolo che sembra non potergli ormai più sfuggire... Ma i colpi di scena sono ben lontani dall'essere terminati: Warson gioca ancora il ruolo del terzo incomodo e prende la testa con un sorpasso che, ai giorni nostri, gli costerebbe un "Drive Through". Ma Vaillant non ci sta e ripassa l'Americano con audacia e determinazione. Siamo a tre soli giri dalla fine ed i giochi sembrano ormai fatti.... se non fosse per l'inizio di una perdita d'olio. Bisogna rallentare e allora Steve torna in testa, mentre negli specchietti si vede arrivare Gilles che ha recuperato dopo il cambio gomme. Nell'ultimo giro, il pilota del Québec sorpassa il Francese, raggiunge Warson, che da bravo compagno di squadra, si fa da parte >per lasciare la prima posizione a Villeneuve che ottiene il Grande Slam davanti al pubblico di Casa: vittoria del Gran Premio e Titolo Mondiale! Una considerazione questa sceneggiatura, che risale a quasi 20 anni fa, non vi ricorda molto da vicino quello che è realmente accaduto lo scorso anno con protagonisti Lewis Hamilton e Felipe Massa? Chi vi scrive, da buon Maseratista, ha sempre rivaleggiato con la Ferrari per via di un sano e consapevole antagonismo sportivo, di quelli come fra Milan e Inter, Coppi e Bartali, Juventus e Torino e così via, ma Gilles Villeneuve metteva d'accordo tutti: mi sono ritrovato a chiudere un occhio sul fatto che corresse su una Ferrari (la concorrenza) perché era proprio lui, il pilota, che mi piaceva, al pari di Nuvolari che era grande in assoluto, che corresse su Alfa, Ferrari, Maserati o Chiribiri ... e magari volevo convincermi che se a quei tempi ci fosse stata ancora una Maserati in Formula Uno, Gilles avrebbe scelto proprio la marca dei Tridente. Eravamo tanti, quindi, a pensare che Villeneuve sarebbe diventato il Numero Uno e Jean Graton con noi. Il destino, purtroppo, ha invece deciso diversamente quel tragico 8 >maggio 1982 .... Gli amanti delle Bandes Dessinées hanno beneficiato, se non altro, del grande privilegio di veder realizzato un sogno con la consacrazione di un eroe che, pur col poco tempo che ha avuto a sua disposizione nella vita reale, rimarrà per sempre nei loro cuori e, per tutto ciò, non possono far altro che dire: "Grazie Jean!".                                                           Walter Gualdrini

 

IL SESTO VOLUME DELL' INTEGRALE DI MICHEL VAILLANT  SUL WEB ITALIANO

Un altro articolo dedicato alla serie Integrale di Michel Vaillant firmato da Andrea Sani e pubblicato sul web nel blog http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com il 29 maggio 2009

 

L'INTEGRALE N. 6 DELLE AVVENTURE DI MICHEL VAILLANT 

di Andrea Sani

Una magnifica edizione filologica in lingua francese che mette in luce i difetti della vecchia edizione italiana 

delle storie del pilota del brivido

Com’è noto, le storie del pilota automobilistico Michel Vaillant, scritte e disegnate dal francese Jean Graton a partire dal 1957, furono diffuse in Italia per la prima volta nella collana (edita da Arnoldo Mondadori) dei Classici Audacia (dal n° 1 del 1963), e poi, dal 1969, e cioè dal quindicesimo episodio della serie, negli Albi Ardimento editi dai fratelli Crespi, dopo una pre-pubblicazione a puntate sul Corriere dei Piccoli. I lettori italiani, passando dai Classici Audacia agli Albi Ardimento, avvertirono una variazione nelle avventure di Michel Vaillant, che apparvero a molti meno intriganti delle prime quattordici storie edite nella serie mondadoriana. Forse ciò dipendeva dal fatto che gli episodi di Michel Vaillant, per ragioni editoriali imposte in Francia e in Belgio, a partire dall’albo n°14 Mach 1 pour Steve Warson, 1968 (Il muro del suono, 1967), erano passati da 62 a 44 pagine. Ma l’impressione di minore densità narrativa suscitata nel pubblico degli appassionati italiani era determinata anche da clamorosi tagli delle avventure di Michel operati negli Albi Ardimento rispetto alla versione originale delle storie (per inserire pagine di pubblicità o altre storie più brevi), e persino da errori nell’impaginazione che talvolta rendevano quasi incomprensibile l’intreccio, come ha fatto notare anche Gianfranco Castellana in http://www.michel-vaillant-fan.it/. Oggi possiamo renderci conto di questi gravi difetti dell’edizione italiana, confrontando gli Albi Ardimento di Michel Vaillant con la riedizione delle stesse storie – originali e in lingua francese – pubblicate nel n°6 (aprile 2009) della collana Michel Vaillant – L’intégrale, edita con rigoroso scrupolo filologico e magnifica resa tipografica dalla casa editrice Le Lombard di Bruxelles (e di cui abbiamo già parlato in un precedente intervento in questo blog). Il volume n° 6 dell’Intégrale presenta i seguenti episodi: Km. 357 (1969), Le Fantôme des 24 Heures (1970), De l’Huile sur la Piste (1970) e 5 filles dans la course (1971), l’unica avventura di minor livello rispetto agli altri bellissimi episodi compresi nel volume. Come ogni tomo dell’Intégrale, questo sesto volume è arricchito di immagini inedite e di un dossier abbondantemente illustrato sullo sport automobilistico degli anni 1967-70 in cui si svolgono le storie. Ebbene, mettendo in relazione i corrispondenti Albi Ardimento con queste quattro avventure nella nuova edizione francese, emergono delle differenze davvero notevoli. Per esempio, la versione italiana di Km 357, intitolata Sabotaggio al Km. 357 (Albo Ardimento n° 8, anno II, 1970) riduce le 44 pagine originali a sole 36! Sabotaggio al Km. 357 è una storia anomala di Michel Vaillant, perché non si svolge nel mondo delle corse, ma fra i giganteschi bulldozer impiegati nella costruzione dell’autostrada Parigi-Bordeaux. Le parti omesse nell’Albo ardimento sono quelle ambientate all’interno della fattoria dei Morin, i contadini che si rifiutano di vendere le loro terre su cui passerà l’autostrada e non ne accettano l’espropriazione, facendo saltare in aria i bulldozer della Vaillante con delle mine anticarro. Il drastico taglio delle pagine (comprese le tre tavole del finale, in cui si scioglie tutto l’intrigo) penalizza fortemente questa storia, che è legata ai ricordi d’infanzia di Graton. Infatti, nell’introduzione all’episodio pubblicata sull’Intégrale n° 6, a p. 18, l’autore rivela che lo spunto iniziale di Km 357 è l’esperienza da lui vissuta in una fattoria della Bretagna, durante il periodo dell’occupazione nazista della Francia. L'Albo Ardimento n° 1 (anno II, 1970), Il fantasma di Le Mans, manca complessivamente di due pagine rispetto all’edizione franco-belga (Le Fantôme des 24 Heures): fra l’altro, l’edizione italiana omette alcune immagini relative proprio al “fantasma” di Le Mans (l’enigmatico Leader) che “infesta” i bordi dell’autodromo e sbeffeggia i piloti della Vaillante. Quest’idea di uno “spettro” sul circuito delle 24 ore è davvero originale, ed è venuta in mente a Jean Graton quando l’autore si è recato da solo, una notte, sul circuito deserto (cfr. Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6, p. 70). Nell’Albo Ardimento n° 3 (anno III, 1971), Brivido a Monza (cioè De l’Huile sur la Piste) dalla pagina 20 alla 26 le tavole non sono stampate in sequenza ma in ordine sparso, per cui, come osserva Gianfranco Castellana, per leggere correttamente la storia nella nostra lingua, bisogna seguire questa progressione: pagina 21, 20, 22, 23, 25, 24, 26. Chi, invece, non si accorge delle inversioni delle tavole, perde completamente il filo della vicenda. Il fatto che l’impaginazione dell’albo italiano risulti così caotica rovina una storia di assoluta verosimiglianza: infatti, il famoso pilota belga Jacky Ickx (che figura nella storia accanto a Michel Vaillant e a Steve Warson) invitò Graton a Monza, e così l’autore poté seguire, per la prima volta, il Gran Premio dall’interno della scuderia della Ferrari. “Fu un’esperienza formidabile – dichiara Graton – che mi aiutò enormemente per la realizzazione dell’albo” (cfr. Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6, p. 122). Infine, nell’Albo Ardimento n° 5 (anno II, 1970), Il Rally della paura (cioè 5 filles dans la course), sono tagliate qua e là 31 importanti vignette, che chiariscono i rapporti burrascosi fra Steve Warson e Betty, la sua terribile avversaria nel Rally della TAP (la compagnia Trasporti Aerei Portoghesi). Per disegnare questo episodio con attendibilità, Graton effettuò personalmente il riconoscimento del percorso del rally, al volante di una Ford 20M identica a quella dell’equipaggio Gilbert Staepelaere-Nicole Sol, due piloti reali presenti nell’episodio (cfr. Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6, p. 168). Nella versione degli Albi Ardimento, ai tagli si aggiungono (significative) modifiche nel testo: per esempio, in Brivido a Monza, Monica, l’infida ragazza che spinge Steve Warson a mettersi contro l’amico Michel Vaillant, e che risulta italiana nella versione originale, diventa la francese Monique. In questa storia, i personaggi di nazionalità italiana non fanno certo una bella figura, perché Monica ordisce una congiura ai danni della Vaillante, ed è forse per non avvalorare questa immagine negativa degli italiani che la redazione del Corriere dei Piccoli (e degli Albi Ardimento) trasformò – poco plausibilmente, considerata l’ambientazione nella nostra penisola – Monica in Monique! A pagina 19 dell’Albo Ardimento intitolato Brivido a Monza, Monique dichiara: “Sono francese, ma abito a Roma. Sono appassionata di corse e non perdo mai una gara…”. Invece, nel testo originale di De l’Huile sur la Piste, Monica afferma: “J’habite Rome… mais comme je suis passionnée de course automobile, je ne rate jamais le Grand Prix de Monza…” (“Io abito a Roma… ma siccome sono appassionata delle gare automobilistiche, non manco mai al Gran Premio di Monza…”). E in una didascalia Graton la qualifica come “la jeune italienne”, cioè “la giovane italiana”. Anche i complici di Monica, un manager e un meccanico, sono italiani; tant’è vero che, nella versione francese dell’albo, Steve Warson (evidentemente poliglotta), arrabbiatissimo per i loro raggiri, si rivolge ai due personaggi minacciandoli nella nostra lingua: “Ecoutez-moi bien, vous deux! Vos deux sales bobines, je ne veux plus le voir! Compris? Scomparite e che non vi riveda più su un circuito! O.K.? [in italiano nel testo]”.  Per rivalutare queste storie di Michel Vaillant, in cui, fra l’altro, il disegno di Jean Graton è all’apice della maturità espressiva, non resta al pubblico italiano che rifarsi all’Intégrale n° 6 della casa editrice Le Lombard (o sperare che questa superba collana sia tradotta anche in italiano): il lettore non resterà certo deluso, e le avventure, anche se già note, gli appariranno in una luce nuova.

 

AUTOSPRINT E LA DINASTIA DEI BIANCHI

Nel n° 42 di Autosprint, del 20 ottobre 2009, Mario Donnini, nella sua rubrica "Cuore da corsa", non manca di citare Michel Vaillant in un articolo dedicato a Julien Bianchi, il "nipote d'arte" del nonno Mauro e del compianto zio Lucien.

 

Nell'articolo, che racconta le gesta della dinastia dei Bianchi e del promettente Julien, Mario Donnini ricorda che Lucien e Mauro sono stati "guest star" nei fumetti di Michel Vaillant oltre che interpreti di se stessi, assieme a Henri Grandsire, nei telefilm dedicati al nostro eroe. L'articolo si conclude con un'altra bella citazione: 

« La realtà si può interpretare in due modi. Il più razionale dei quali dice che la Francia ha finalmente ritrovato un pilota dal DNA nobile, il quale sta virando dritto verso la F.1 e poi chissà. Ma la faccenda si legge anche in modo maledettamente romantico. Bucando tre generazioni, altrettante bandiere e due epoche, passando tra trionfi e drammi, nulla sembra cambiato. Tutto torna. Quasi a imitare l'epopea a fumetti dell'eterno amico Michel Vaillant, i fratelli Bianchi corrono ancora». 

 

IL RITORNO DI MICHEL VAILLANT

Nel 2010 la notizia del ritorno delle pubblicazioni degli album di Michel Vaillant ad opera di NONA ARTE di Andrea Rivi viene largamente diffusa sul web dai principali siti fumettistici (ed anche automobilistici). Ecco qualche esempio.

 

The BABs & EX l'extrazucca by Gianfranco Goria at afNews.info 

 

IL RITORNO DI MICHEL VAILLANT CON NONA ARTE DI ANDREA RIVI

Michel Vaillant torna in Italia! La notizia è lanciata, naturalmente, dal sito dedicato a questo storico personaggio del fumetto francese, www.michel-vaillant-fan.it (dove trovate le copertine in anteprima), e l’editore è un fan della Bande Dessinée, Andrea Rivi, già fondatore delle edizioni BD, che ora torna a stampare con l’etichetta Nona Arte, che si concentrerà essenzialmente su mercati esteri, concedendosi piacevoli eccezioni come il citato Michel Vaillant. Si va in libreria per il prossimo novembre coi primi tre titoli della serie, con un apprezzato effetto nostalgia, quindi si prevede usciranno anche i titoli recenti.

 3 settembre 2010

LUCKY LUKE E MICHEL VAILLANT IN ITALIA

Come annunciato anche su afNews, la casa editrice Nona Arte (www.nona-arte.com) di Rivi ha iniziato a pubblicare anche in Italia alcuni titoli classici del fumetto francofono. Uno è Lucky Luke, di cui offre l’ultimo episodio, prestigiosamente firmato Daniel Pennac, Tonino Benacquista e Achdé, Lucky Luke contro Pinkerton (uscito in pre pubblicazione su Il Giornalino),  l’altro è Michel Vaillant, serie famosa dedicata al mondo delle corse automobilistiche, che viene offerta completamente ritradotta e in edizione de luxe, partendo dai primi tre numeri della serie: gli appassionati di automobili e Formula 1 apprezzeranno anche i risvolti di copertina, con la bella serie di veicoli della Vaillant, dalla fondazione della casa automobilistica in avanti. Potete trovare tutti gli albi facendo click qui. Vale decisamente la pena andare a sfogliarli in libreria: sull’avventura di Lucky Luke abbiamo già espresso su queste pagine il nostro apprezzamento (click qui).  Ora dobbiamo fare altrettanto per gli albi storici di Michel Vaillant: lunghi episodi in 62 tavole belle zeppe di immagini, come usava una volta, in cui l’avventura si mescola alla sensazione di velocità data dalle corse sui circuiti più famosi (potrete godervi un Gran Premio di Monza, per dire), rappresentati fedelmente, con tanto di piantine. Davvero una goduria per chi ama le macchine e il mondo che vi gira attorno, arricchito dalle trame delle storie. Chi seguirà la serie, vedrà il tratto grafico evolversi albo dopo albo, insieme ai veicoli, alle piste e a tutto il resto: Michel Vaillant è stato creato da Jean Graton nel lontano 1957. Se vi prenderà la passione per questa serie, il ricco sito dedicato ai fan italiani è questo: www.michel-vaillant-fan.it

16 novembre 2010

 

 RIPUBBLICATI I PRIMI TRE ALBI DI MICHEL VAILLANT, 

IL CELEBRE CAMPIONE AUTOMOBILISTICO DEL MONDO DEI FUMETTI 

Gli appassionati di automobilismo sportivo difficilmente avranno dimenticato un noto campione mondiale del mondo dei fumetti: ci riferiamo, ovviamente, a Michel Vaillant, opera del maestro Jean Graton e del figlio Philippe Graton. Gli amici di www.michel-vaillant-fan.it, “le pagine dei fan italiani” di Michel Vaillant, ci segnalano ora un’interessante iniziativa editoriale: la ripubblicazione dei primi tre album storici italiani dedicati al celebre pilota. L’iniziativa è ad opera di Andrea Rivi, già proprietario delle Edizioni BD ed ex publishing manager della Panini Comics, attraverso le nuove edizioni “Nona arte”, e con un accordo con la casa editrice belga Dupuis, che a sua volta ha acquisito i diritti di pubblicazione degli album dalla Graton Editeur.

I primi tre volumi raccolgono le storie “La grande sfida” (”Le grand défi”), “Il pilota senza volto” (”Le pilote sans visage”) e “Il circuito della paura” (”Le circuit de la peur”), pubblicate originariamente in Italia da Mondadori nei primi anni ‘60; la prima delle tre storie fu ripubblicata anche dall’editore Crespi, con alcuni tagli, nel decennio successivo. La nuova edizione è stata completamente ritradotta dal francese, rendendo maggiore giustizia al testo originale. I volumi, in edizione di lusso a 64 pagine a colori (22×29,5 cm), sono in vendita nelle migliori fumetterie e librerie italiane,                                         

15 novembre 2010 

  

GLI AUTOCARRI VAILLANTE  AGLI ONORI DEL WEB E DELLA STAMPA SPECIALIZZATA.

Il sito Omnifurgone.it ha pubblicato nel novembre 2010 un articolo su Michel Vaillant ispirandosi al nostro "speciale" che presentava tutti gli autocarri e furgoni Vaillante apparsi nella saga. Il pezzo è firmato da Gabriele Bolognini.

 

FURGONI A FUMETTI

di Gabriele Bolognini

I mitici furgoni della scuderia Vaillante

Chi è stato adolescente a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 ricorderà certamente le meravigliose avventure a fumetti di Michel Vaillant, il pilota francese creato dall’incredibile matita di Jean Graton.Il disegnatore francese, nato a Nantes nell’agosto del 1923, si trasferì in Belgio nel 1947 per cercare lavoro. Lì, dieci anni dopo, nacque Michel Vaillant.Graton, da grande appassionato di automobilismo sportivo, comincia a disegnare e scrivere una serie di storie, una più bella di un’altra, sul mondo dei Grand Prix di F. 1, delle corse di durata come 24 h di Le Mans, Daytona, Targa Florio, del Campionato Mondiale Marche, sul mondo dei rally e persino sui raid tipo Parigi Dakar, sempre con il suo Michel come protagonista.Naturalmente, anche nella fantasia di Graton, come nella realtà, le auto da competizione vengono portate sui campi di gara da speciali bisarche ed accompagnate da furgoni officina.Così abbiamo pensato di rendere un omaggio al grande disegnatore francese e al suo eroe, Michel, con una carellata di furgoni della Scuderia Vaillante e quando scriviamo Vaillante, scriviamo bene perché il nome della scuderia si scrive con la e finale.Queste preziose immagini sono state amorevolmente raccolte nel sito degli appassionati www.michel-vaillant-fan.it e messe gentilmente a nostra disposizione.
Gli anni passano ma solo per i veicoli
Come si può notare, negli anni, il design dei furgoni è cambiato seguendo i dettami stilistici delle varie epoche perché, nonostante l’inossidabile Michel rimanga bloccato in un’età indefinita (circa 30 anni) da oltre 60 anni - beato lui - per tutto il resto del mondo il tempo trascorre inesorabile e con esso meccanica e stile dei veicoli.In Italia gli episodi del celebre pilota arrivarono nel 1963 pubblicati dalla nota collana, edita da Mondadori, i Classici Audacia. Per qualche tempo le avventure di Michel Vaillant vennero pubblicate anche sul Corriere dei Piccoli, settimanale per i più giovani di quegli anni. Purtroppo non tutte le avventure di Michel Vaillant, disegnate dal grande Jean Graton, vennero pubblicate in Italia e diversi albi (dei settanta prodotti) risultano ancora oggi inediti.Oggi, grazie all'accordo tra Jean Graton e l'editore Dupuis, è possibile acquistare le ristampe in francese (a margine la copertina dell’episodio n. 1 “Le grand def씓La grande sfida”) delle avventure di Michel Vaillant e numerosi gadget sul suo sito
www.michelvaillant.com. Il fortunato fumetto ha ispirato anche una serie televisiva, una serie di cartoni animati e un film cinematografico. Infine una buona notizia per tutti i fan italiani: proprio nel mese di novembre la casa editrice NONA ARTE ha ripubblicato i primi mitici tre album in italiano e sembra abbia intenzione di pubblicare, tradotti, anche i famosi inediti di cui sopra!                                                                                                                                                
  22 novembre 2010

 

UN ALTRO ARTICOLO SUL RITORNO DI MICHEL VAILLANT IN ITALIA

Un altro articolo dedicato al ritorno delle storie di Michel Vaillant in Italia è stato pubblicato sul web, nel blog di Luca Boschi, il 27 febbraio 2011. Questo il link al sito: http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com

 

MICHEL VAILLANT INEDITO E NON, IN ITALY

Ecco il secondo, promesso intervento sulle edizioni Nona Arte

Il discorso era iniziato con Lucky Luke e prosegue adesso con Michel Vaillant, il famoso pilota creato da Jean Graton, pubblicato in Italia per un lungo periodo, in albi brossurati, da Alessandro Distribuzioni (poi Alessandro Editore). La grande sfida (copertina a destra) è il primo dei tre volumi cartonati pubblicati dallo nuova etichetta di Andrea Rivi. La sinossi ufficiale: un quotidiano americano, il New Indian, contesta il valore dei piloti europei e decide di organizzare una sfida tra i driver della vecchia Europa e quelli americani. La gara si articolerà in cinque prove: il Gran Premio d’Argentina, Indianapolis, la 24 Ore di Le Mans, Francorchamps e Nurburgring. Michel Vaillant viene scelto per difendere i colori francesi, mentre gli americani nominano Steve Warson Inizia così la grande avventura di Michel Vaillant come eroe delle quattro ruote: un personaggio che in Italia ha fatto molta sensazione negli anni Sessanta, quando il popolare settimanale L'Intrepido pubblicava settimanalmente un inserto sulle "automobili veloci" dal titolo 200 all'ora, i giornali amavano pubblicare modelli di auto inverosimili e la Mondadori, da par suo, tramite la sezione curata dal bravissimo Enrico Bagnoli, tentava di dare alla luce un nuovo eroe delle auto da corsa, lo sfortunato Nic Cometa. Nel secondo cartonato della Nona Arte, dal titolo Il pilota senza volto, Michel Vaillant, giunto alla sua seconda avventura, si prepara al Gran Premio di Formula 1 di Monaco, mentre nel frattempo un pilota misterioso testa un nuova auto sul circuito di Francorchamps. Nessuno ha mai visto il suo viso, ma quel che è certo è che la sua auto è la più veloce del circuito. Nel terzo volume, Il circuito della paura, Henri Vaillant decide di inserirsi nella battaglia ingaggiata dalle scuderie americane con quelle dell’est europeo. Per cercare di vincere, organizza un team con i migliori piloti dell’Europa occidentale. Il confronto si svolge su tre gare: in pista alla 12 Ore di Sebring, su strada al Rally “Grand Tourisme in Spagna, in Formula 1 a Varsavia. Durante la prima prova, però, un pilota europeo viene avvelenato e solo per miracolo non ci rimette la vita. La paura comincia a serpeggiare nei box della squadra del vecchio continente. Chi, loquacemente francofono, desiderasse possedere i volumi in edizione originale può far riferimento a quanto affermava in questa vecchia recensione Andrea Sani: La casa editrice Le Lombard, in accordo con Graton éditeur (...) ha deciso di pubblicare Michel Vaillant – L’intégrale: un’integrale cronologica in lingua francese, veramente esaustiva, in cui ci sarà davvero tutto (compresi i racconti brevi, le numerose copertine realizzate per Tintin, le illustrazioni, ecc.), e corredata da dossier sulla storia delle competizioni automobilistiche, dagli anni Cinquanta ai giorni nostri, realizzati da celebri giornalisti sportivi.

 

L'INTEGRALE DI MICHEL VAILLANT ANCORA SUL WEB ITALIANO 

Una recensione dell'undicesimo volume della collana in lingua originale Michel Vaillant - Intégrale  pubblicata sul sito web motoridacorsa.com il  2 marzo 2011 .

 

I

IL LIBRO DELLA SETTIMANA: MICHEL VAILLANT L'INTEGRALE TOME 11

di David Tarallo

Alla fine del 2008, l'editore belga Le Lombard decise di ripubblicare integralmente l'opera di Michel Vaillant, disegnata dal celebre Jean Graton. Venti i volumi previsti, che non si sarebbero limitati a riproporre tutte le storie più o meno rare concepite da Graton, ma avrebbero offerto agli appassionati altre chicche, come strisce inedite, foto d'epoca, riproduzione di materiale promozionale e alcuni brevi aneddoti su fatti e retroscena pressoché sconosciuti. La pubblicazione iniziò regolarmente e il criterio scelto per l'apparizione delle storie fu il più ovvio: ordine cronologico. Alla fine di ogni volume un giornalista scelto a turno avrebbe ripercorso i fatti salienti accaduti nell'automobilismo (e nel motociclismo) nell'arco di tempo coperto dalle storie via via pubblicate.
Fino al 10° volume le uscite si susseguirono con una certa regolarità, fin quando, all'inizio del 2010, tutto si interruppe per alcune ragioni legate alla politica editoriale. Finalmente, nel febbraio di quest'anno, il volume numero 11 ha visto la luce, con le storie dal 1971 al 1979. Per gli incondizionati dell'automobilismo è una mezza delusione, perché molti episodi sono legati alle due ruote (essi apparvero per la prima volta nello “Spécial Moto”, un quaderno “Hors Série” che fece seguito allo “Spécial Michel Vaillant” e allo “Spécial Steve Warson”, cavalcando l'onda del successo che le moto andavano riscuotendo tra il pubblico dei ragazzi). I tifosi di Giacomo Agostini troveranno una straordinaria storia dedicata al grande campione italiano, datata 1973.
Tornando alle auto, i nostalgici degli anni settanta si rifaranno gli occhi con l'originale “La Silhouette en colère”, che ha ispirato la copertina di questo undicesimo tomo (con una BMW 320i Gruppo 5 al limite... e oltre sulla leggendaria pista del Nürburgring). Suggestiva la breve storia in cui Michel Vaillant nel 1979 sogna come sarebbe stata la F.1 del 2000: Graton non aveva considerato i numerosi limiti che sarebbero stati immessi nei regolamenti ma aveva sorprendentemente azzeccato tutta una serie di innovazioni, come i circuiti "artificiali" tipo Yas Marina o le sale stampa tecnologiche dalle quali sarebbe stato possibile inviare testi e foto in pochi secondi. Superfluo commentare la bellezza, il realismo ma anche la carica favolistica della produzione di Jean Graton. Questa “Intégrale” è un'occasione eccezionale per ripercorrere l'epopea di un personaggio – Michel Vaillant – che ha avvicinato all'automobilismo diverse generazioni, quando la televisione non trasmetteva che qualche sporadico Gran Premio e si aspettavano i settimanali specializzati per sapere chi aveva vinto a Le Mans.Stavolta è José Rosinsky a firmare il breve saggio di chiusura dedicato al decennio 1971-1979, un periodo di grandi trasformazioni per lo sport motoristico.

 

MICHEL RITORNA SULLA «ROSA».

Il 31 marzo 2011 il nostro campione "virtuale" ritorna ad essere citato dal quotidiano sportivo più prestigioso: La Gazzetta dello Sport. In un articolo firmato da Fabio Licari lo spunto è dato da una "quasi profezia" del maestro Graton: la partecipazione di piloti russi in F.1. Il primo podio di Vitaly Petrov nel G.P. d'Australia 2011 è l'occasione per riparlare di Michel Vaillant e del ritorno delle pubblicazioni in Italia ad opera di Nona Arte. 

 

ORA C'E' PETROV MA I RUSSI NEI GRAN PREMI LI AVEVA GIA' AFFRONTATI MICHEL VAILLANT

 I «cattivi» sovietici nelle strisce del 1957 di Graton tra test segreti e auto copiate. 

Il fumetto sportivo più famoso torna in libreria.

di  Fabio Licari

Nel 1957 Fangio vince il suo quinto titolo. La Jaguar-D Type strapazza Le Mans. Il mondo è in piena guerra fredda. E i rivali più pericolosi - e misteriosi - di Michel Vaillant, nelle prime corse almeno, non sono Stirling Moss e Mike Hawthorn ma i «cattivi» sovietici: copiano auto francesi, ricostruiscono circuiti in Ucraina per svolgere test segreti, tentano di superare i nostri eroi. All'epoca, invano. Oggi che Vitaly Petrov ha conquistato il primo podio russo, il discorso cambia: quelle storie, depurate delle propaganda, sembrano quasi profetiche. Storie dal fascino irresistibile anche cinquant' anni dopo. Rieccole nella nuova elegante collana, edita da Nona Arte, che ristamperà tutta la serie di Michel Vaillant: 70 volumi, una ventina inediti in Italia. 

Piloti veri. 

Michel Vaillant - pilota della Vaillante, auto di famiglia - è il più famoso fumetto sportivo mai realizzato. Jean Graton è l'autore: francese, classe 1923, ritiratosi a 80 anni (passando il personaggio al figlio Philippe), ha creato un' immortale soap-opera automobilistica a tinte giallo-rosa. Sabotatori, spie, donne fatali, corse all' ultima curva e, soprattutto, auto e circuiti che sembrano veri, senza effetti fotografici. Da Schumacher a Senna, tutti i grandi hanno partecipato alle avventure, contenti di perdere perché, come disse Jacky Ickx, «arrivare secondo dietro Michel Vaillant mi sta bene!».

L'amico Steve. 

Nato nel ' 57 sulla rivista Tin Tin, pubblicato negli anni ' 60 e ' 70 in Italia su Corriere dei Piccoli, Corriere dei Ragazzi e Albi Ardimento, Michel Vaillant diventa grande assieme ai suoi lettori, pur restando il pilota giovane, sportivo e playboy che ci sa fare anche con i pugni. Né il matrimonio né la paternità lo allontanano dalle piste dove spesso affronta il suo grande amico, lo statunitense Steve Warson: proprio il rapporto tra i due obbligò Graton a far sposare Michel, evitando così accuse di omosessualità. 

Doppia collana. 

Nona Arte ha scelto un doppio binario di pubblicazione: da un lato quello cronologico, dall' altro gli inediti. Sono in libreria «La grande sfida» (1), «Il pilota senza volto» (2) e «Il circuito della paura» (3), ciascuno 64 pagine e 16,90 euro (in cofanetto a 54,90 euro). E poi i volumi 20 («Rodeo su 2 ruote») e 23 («Serie nera»), mai pubblicati in Italia. Imperdibili. 

(N.d.W.: si ringrazia RCS Quotidiani e l’autore dell’articolo Fabio Licari)

 

IL RITORNO DI MICHEL SU <<CRONACA DI TOPOLINIA>>

Un articolo di Giorgio Rizzi, pubblicato nel n° 5 del 2011 della fanzine Cronaca di Topolinia, sul ritorno del nostro eroe dei fumetti ad opera di Nona Arte.

 

MICHEL VAILLANT TORNA A CORRERE IN ITALIA

di Giorgio Rizzi

Nel numero 45 di Cronaca di Topolinia del Giugno 2005, in occasione della pubblicazione del volume I classici del fumetto di Repubblica, Serie Oro dedicato a Michel Vaillant, dedicavamo l’articolo di questa rubrica proprio al Campione del mondo di Formula 1 e concludevamo con la speranza che qualche editore si decidesse a pubblicare con una frequenza più fitta, le sue avventure. Abbiamo dovuto aspettare più di cinque anni, ma bisogna riconoscere che l’eleganza con cui le Edizioni Nona Arte hanno confezionato le storie, ci aiuta a rendere più leggeri i nove anni passati (Repubblica a parte) senza nuovi tomi del Nostro in libreria: Operazione Mirage era l’ultimo titolo apparso a cura di Alessandro Editore. Con straordinario coraggio Andrea Rivi, già fondatore delle Edizioni BD e poi ai vertici delle Edizioni Panini, ha ripescato dal limbo questo leggendario character: ricordiamo che Michel Vaillant è pur sempre un personaggio nato alla fine degli anni '50 e quindi, nonostante i suoi autori l'abbiamo continuamente svecchiato e reso in linea con i tempi, può risentire di tematiche e forma di narrazione figlie della pura avventura, a volte un po' ingenua, tipiche di quegli anni. Altra sfida dell’editore e a veste: cartonato di formato 22x29,5 cm, dà sicuramente lustro al prodotto, mentre, però, alcuni editori stanno stampando altri personaggi della Bedè in formato decisamente più piccolo raccogliendo 3 o 4 storie in un unico tomo, limitandone il costo. É una scelta: quella della Nona Arte si è indirizzata nel dare a questo storico personaggio una edizione definitiva e di lusso. La pubblicazione dei volumi sta spaziando dalla ristampa delle prime avventure (i primi tre tomi, pubblicati anche in cofanetto in 300 copie), dalla pubblicazione di storie mai apparse in volume (le avventure n. 20 Rodeo su Due Ruote e n.23 Serie Nera pubblicate solo a puntate sul Corriere dei Piccoli) e dalla messa in cantiere delle storie inedite (sono in uscita il n.69 e il n. 70, quest'ultimo al momento ultimo album apparso in Francia, nel 2007). 

A proposito di Francia, è in gestazione la settantunesima avventura che dovrebbe uscire nel 2012. Ci piace ricordare che, nonostante questi anni di oblio del nostro Michel Vaillant, c’e’ stato un fedelissimo fan che, indefessamente e con rara passione, ha tenuto vivo il mito di questo grande personaggio della Bedè gestendo un sito in internet che è tra i più completi e documentati tra quelli dedicati agli eroi dei fumetti. Ed è per questo che non mi dilungo in cronologie, curiosità e anticipazioni. Potete trovare di tutto e di più su www.michel-vaillant-fan.it dove Gianfranco Castellana, riporta notizie di prima mano dalla Francia, dedica spazi ai gadget, si diverte a scovare traduzioni sbagliate e vignette mancanti delle prime edizioni italiane... Insomma se avete almeno una mezzoretta di tempo fate una navigata sul sito e troverete tutto ciò che cercate sul Campione del Mondo! 

 

MICHEL SUL MENSILE «AUTO»

Con qualche errore di troppo (iniziando dal cognome storpiato nel titolo...), ecco un articoletto che la rivista «Auto» ha dedicato al ritorno di Michel Vaillant nel numero di maggio 2011.

 

Auto

 

 

 

MICHEL SUL MENSILE  «GENTE MOTORI»

Su Gente Motori di maggio 2011 è stato pubblicato il breve trafiletto che potete leggere qui sotto.

 

 

 

MICHEL E STEVE TRA I PILOTI REALI SULLA RIVISTA UFFICIALE DEL "CLUB INTERNATIONAL DES ANCIENS PILOTES DE F.1"

L'amico Walter Gualdrini ha scritto un articolo per la rivista ufficiale del "Club International des Anciens Pilotes de Formula 1" tra i cui fondatori ci sono stati piloti del calibro di Fangio, Farina, Chiron, Frére (solo per fare qualche nome). Walter nell'articolo ha proposto, di fatto, l'ingresso, in questa associazione esclusiva di grandi glorie del volante, dei nostri eroi della fantasia Michel Vaillant e Steve Warson !   (2011)

 

DUE NUOVI MEMBRI D'ECCEZIONE ENTRANO DI DIRITTO NEL GRAND PRIX DRIVERS CLUB DI FORMULA UNO !

di Walter Gualdrini  

L’amicizia, di cui sono estremamente orgoglioso, che mi lega ormai, insieme con mia moglie Luisella, da oramai più di 22 anni, a Maria Teresa de Filippis e Theo Husceck fa sì che riesca a …“mettere le mani” oramai ogni anno sullo splendido Magazine edito dal CIAPGPF1, grazie proprio agli Amici che non mancano mai di spedirmene o consegnarmene di persona qualche copia. E’ grazie alla mia passione per il Marchio Maserati di cui mi sono sempre sentito onorato di figurare fra i Clienti, che sono entrato nel Club Ufficiale della Casa di Viale Ciro Menotti ed ho potuto partecipare a manifestazioni in Italia ed in tutta Europa, avendo la grande opportunità (e fortuna, se mi è permesso aggiungere) di conoscere e condividere splendidi momenti insieme con persone del calibro di, oltre ai citati Amici, Gigi Villoresi, Sergio Mantovani, Michele Alboreto, Odoardo Govoni, il Barone Toulo de Graffenried, Roy Salvadori, Arturo Merzario, Gino Munaron, Johnas Nielsen,Johnny Cecotto, Claude Bernheim, Lavaggi, Biasion, Menegatto e tanti ancora, 

molti dei quali appaiono in particolare in una delle foto della rivista di cui sto parlando e che annualmente figura da “testimonial” del Museodell’Automobile Bonfanti Vimar di Romano d’Ezzelino,  ritratto che azzarderei con buona percentuale di sicurezza attribuire all’opera fotografica di un altro carissimo Amico che risponde al nome di Stefano Chiminelli, altro grande appassionato di motori, Maserati in particolare, e  modellismo, proprio come chi sta “buttando giù” queste parole,che ha raggiunto e superato la soglia dei 2500 modelli in ogni scala ridotta conosciuta di modelli della “Usine” del Tridente. Non a caso ho usato il termine  “buttare giù” , perché come ben sa chi mi conosce, le idee che mi frullano per la testa sono le più stravaganti ed a volte balzane ed imprevedibili. Ecco che quindi, sfogliando il numero del 2010 della Rivista, appena inviatomi  da Theo e Maria Teresa (grazie, grazie, grazie ancora), l’idea balzana di turno si è fatta immediatamente largo tra le mie “scelluline grisgie” – direbbe il buon Hercule Poirot di Christieoniana memoria – durante la notte successiva alla lettura … Ho pensato, guardando ancora una volta la “pub” del Bonfanti, come sempre: “Che bella foto ! Quante belle personalità dello sport insieme, tutte in una sola volta !”. E tuttavia, subito dopo, mi son detto “Ma qui manca qualcuno !”  “Bisogna rimediare !”. Mi sono alzato dal letto (erano le cinque del mattino) e mi sono immediatamente precipitato al computer nell’intento di elaborare la famosa foto, col risultato che vedete (o almeno lo spero, fatti salvi gli imprimatur di Maria Teresa e di Theo, nonché dei responsabili del Museo Bonfanti e di  ..Stefano Chiminelli -se ci ho azzeccato attribuendogliene la paternità- mentre per quelli del “Maestro” Jean  Graton dovrei essere in regola di mio). L’appena citato Maestro della BéDé (più volgarmente definito “fumetto” …chez-nous, non tenendo in considerazione che, a volte, come in questo caso, si tratta di vera e propria Arte) creò, nell’ormai lontano 1957 l’asso del volante (Formula Uno, Sport, Rally, etc.) Michel Vaillant, con, dopo alcune storie brevi di prova, quella che fu la prima avventura, “Le Grand Défi”, rimasta meritatamente nella storia e proseguita successivamente (ed ancora sta correndo) per un arco di ben 54 anni durante i quali sono apparsi, oltre a più di ben 70 album cartonati, svariati “Speciali”e numerose “storie brevi”, una serie di telefilm, una di cartoni animati, un film (“Adrenalina blu” del 2003) nonché figurine (edite dall’amico Matteo Panini), gadgets e merchandising vari ! Stavano per cominciare i mitici “anni Sessanta” quando uscì in Italia  “La Grande sfida” per i tipi della Arnoldo Mondadori Editore in qualità di numero 1 di una delle più belle ed entusiasmanti serie nostrane ,“I Classici dell’Audacia”, oggi di enorme valore collezionistico. Molti dei miei coetanei d’allora si appassionarono, come me, al mondo dei motori ed allo “Sport Automobile”, Formula Uno in particolare. Ed oltralpe stava succedendo la medesima cosa a personaggi che sarebbero poi diventati famosi, come Alain Prost, che non ha mai negato di aver voluto a tutti i costi diventare come colui che aveva conosciuto leggendone i fumetti e Jacky Ickx che non solo dichiarò che, arrivare secondo dietro Michel Vaillant equivale ad una vittoria, ma è arrivato, nella “fiction” ad essere compagno di Michel e Steve nella “Ecurie Vaillante” , in numerose avventure. Non dimentichiamo infatti che negli album di Jean Graton, assistito attualmente dal figlio Philippe e da un nutrito Studio di validi collaboratori, c’è sempre stata una mescolanza di finzione e realtà, testimoniata dalla apparizione, nel corso delle storie, di piloti in carne ed ossa, come Arnoux, Prost, Villeneuve, Senna, Patrese, Boutsen, Tambay, Fittipaldi, Mansell, Andretti,  Piquet e tantissimi altri ancora, oltre che personaggi come Ferrari, Tyrrel, Williams, Ecclestone, Balestre, e mi fermo qui per non addentrarmi in un tunnel mnemonico che finirebbe per annoiare chi si sia assunto l’impegno – bontà sua – di leggermi … Ecco quindi spiegato il processo mentale che mi ha indotto ad elaborare quella famosa foto, inserendo le figure di Steve Warson e di Michel Vaillant nello stupendo gruppo di ex-piloti (Grandi Piloti) della Formula Uno, di quella vera, quella nella quale le vittorie si guadagnavano nelle chicanes e nelle sequenze di “virages”, non nei rettilinei dei box….! L’unica obiezione che mi si potrebbe presentare è quella del fatto che loro, Steve e Michel, corrono ancora e non sono propriamente degli Ex-Piloti… Ma sono ugualmente dei Grandi ! Ed il loro posto in mezzo a tanti Grandi appare veramente meritato …

 

 

 

IL RITORNO DI MICHEL FA ANCORA NOTIZIA SUL WEB 

Il sito www.mangaforever.net, il 6 dicembre 2011,  pubblica un articolo, a firma Andrea Marchino, sul ritorno di Michel Vaillant in Italia ad opera di Nona Arte. 

 

 

IL RITORNO IN GRANDE STILE DI UN IMPORTANTE PERSONAGGIO D'OLTRALPE

di Andrea Marchino

La casa editrice Nona Arte di Andrea Rivi, in precedenza publishing manager della Panini Comics, ha esordito col botto in quel di Lucca l’anno scorso con due grandi proposte editoriali; una riguardava l’ultima avventura di Lucky Luke presentata in contemporanea europea (e di cui abbiamo già trattato nella sua recensione), mentre l’altra era la riedizione ultra de-luxe (cartonati con dorso telato nero-metallizzato e titoli impressi in bassorilievo), di un altro mito del fumetto francofono, ovvero il pilota automobilistico Michel Vaillant. Nato alla fine degli Anni ’50 ad opera di Jean Graton, la sua prima apparizione fu una storia breve su un albo di Tintin nel 1957 (dove continuerà ad essere pubblicato con successo fino al 1976), mentre l’esordio in volumi autonomi avviene  nel 1959; all’autore si affianca successivamente il terzo figlio, Philippe Graton, che lo sostituisce definitivamente solo dal  1994, appoggiandosi allo Studio Graton per le realizzazioni complete delle nuove avventure. Il primo volume intitolato La Grande Sfida giunge da noi nel dicembre del 1963 ad opera della Mondadori che lo pubblica in un volume di grande formato in una collana ad hoc, i Classici dell’Audacia, distribuiti in edicola (costava 250 Lire!); la recente quotazione di quella prima edizione (dalle traduzioni non proprio impeccabili), veleggia sui 60 Euro (!), cifra per la quale oggi la Nona Arte offre ai lettori e ai fans del personaggio addirittura i primi tre albi (e avanza pure del resto), completamente ritradotti in italiano, cartonati, con rifiniture di pregio (la costina metallizzata), e per i più fortunati che li hanno acquistati in blocco, all’epoca della loro uscita l’anno scorso, c’è anche il cofanetto raccoglitore (invero unica nota dolente per la grafica abbastanza povera). I volumi sono tratti dalla nuova edizione belga della casa editrice Dupuis, che in questi ultimi anni ha rilevato i diritti per la pubblicazione in accordo con Graton Editeur, la quale oltre ad offrire una confezione molto curata e accattivante, ha mantenuto la colorazione della versione originale, magari non brillantissima ma che rivista oggi dona quel tocco classicheggiante in più che non guasta; in La grande sfida si parte subito in quarta, con una singolar tenzone Francia-USA che vede i fratelli Vaillant, Michel e Jean-Pierre, fare squadra contro un team americano, rei di aver messo in dubbio la bontà dei piloti europei l’anno prima. La sfida si articolerà in cinque gare, una più dura dell’altra, il Gran Premio d’Argentina, Indianapolis, la 24 ore di Le Mans (dove Jean-Pierre darà il cambio a Michel), e per concludere i circuiti di Francorchamps e Nürburgring, quattro prove di formula 1 e una per vetture sportive, in palio nientemeno che il titolo di miglior pilota del mondo (!); gli avversari saranno l’antagonista per eccellenza (poi anche amico) del nostro Michel Vaillant, ovvero l’americano Steve Warson, inizialmente oltremodo arrogante e dalla fama di pilota scorretto, che negli anni tornerà ciclicamente nelle avventure del pilota francofono (ricompare già nelle due storie successive) e il suo secondo Bob Hertman. Il secondo volume, Il pilota senza volto, vede Michel e famiglia in vacanza a Monaco, in preparazione del Gran Premio che si correrà di lì a poche settimane, ma l’iscrizione di un misterioso pilota la cui identità rimane celata, getta un alone di mistero sulla gara (come la silhouette nera della sua macchina, chiamata appunto “Mystère”); e la figura mascherata, contraddistinta da una bella X sulla propria tuta, riuscirà ad agitare le notti del nostro protagonista anche per le gare successive, fino alla sorprendente rivelazione finale della sua identità. Nel terzo albo intitolato Il circuito della paura, assistiamo addirittura a una sfida tra le scuderie americane e quelle russe (siamo agli inizi degli Anni ’60, in piena Guerra Fredda), con i sovietici intenti ad allargare i propri mercati automobilistici andando a insidiare i primati statunitensi; all’esplosione dell’eco mediatica della sfida, tra i due litiganti si inserisce il nostro Michel Vaillant, che cerca di organizzare un team con i migliori piloti dell’Europa occidentale (viene contattato addirittura Enzo Ferrari in persona!), squadra infine composta da un italiano, un tedesco, un belga, un inglese e un francese. Anche in questo caso la competizione comprende più gare, per venire incontro alle diverse esigenze tecniche di scuderie e piloti così diversi, ovvero una 12 Ore di Sebring in Florida, un Rally “Gran Turismo” in Spagna e una gara di Formula 1 in Polonia a Varsavia; tuttavia già durante la prima prova uno dei piloti viene avvelenato e per poco non causa un incidente quasi mortale, la disputa si tinge di giallo… Nonostante gli anni trascorsi, queste prime storie mantengono intatte la loro freschezza e soprattutto leggibilità, rimanendo abbastanza scorrevoli nella lettura a dispetto delle numerose didascalie e dialoghi cui sono costellate, il tratto pulito e certosino, nella più classica delle linee chiare, di Graton fa il resto; ne guadagnano sicuramente le caratterizzazioni dei diversi personaggi, un cast discreto e molto ben tratteggiato sia narrativamente che graficamente e la bellezza delle tavole veramente apprezzabile nel loro sviluppo e nella loro nitidezza, in grado di esaltare al massimo il tripudio di dettagli che l’autore riesce a inserire. Ottima anche la rappresentazione estremamente realistica dei diversi modelli e delle diverse marche di macchine da corsa, precisissime in ogni dettaglio meccanico (praticamente le più importanti a livello mondiale dagli Anni ’60 in poi faranno capolino sulle pagine di Michel Vaillant), certamente uno dei punti di forza di queste avventure in quanto vere e proprie co-protagoniste delle storie; notevole anche la loro resa durante le gare, ovvero riprese in azione in maniera perfetta, sorpassi mozzafiato, incidenti spettacolari, curve e rettilinei percorsi a tutta birra saranno all’ordine del giorno. Certo, rimane quasi sconcertante oggi leggere di “bolidi” velocissimi che raggiungono al massimo i 250 Km orari (!) e che (per le gare di formula 1) hanno la forma abbastanza semplice di siluri tondeggianti senza nemmeno un alettone (!!); incredibili, per certi versi, anche gli equipaggiamenti dei piloti, semplici tute, alcune anche a maniche corte (!), o con giacchetti sportivi leggeri leggeri, lontani anni luce dalle imbottiture moderne delle odierne bardature ultratecnologiche, così come le dimensioni ridicolmente minime dei caschi che oggi non si userebbero nemmeno per andare in bicicletta (!!), con occhialoni da pilota d’aereo da inserirsi separatamente, ma fa parte di quel gusto della lettura che per certi fumetti, come un buon vino invecchiato, migliora col passare del tempo. La Nona Arte dopo la presentazione di questi primi tre volumi in grande stile (stampati addirittura in Belgio, con carta proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e responsabile), ha confermato nell’anno trascorso di fare decisamente sul serio, pubblicando altre quattro avventure del personaggio; si è iniziato con i volumi 20 e 23, Rodeo su due ruote e Serie Nera, entrambi non inediti ma mai raccolti prima in volume (pubblicati nei primi Anni ’70 solo a puntate sul Corrierino), e si è finito con i due volumi conclusivi della collana, almeno per il momento visto che è prevista una nuova uscita in patria nel 2012, ovvero i tomi 69 e 70, Fuori pista all’inferno e 24 ore sotto pressione, entrambi finora inediti per l’Italia (sono del 2006/2007). La casa editrice ha presentato quindi 7 volumi su 70 in dodici mesi, ponendo coi primi tre e gli ultimi due i pilastri fondamentali entro i quali costruire man mano la serie completa, che contava una ventina di volumi ancora inediti (i numeri 48/49, dal 51 al 62 e dal 66 al 70); questa ottima gestione consente di proporre ogni volta uscite più recenti alternate ad altre più datate, pescando a piene mani tra classici del periodo d’oro e avventure ancora inedite o ancora mai raccolte in volume perché pubblicate a puntate su varie riviste (poco meno di una decina), ma l’intento concreto di completarla integralmente da parte della Nona Arte dovrebbe ormai essere chiaro a tutti (già annunciato il prossimo volume, ovvero il quarto, intitolato Strada di notte/Route de nuit del 1962). 

 

 

 

 

HANNO SCRITTO ...                                     (pag. 2 di 4)

"Hanno scritto"  vai alla pag. 1 - 2 - 3 - 4 

 Il sito non utilizza cookie di profilazione ma solo cookies tecnici e di terze parti. Per saperne di più vai alla pagina "PRIVACY POLICY E COOKIE"