HANNO SCRITTO...

Raccolta di recensioni, critiche, articoli, e...tutto quello
che è stato scritto in Italia su Michel Vaillant, sul suo creatore,
sugli attuali realizzatori e sulle nuove storie.

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LA VAILLANTE RITORNA A LE MANS

Nel mese di giugno 2017 anche la stampa ed i siti italiani danno la notizia della partecipazione della scuderia Rébellion alla 24 pore di Le Mans con i colori della Vaillante. Ecco qualche esempio:

 

 

 

Michel Vaillant torna a Le Mans

 

Presentate le vetture del team Vaillante Rebellion del mondiale Endurance, con la livrea dedicata al mitico pilota dei fumetti creato da Jean Graton.Le monoposto, guidate da Nicolas Prost, Bruno Senna e Julien Canal, correranno alla 24 ore di Le Mans, inserita come terza tappa nel calendario del World Endurance Championship.

 

 

24 Ore di Le Mans, squalificata la Vaillante Rebellion

 

L'equipaggio numero 13 perde il terzo posto assoluto ed il secondo di classe (omissis). Giù dal podio della 24 Ore di Le Mans 2017, così ha deciso la direzione gara al termine delle verifiche sulla Oreca-Gibson del team Vaillante Rebellion. Squalificati per aver utilizzato, nel finale di corsa, una carrozzeria diversa da quella omologata; nello specifico, l'accusa è di aver praticato un'apertura sul lato destro della copertura del motore per accedere al motorino di avviamento e poterlo resettare senza dover passare dalla rimozione della copertura e della carrozzeria del retrotreno (omissis)...

 

 

 24 Ore di Le Mans 2017:  Vaillante-Rébellion squalificata, 

sul podio sale la Jackie Chan DC Racing

 

Colpo di scena alla 24 Ore di Le Mans 2017: la Vaillante Rebellion #13 è stata squalificata, perdendo cosi perso il podio della famosa gara di durata francese. L’equipaggio, formato da Nelson Piquet JR, Mathias Beche e David Heinemeier Hansson aveva concluso la corsa al terzo posto la 24 Ore di Le Mans, ma nei lunghi controlli post-gara la vettura è stata esclusa dalla classifica generale per aver utilizzato, nell’ultima parte, una carrozzeria diversa da quella omologata. La Vaillante Rebellion è stata infatti trovata con un’apertura sul lato destro della copertura del motore. Per questo motivo la Direzione di Gara ha deciso di punire il team e di estrometterlo dalla classifica generale. Sul podio è salita cosi la seconda Jackie Chan DC Racing di David Cheng, Tristan Gommendy e Alex Brundle. meccanici della Vaillante Rebellion sono stati inoltre puniti per aver lavorato sulla loro Oreca 07-Gibson in regime di parco chiuso. Ora il team è intenzionato a fare ricorso in appello contro questa decisione della Direzione di Gara, ma sarà difficile per loro riuscire a riconquistare il podio perso.Il report dei commissari di gara parlano di un’apertura sulla copertura del motore per lavorare sul motorino di avviamento. Il team lo ha riassettato e questa manovra non era autorizzata in quel modo. Un errore che costa carissimo al team. Se la Vaillante Rebellion si lecca le ferite per questa disattenzione, non si può dire lo stesso per il Jackie Chan DC Racing: il team cinese, già sul podio di Le Mans con l’equipaggio composto da Ho-Pin Tung, Thomas Laurent e Oliver Jarvis, si è ritrovata anche la vettura #37 nella top-3. Per il Jackie Chan DC Racing è arrivato cosi un doppio podio inaspettato.Con la squalifica della Vaillante Rebellion, cambia anche il podio di classe della LMP2: L’ Alpine Signatech di Nelson Panciatici- Pierre Ragues- Andrè Negrao è salita al terzo posto alle spalle delle due Jackie Chan DC Racing.

 

 

QUATTRORUOTE E LA MOSTRA DI FUMETTI DI MICHEL VAILLANT

Dall'1 settembre all'8 ottobre il  Museo del fumetto di Milano e la Fondazione Franco Fossati organizzano un'esposizione di fumetti di Michel Vaillant a Monza. Questo l'articolo pubblicato su Quattroruote nel mese di agosto 2017.

 

 

A Monza in mostra i fumetti di Michel Vaillant

di Francesca Galbiati

 

Ci sono piloti che hanno provato a cimentarsi in più categorie, ma nessuno è mai riuscito a eguagliare i successi di Michel Vaillant, l’eroe dei fumetti dell’autore francese Jean Graton. E proprio a Graton e alle sue opere è dedicata la mostra “Michel Vaillant - da 60 anni campione del volante”, che aprirà i battenti a Monza, in concomitanza con l’88ª edizione del Gran Premio d’Italia. Fino all'8 ottobre. Un progetto che Luigi F. Bona, direttore del Museo del Fumetto di Milano, i suoi collaboratori e la Fondazione Franco Fossati avevano in mente da anni e che ora, grazie alla collaborazione con il Comune di Monza, trova la sua realizzazione presso la Sala Espositiva dell’Urban Center del capoluogo brianzolo (accanto alla stazione), dall’1 settembre all’8 ottobre 2017. “Da tempo volevamo rendere omaggio all’opera di Jean Graton, fumettista di grande spessore. Poterlo fare nell’anno in cui il suo personaggio più famoso compie 60 anni ci dà ancor più soddisfazione", ha spiegato Bona. "Fin dai primi albi dedicati a Vaillant e risalenti al 1957, l’autore non si è limitato a narrare la storia di un pilota: ha scavato a fondo nell’animo umano raccontando gli umori dei protagonisti delle sue storie, i problemi che vivono nel corso di ogni avventura. Graton, il suo entourage e il figlio Philippe, a cui Graton ha passato il testimone per la realizzazione della 'nuova stagione', hanno sempre raccontato nel dettaglio anche come sono state realizzate le auto con cui Vaillant ha corso: sono riusciti a far appassionare al mondo delle competizioni persone che prima a fatica ne volevano sentir parlare, e tutto tramite i loro fumetti.”

L’esposizione. La maggior parte dei fascicoli che saranno esposti sarà quindi dedicata alle gesta di Vaillant, ma ci sarà spazio anche per diverse pubblicazioni di Graton degli anni 50. Il materiale raccolto per l’esposizione è principalmente nelle lingue francese e fiamminga, e non potrebbe essere altrimenti, visto che le storie del grande pilota sono state inizialmente narrate sulle pagine della rivista belga TinTin. Ma anche la città di Monza, con la Villa Reale e il suo circuito, saranno al centro dell’esposizione, considerato che Vaillant ha più volte gareggiato sullo storico circuito brianzolo. A fare da corollario alla mostra ci saranno le creazioni uniche degli artisti di BrianzaLUG: si tratta di alcuni esemplari delle auto di Vaillant realizzate con i mattoncini di lego. Gli eventi speciali. Alcuni di questi modellini in lego motorizzati saranno al centro di una speciale esibizione che avrà luogo, sempre nella sede della mostra, il 17 settembre alle 16. Per chi invece volesse approfondire la conoscenza di Vaillant e del suo creatore Graton l’appuntamento è per domenica 24 settembre alle 16: in quell’occasione, Bona accompagnerà i visitatori in un tour esclusivo della mostra. Michel Vaillant – da 60 anni campione del volante. Urban Center, via Filippo Turati 6, Monza.

 

LA RECENSIONE DI "RIBELLIONE" 

Nel mese di ottobre 2017 , sul sito Fuoiritraiettoria.com, troviamo questa recensione di Marco Di Geronimo.

 

Vaillante alla riscossa: la recensione di “Ribellione”, sesto numero del nuovo Michel Vaillant!
di Marco Di Geronimo

 

Ribellione, il sesto albo della saga di Michel Vaillant, riporta la serie ad alti livelli. Dopo Rinascita, numero di passaggio ambientato in Formula E, il fumetto francese ritorna ad avere una trama adrenalinica e dei personaggi convincenti. L’atmosfera, che ricorda il riuscitissimo Collasso, riporta il lettore nel clima da serie TV che la nuova stagione vuole dare alla nuova serie della saga La vicenda si apre con la morte di Jean-Pierre Vaillante. Il fratello di Michel, eterno dirigente e ingegnere del marchio Vaillante, aveva tentato il suicidio in Collasso dopo la scalata di Dasz all’azienda di famiglia. Lottava ancora tra la vita e la morte in Rinascitama Ribellione si apre con il suo funerale. E proprio da questo scenario (arricchito dalla presenza di personaggi importanti del motorsport, come Lewis Hamilton, Jacky Ickx e Bernie Ecclestone) parte la vicenda. Nemmeno in questo numero parte la battaglia legale e personale con Ethan Dasz: ma il manager non può dormire sonni tranquilli. Nelle primissime pagine un agguerritissimo Henri Vaillant, distrutto dalla morte del figlio, dichiara guerra al rivale di fronte alla moglie Elisabeth. Eppure il grande assente in questa storia è proprio il vecchio Henri, che invece di riprendere il timone della piccola squadra corse lascia alla nuora e ai nipoti ogni incombenza. D’altro canto l’assenza dell’ingombrante papà Vaillant ha permesso a Graton e Lapière di sviluppare meglio i rapporti tra i personaggi. Emerge molto bene la crisi interiore di Jean-Michel, che deve sobbarcarsi una madre distrutta dalla morte del marito e non riesce a ritagliarsi un ruolo all’interno della squadra Vaillante. Di converso si afferma, con la sua storica personalità combattiva, Agnes (n.d.w.: lapsus del recensore, intendeva Françoise), la moglie di Michel: al punto che sembra essere lei la vera direttrice sportiva della nuova squadra Vaillante.La Vaillante infatti si sta preparando per correre la 24 ore di Le Mans con una LMP1,equipaggiata del nuovo sistema di sospensioni sviluppato da Patrick, il figlio di Michel. La messa a punto è molto complicata e la vicenda subisce una vera svolta quando un ispettore svizzero apre un’indagine su Michel, credendo che abbia spinto lui Jean-Pierre fuori strada. Aggiungiamoci che al posto di Steve Warson entra in scena una giovane e stravagante pilota, Elsa Tainmont, e si può ben dire che la trama dell’albo è solidissima. I disegni (affidati a Marc Bourgne e Benjamin Benéteau) sono come al solito una garanzia. Bourgne guadagna sempre più terreno nel dare espressività ai volti, ed è riuscito a costruire un fascino sempre maggiore attorno alla figura di Patrick Vaillant. Da notare le onomatopee molto discrete ma al tempo stesso efficaci (come il campanello a cavallo delle ultime due vignette a pagina 24). Le scene in pista sono disegnate con maestria e dovizia di particolari, dense di dinamismo. Proprio su questo punto emerge la differenza tra i due autori: Benéteau non disdegna le linee dinamiche, mentre Bourgne sembra esserne intollerante. Il risultato è che a volte ci sono vignette troppo rigide e immobili (la penultima di pagina 40, col PC perfettamente in sospeso). Ancora una volta ottimo il lavoro di colorazione svolto da Christian Lerolle (qualcuno scriva il suo nome in copertina!). Il colorista sa dare il giusto spessore ai volti e alle automobili, sceglie ottime soluzioni di chiaroscuro ed è stato molto bravo, in un albo ambientato in gran parte al buio, a sfumare le atmosfere (le ultime tre vignette di pagina 25 sotto luce verde danno verosimiglianza alla scena ed esaltano la condizione emotiva di Jean-Michel). Suggestiva la colorazione notturna delle vignette di Le Mans (pagine 34 e 36), anche se ha dimenticato di ingiallire i fari delle GT (4^ vignetta a pag. 47 e ultima vignetta a pag. 48). Spettacolare l’incidente di pagina 47, messo in risalto dall’esplosione di colore giallo e rosso. Unica pecca, le nuvolette di condensa a inizio albo (pagg. 9-13) che, a parte nella quarta vignetta di pag. 13, non sono state rese nel migliore dei modi – non che la soluzione grafica aiutasse…Chi scrive ha letto l’albo in francese, ma l’edizione italiana è stata curata dal buon Gianfranco Castellana ed è edita da Nona Arte. Castellana è il curatore del fansite italiano dedicato a Michel Vaillant e ha già tradotto – con fedeltà e stile – parecchi numeri precedenti per la Casa editrice italiana. L’etichetta Nona Arte, dal 1° luglio di quest’anno parte dell’Editoriale Cosmo, ha già ristampato 15 volumi cartonati di Michel Vaillant e ha collaborato con la Gazzetta dello Sport per la riedizione di tutti gli albi della prima e della seconda serie. In ogni caso, questo nuovo numero del fumetto più veloce del mondo è davvero imperdibile. È un mix di thriller, sport e tecnica (abbondano le spiegazioni dei personaggi che non deluderanno gli appassionati più curiosi della serie) che non può disattendere le aspettative di qualsiasi tifoso del mondo motoristico. Vale tutti i €16,90 del prezzo d’acquisto e siamo sicuri che vi piacerà.

 

 

UNA VAILLANTE A MACAO
Nel mese di novembre 2017, alcuni siti italiani danno la notizia della partecipazione di una "Vaillante" al G.P. di Formula 3 di Macao, la corsa apparsa nel 43° album della saga.

Ecco l'articolo apparso su Motorsport.com:

 

 

 

Sacha Fenestraz correrà a Macao con la livrea del team Vaillante
di Benjamin Vinel

 

Il franco argentino, campione 2017 in Eurocup Formula Renault 2.0, affronterà il classico appuntamento di fine stagione tra le fila della Carlin e per l'occasione la sua vettura vestirà gli iconici colori del team Vaillante. Dopo aver conquistato lo scorso fine settimana il titolo nella Formula Renault Eurocup 2.0, Sacha Fenestraz potrà dedicarsi alla preparazione del weekend di Macao che affronterà al volante di una monoposto delle cinque vetture che il team Carlin schiererà dal 16 al 19 novembre. Il franco argentino, già annunciato da tempo tra i piloti della scuderia inglese al fianco di Lando Norris, Jehan Daruvala, Ferdinand Hasburg e Devlin DeFrancesco, ha svelato oggi sui propri canali social la livrea che vestirà la propria vettura. La monoposto numero 5 sarà facilmente riconoscibile in pista grazie alla colorazione dell'iconico team Vaillante che tornerà così tra le strade di Macao dopo un'assenza di 34 anni. Per Fenestraz si tratta di un ritorno alla guida di una Dallara di Formula 3 dopo il positivo esordio avvenuto quest'anno nella serie europea in occasione dell'appuntamento del Nurburgring.

 

 

... ed ecco quello pubblicato sul sito Italiaracing.net :

 

 

 

 Fenestraz a Macao in livrea Vaillante, il team dei fumetti di Michel Vaillant
di Jacopo Rubino

 

Michel Vaillant torna a Macao, o quasi. Sacha Fenestraz, fresco vincitore della Eurocup Formula Renault, sarà infatti al via del mitico Gran Premio di F3 portando in pista i colori della scuderia Vaillante sulla sua Dallara-Volkswagen gestita (nella realtà...) dal team Carlin. Una livrea inconfondibile, quella legata al celebre eroe dei fumetti, nel 1983 protagonista di un episodio ambientato proprio nell'ex colonia portoghese: nello stesso anno in cui Ayrton Senna vinceva la prima edizione della gara di Formula 3, il team Vaillante era impegnato nell'ennesima sfida contro gli eterni rivali della Leader. Per l'universo da corsa creato nel 1958 da Jean Graton, ora nelle mani del figlio Philippe, si tratta di una iniziativa simile alla partnership con Rebellion Racing nel Mondiale Endurance o a quella, del 2012, che vide la "trasformazione" di Alain Menu in un Michel Vaillant in carne e ossa per la tappa del WTCC a Portimao. In quell'occasione, l'esperto svizzero si tinse addirittura i capelli di nero. Quanto agli aspetti agonistici, il franco-argentino Fenestraz ha così commentato quello che sarà il suo debutto nella classica d'Oriente: "Correre a Macao è un sogno che condividono tutti i piloti di monoposto, per me sarà il ponte verso il 2018. Ho già guidato la vettura del team Carlin in prove private e nell'appuntamento del FIA F3 al Nurburgring, mi è piaciuta molto". Nella prossima stagione Fenestraz sarà membro della Renault Sport Academy, avendo conquistato il trono nel monomarca della casa francese.

 

 

MICHEL E LA DAKAR
Nel mese di  dicembre 2017  Marco Di Geronimo scrive un articolo per il sito sul sito www.fuoritraiettoria.com descrivendo le avventure di Michel Vaillant alla Parigi-Dakar.


 

Dakar a fumetti: i due albi mozzafiato di Michel Vaillant nelle sabbie del rally raid

di Marco Di Geronimo

Le gomme che frusciano sulla sabbia, il caldo che annebbia la mente dei piloti. La Parigi-Dakar ha sempre trasudato fascino, anche quando si svolgeva sul Teneré nel continente africano. Centinaia di equipaggi che si inseguivano a distanza, collegati l’un l’altro dal verdetto del cronometro. Una delle gare più difficili del mondo, in uno scenario denso di fascino. Carlo Ferraro vi ha già raccontato come è nata questa  meravigliosa. Nei prossimi giorni ci penserà Michele Nicolini a svelarvi i suoi segreti e prepararvi alla prossima edizione. Chi scrive vuole invece occuparsi di due opere d’arte che ruotano attorno a questo rally raid. Michel Vaillant ha corso nel deserto africano nel 1982 e nel 2000, sulle pagine di Parigi-Dakar! e Cairo!, gli albi numero 41 e 63 della serie omonima. Sono due volumi avvincenti, che catapultano il lettore nelle carovane di quegli anni e gli fanno respirare l’atmosfera di sabbia e benzina tipica di quelle edizioni della corsa. Jean Graton, il papà del fumetto automobilistico e del pilota di carta più veloce del mondo, a inizio anni Ottanta è giunto a una svolta. I suoi  rapporti con le Case editrici si sono logorati nel corso del tempo, e ormai ha deciso di fare il grande passo: mettersi in proprio. Supportato dal figlio Philippe, mette su il marchio Graton Editeur. Lavorare da solo ha però degli svantaggi: deve sacrificare la seconda collana da lui fondata, quella della motociclista Julie Wood. Thierry Sabine, rallista e fondatore della Dakar, sta cercando un modo per promuovere la quarta edizione della corsa. Ha un’idea e conta sul suo entusiasmo per realizzarla: convincere Graton ad ambientarvi un fumetto Vaillant. Sabine era lui stesso cresciuto a pane e Vaillant, quindi è davvero galvanizzato dall’idea che il suo idolo Michel partecipi al rally raid. Detto, fatto: Philippe Graton (aspirante fotografo) viene spedito per un reportage a seguire il rally, Jean Graton prende contatti con l’amico Jacky Ickx (che vi corre in auto) e col motociclista Martine de Cortanze. In più, la corsa africana offre un’occasione ghiotta: unisce moto e auto. Quindi, accanto a un improvvisato equipaggio Vaillant-Warson su una Range Rover, sbarca sulla collana principale anche Julie Wood, alla guida di una Yamaha. L’albo anni Ottanta è contraddistinto dai disegni maturi di Jean Graton. Incentrato sul difficile rally di Julie, tormentata dagli scagnozzi del rivale Sam Collo, l’albo si dipana per gli scenari tipici del continente nero e sui percorsi improvvisati che caratterizzavano le prime edizioni del Rally Raid. È un numero crudo, teso, in cui colpi di scena drammatici si intrecciano in una trama a tratti angosciante e più adulta della media. Ed è proprio in questo crescendo che si tesse il filo che unirà sempre di più Steve Warson e Julie Wood… Cairo! invece è stato sceneggiato da Philippe Graton, quasi vent’anni dopo. La corsa non fa più tappa a Parigi, e il circuito di quell’anno collega Dakar alla capitale egizia, passando per il deserto. Costruito attorno alla rivalità Vaillante-Texas Drivers, c’è molto più spazio per i dettagli tecnici e i retroscena della gara. Fanno capolino un intrigo ordito da una televisione americana e il difficile ponte-aereo tra Niger e Libia (realmente avvenuto per questioni geopolitiche nell’edizione di quell’anno). Anche se la qualità dei disegni di quel periodo era inferiore rispetto alla media della serie (n.d.w.: ricordiamo che non sono più opera del maestro Jean Graton) segnaliamo che l’albo rappresenta comunque uno scorcio realistico del rally odierno, benché all’epoca si corresse ancora in Africa. Speriamo che tutti i nostri lettori possano appassionarsi a una delle corse più audaci del mondo, seguendola assieme a noi nei nostri prossimi speciali di gennaio. Una prima occasione per accendere la curiosità può essere proprio la lettura di questi due squisiti albi a firma Graton…



MICHEL E LA VERSATILITA'
Nel mese di  gennaio 2018 , sul sito di Autosprint viene pubblicato un articolo sul ritorno, da parte di qualche pilota, alla partecipazione contemporanea a diverse categorie dell'automobilismo. Il ritorno ad una a versatilità che, un tempo, era la regola. Ecco l'articolo dove viene citato, naturalmente, il "re" di questa versatilità e di questo concetto di "pilota completo": il nostro Michel Vaillant.

 

 

 

Nando, Lando, Loeb e la lode alla versatilità

Dalla Dakar alle prove di Daytona, sono tanti i segnali che sta tornando in auge il pilota eclettico 

e aperto alle varie discipline del Motorsport    

(di Mario Donnini)

 

Se c’è una bella chiave con la quale aprire la serratura ben oliata di questo 2018, è il messaggio di sportiva versatilità che arriva dalla Dakar, fino a lambire le prove di preparazione alla prossima edizione della 24 Ore di Daytona. A voler trovare un filo rosso comune che unisce sul piano dei valori i due momenti rombanti, esso è riassumibile con una parola dal fascino antico e quasi desueto: eclettismo. L’eclettismo di piloti senza età e dalla passione senza confini come, per citarne due su tutti, Seb Loeb e Carlos Sainz Sr, che dalla carriera più non potrebbero chiedere, eppure continuano a inseguire la sfida tra mappe, sabbie e saltoni, all’interno di vicende agonistiche personali che sconfinano nella legenda. Eppure la disciplina e la classica diversa dal loro storico punto di specializzazione esercitano un appeal non rimandabile, con Loeb, in particolare, che sta sempre più dimostrando d’essere l’uomo ovunque. Capace d’eccellere o comunque di provare praticamente in tutte le discipline dell’automobilismo da corsa, senza escludere la F.1 dalla quale, presumibilmente, ai tempi dei test con Toro Rosso, non è stato corteggiato e invitato con abbastanza entuasiasmo, sennò chissà. Ma qui ciò che conta è sottolineare proprio che quest’anno nuovo parte con un bel segnale che coinvolge anche Daytona, dove nei test hanno girato insieme al vecchio Fernando Alonso anche due giovani virgulti quali il già lanciato Lance Stroll e l’astro nascente Lando Norris. Stupendi anche i risvolti che emergono da queste presenze: da una parte il vecchio campione della F.1 sempre più innamorato di classicissime da mettere nel suo palmarés - stavolta sarà difficile davvero, perché la sua Ligier non va quanto le Cadillac favorite -, , ma anche rapito dal richiamo di esperienze diverse e meno asettiche da quella del Circus, ormai più remunerativa che saporita. Quanto a Stroll e Norris, bravi davvero. Il canadese della Williams ha già saggiato la 24 Ore statunitense e la considera una specie di utile sgambatura invernale, mentre il britannico baby tester del giro McLaren non snobba l’endurance e ci si tuffa perché tutto fa brodo, all’interno di una bella carriera in divenire. Già, i ricchi ma tutt’altro che viziati Stroll e Norris. Anche due all’opposto di Loeb, Sainz padre e Alonso. I vecchi e i giovani uniti in questo inizio 2018 a ricordarci che il fascino vero dell’automobilismo sta anche nel saperlo affrontare e gustare tutto, dai rally ai raid, alla F.1, passando per i deserti, l’endurance e i prototipi. Come si pensava e come si faceva un tempo. Quando, giustamente, un campione era un uomo capace e chiamato a vincere ovunque e a correre ogni domenica. Certo, forse i tempi eroici di Vic Elford, capace di vincere in un breve lasso di tempo rally internazionali, classiche endurance e di fare la sua dignitosa figura nei Gp, non torneranno mai più, eppure lo stupendo bengala nel cielo che stanno lanciando vecchi e giovani talenti in questo presente, ha un che di poetico, nostalgico e coraggioso. E ci ricorda l’importanza e la nobiltà del pilota alla Michel Vaillant, l’asso dei fumetti che in realtà era l’emblema di un automobilismo a 360° che nei decenni d’oro ha rappresentato il fiore all’occhiello per i campioni più amati, quelli in carne e ossa. Con Graham Hill su tutti, re dalla triplice corona. Sì, un secolo fa. Eppure certi istinti meravigliosi si stanno sempre più svegliando. La tirannia dell’idea che il pilota di F.1 debba fare solo il pilota di F.1, per giunta tirandosela mica poco, fortunatamente sta sempre più incrinandosi. E vedere Lance, Nando e Lando inseguire le Cadillac a Daytona come se non ci fosse un domani, è un gran bel modo per dare inizio a questa intensa, nuova stagione di Motorsport.

 

 

IL DOCUMENTARIO  DELLA VAILLANTE-REBELLION A LE MANS 2017

Il  22 novembre 2018 , anche il sito afNews.info pubblica la notizia dell'uscita del documentario "Michel Vaillant - Le réve du Mans".

 

 

 Michel Vaillant – Le rêve du Mans, documentario sul fumetto di Jean Graton

Jean Graton ha creato nel 1957, per la rivista Tintin, il personaggio di Michel Vaillant, pilota francese che guida le macchine della squadra di famiglia, la Vaillant (ndw: Vaillante). A decenni di distanza, la serie è ancora viva e vitale e, addirittura, ora ci sono due vere macchine Vaillante, create per portare il fumetto nella realtà. Alla partenza della 85ma edizione della 24 ore di Le Mans due Vaillante Rebellion, nel 2017, erano allineate e hanno cercato la vittoria. Questo documentario, Michel Vaillant – Il sogno di Le Mans, realizzato da Frédéric de Brabant, racconta questa storia decisamente fuori dall’ordinario.

 

UNA RECENSIONE DI "MACAO"

Il 24 gennaio 2019 , sul suo blog "Che cosa sono le nuvole" (http://lucalorenzon.blogspot.com/),  Luca Lorenzon pubblica una recensione di "Macao", il 7° album della Nuova Stagione di Michel Vaillant (il 77° dell'intersa saga).

 

Che cosa sono le nuvole

lucalorenzon.blogspot.com

 

Michel Vaillant Nuova Stagione 7 : Macao

di Luca Lorenzon 

Con questo settimo episodio la saga di Michel Vaillant in versione Ultimate arriva finalmente a un punto fermo, anche se probabilmente è solo un pit-stop temporaneo in attesa di riprendere la lunga, lunghissima corsa. Lo scorso episodio era concluso con il protagonista prossimo a visitare le patrie galere, ma già a pagina 14 la sua permanenza nelle carceri francesi si conclude, grazie a un accordo segreto tra suo figlio e il nipote che lo aveva incastrato. La rinata Vaillante può quindi tentare l'assalto al gran premio di formula 3 di Macao, in cui non mancheranno momenti emozionanti. Nel frattempo Patrick Vaillant abbandona l'industria di famiglia per seguire le sue ambizioni ingenieristiche (in realtà come parte dell'accordo col cugino), Steve Warson viene eletto senatore del Texas ricorrendo a strategie politiche che lo ripugnano e soprattutto Evelyne è esasperata da Ethan Dasz e torna dalla parte dei Vaillant anche se non proprio mossa da intenti cristallini. Ecco, la figura di Evelyne è paradigmatica di questa Nuova Stagione di Michel Vaillant: è un personaggio chiave, ma io manco la ricordavo. Se i Graton vogliono impostare questa incarnazione  del loro eroe come una serie televisiva dai ritmi frenetici e coi finali sospesi tra un episodio e l'altro, dovrebbero intensificarne la produzione e non limitarsi a un volume all'anno. 

Mi rendo conto che mantenere alta la qualità sarebbe difficile, ma con tutti questi personaggi e gli avvenimenti che si susseguono io perdo il filo. La Nuova Stagione si conferma comunque un ottimo prodotto, molto curato e appassionante. In Macao non mancano rivelazioni, sottotrame e sequenze mozzafiato, e soprattutto un finale in cui si intravede una risoluzione per la vicenda portante – e arrivati al settimo episodio era anche ora. I testi sono sempre realizzati da Philippe Graton e Denis Lapiére, mentre stavolta ai disegni c'è il solo Benéteau (con Christian Lerolle ai colori) che in precedenza si occupava delle parti tecniche delle tavole. Nelle prime pagine deve ancora prendere un po' di confidenza con le fisionomie dei protagonisti, e qualche rara volta le proporzioni anatomiche gli fanno difetto, ma il risultato è veramente molto buono. Ha saputo fare suo il tratto sintetico di Bourgne, riprendendone l'eleganza e soprattutto l'efficacia: Benéteau ha uno spiccato senso della regia e della costruzione della tavola, inoltre i suoi personaggi sono molto espressivi senza mai fare le boccacce. Buona come sempre l'edizione Nona Arte, anche se la mia copia presenta qualche fuori registro.


UN'ALTRA RECENSIONE DI "MACAO"
Il  24 gennaio 2019 , sul sito Fuoiritraiettoria.com, troviamo questa attenta recensione dell'album "Macao" scritta da Marco Di Geronimo.

 

Michel Vaillant a Macao tra inseguimenti e giovani rampanti

di  Marco Di Geronimo

 

Una giovane pilota è coinvolta in un incidente spaventoso a Macao ma per fortuna non subisce tragiche conseguenze. No, non è Sophia Floersch e questo non è un articolo in ritardo di un annetto. È un frammento di Macao, il numero #7 della nuova serie di Michel Vaillant. Perché è tempo di dare un’occhiata a uno dei nuovi episodi del fumetto franco-belga. Senza rovinarsi la sorpresa.

Il nuovo albo di Michel Vaillant ruota attorno all’omonimo GP di Formula 3. La Vaillante ha intenzione di tornare in F1. Ma il percorso è in salita e bisogna addestrare la nuova seconda pilota di Michel, Elsa Tainmont, che è ancora a digiuno di monoposto. E così ecco iscritte due F3 alla Fia F3 World Cup, con l’obiettivo di centrare un buon risultato. Mentre i motori tornano a ringhiare però si consumano due colpi di scena. Un confronto aspro tra i cugini Patrick e Jean-Michel, e un tradimento che riapre i giochi nella battaglia legale per la riconquista della Vaillante

Macao è uscito a gennaio di quest’anno. Un po’ in ritardo, è vero. Forse ne è causa Marc Bourgne, l’ormai ex disegnatore della nuova serie di Michel Vaillant. La matita francese ha abbandonatoil progetto (per contrasti con Philippe Graton): al suo posto c’è Benjamin Benéteau, che si è occupato a lungo degli scenari e delle automobili negli albi passati. E dopo qualche mese di attesa la serie si è subito rimessa in pari: in Francia è già uscito il nuovo numero, intitolato 13 Jours (in Italia si attende la traduzione di Nona Arte).

Il cambio della guardia alle matite è la novità più evidente del nuovo albo. Benéteau cerca di rispettare lo stile che ha contraddistinto la nuova edizione di Michel Vaillant. Le linee dinamiche che accompagnano i gesti dei personaggi sono poche (ma non del tutto assenti). E in diversi casi i personaggi continuano a parlare a bocca chiusa.

Bisogna anche abituarsi al nuovo volto che Benéteau dà ai personaggi di casa Graton. Michel è più giovanile che negli albi precedenti e assomiglia alla vecchia scuola Graton, anche se è evidente un’oscillazione tra il Vaillant di Bourgne (terza vignetta, p.1; p.9) e quello originale (penultima, p.38; terzultima, p.47; terza, p.50; penultima, p.54). Serve ancora un po’ di tempo per la nascita del Vaillant di Benéteau. Ma sappiamo aspettare. D’altronde anche altri personaggi hanno bisogno di qualche correzione (Patrick e Jean-Michel su tutti).

I disegni restano gradevoli. Si susseguono piccoli ma suggestivi scorci degli esterni (il carcere a sud di Parigi, la guglia della cattedrale di Notre Dame, gli skyline di Macao, le vedute del tracciato). Benéteau è molto efficace nel sottolineare il traffico asfissiante sulla pista di Macao: lo testimoniano le pagine traboccanti di macchine da corsa (p.28, 40), collegate da un lungo inseguimento scandito da griglie piene di dialoghi e vignette. Il lettore sente l’ansia traspirare dalle tante informazioni nelle vignette minuscole (p.e. il messaggio a Michel nella quartultima di p.34), separate daillustrazioni più ampie che provano a esasperare il ritmo. Anche gli sceneggiatori tentano di acuire l’incertezza del lettore con un pendolo continuo tra il circuito e l’inseguimento. E l’azione si scalda in contemporanea sulla pista e per le vie di Macao. Conscio del carico di ogni vignetta, Benéteau prova ad alleggerire tagliando i contorni qua e là (p. 45, 47, 49, 51). Poi nelle ultime pagine la griglia si meno opprimente e c’è lo spazio per una pagina quasi muta ma commovente, in cui poche azioni tratteggiano l’incontro tanto atteso tra Michel e il padre Henri.

In realtà Macao pare più un albo di passaggio. Forse il vizio della nuova serie è che succede sempre troppo e troppo in fretta. Il #7 è un numero orfano di quelle grandi tavole in cui si regalano spettacolari voli d’uccello al lettore. Ma in generale è il pathos a non essere all’altezza delle aspettative. Graton jr e Lapière, gli sceneggiatori della nuova stagione, erano stati capaci di crearne molto di più in Collasso. Tutta la sequenza dell’inseguimento in Macao invece appare ridondante. È una citazione a Racing Show, il numero #46 della vecchia stagione uscito nel 1985. Eppure le strade di Bruxelles scaldano di più di quelle dell’ex colonia portoghese.

Altre scelte narrative si possono contestare. La sotto-trama di Steve Warson candidato non serve a granché… (e fra l’altro le elezioni in America si tengono il martedì e non la domenica). Anche lo scontro tra Patrick e Jean-Michel poteva avere tutt’altro peso all’interno della vicenda, e invece sembra un po’ trascurato. D’accordo, i perché stavolta sono tanti e forse dobbiamo accontentarci della risposta che ne sapremo di più in futuro. Resta efficace la regia silenziosa, tipica dei primi numeri. Si sente la mancanza delle didascalie di JeanGraton, ma sopperiscono le telecronache e i consigli di Michel ai giovani piloti (p. 22).

Ma un po’ d’amaro in bocca resta. Soprattutto perché aver messo tanta carne a cuocere ha probabilmente spezzato l’identità di alcune tavole. L’ultima comincia con una vignetta contenuta nella penultima. A sua volta la penultima cominciacon l’ultima vignetta della terzultima. Non si vuole criticare per criticare: dopotutto il numero deve essere cresciuto in un momento difficile. Il debito col futuro però è alto.

Anche stavolta fa un buon lavoro Christian Lerolle, colorista della nuova fase di Michel Vaillant. Molto belle le tavole iniziali, che scurisce gradualmente dal bianco del carcere al nero della notte con Jean-Pierre, fino all’esplosione di rosso di pagina 6 e al drastico cambio di luce notte/giorno di pagina 7. La griglia e l’ambientazione impongono il dominio dei colori scuri. Quando Lerolle è libero di attingere alla tavolozza, è però capace di regalarci vere e proprie boccate d’ossigeno (come lo scorcio della Cattedrale San Paolo, bel gioco di squadra tra sceneggiatori, disegnatore e colorista).Indovinato anche il contraltare a pagina 42 tra il bianco-blu e il verde intenso della F3 di Alex Shearer (pilota immaginario che con ogni evenienza sarà l’antagonista del nuovo corso). In quest’albo Lerolle ha preferito evidenziare i momenti più intensi in giallo anziché in rosso come in Collasso: una scelta azzeccata (pp. 44, 45, 49), considerato che Michel indossa la sua polo rossa. Macao tanti cameo: a cominciare da Sacha Fenestraz. Il giovane pilota francese è il compagno di squadra di Elsa Tainmont sulle strade dell’ex colonia portoghese, alla guida della Vaillante n.11. Oltre a lui troviamo citati Callum Ilott e Lando Norris, e parecchi altri giovani piloti nella classifica di pagina 24 (tra i quali spicca pure Mick Schumacher in 9^ posizione). Compaiono pure Teddy Yip Junior, manager del Theodore Racing (n.d.w.: ...figlio del manager. E' stato il padre, Theodor “Teddy” Wip, ad aver fondato e gestito la scuderia, che ha corso in F1 dal 1978 al 1983.) (come segnala Giancarlo Castellana, (n.d.w.: Gianfranco ...perdoniamo la leggera “svista” dell'amico Marco) da anni traduttore e curatore delle edizioni italiane di Michel Vaillant e suo fan numero uno nel Belpaese, come testimoniano le sue Pagine dei Fan Italiani). Per tacere del fatto che Steve Warson dà battaglia nientemeno che a Ted Cruz, il navigato senatore texano che sfidò Trump alle primarie del 2016, in una sorta di replica del duello all’ultimo voto che a novembre scorso l’oppose a Beto O’Rourke.
Insomma, non vogliamo stroncare Macao, che resta un bel numero. Ci si aspettava un po’ di più. E a maggior ragione ci si aspetta di più da 13 Jours, in cui finalmente, dopo anni e anni di attesa, Michel Vaillant ritorna in Formula 1. Ma attenzione, signore e signori. Alla guida di una Renault! E al fianco di Daniel Ricciardo… 

Nel frattempo potete comprare Macao cliccando QUI (oppure in lingua originale QUI oppure QUI).
 

 

UNA BREVE PRESENTAZIONE DI MICHEL VAILLANT
L'  11 ottobre 2019  sul sito motori.quotidiano.net, in un articolo che parla di cartoni animati ed automobilismo, viene citato, a dire il vero in modo un po' "frettoloso", Michel Vaillant. 

 

 

Cartoni animati e automobilismo: tutti i personaggi protagonisti

…....omissis

 

Michel Vaillant

 

Tuttavia, prima che "Cars" alzasse l’asticella di cartoni animati e automobilismo, ci sono stati alcuni esempi ugualmente eclatanti. I ragazzi delle nuove generazioni per esempio difficilmente avranno sentito parlare di Michel Vaillant: era un personaggio nato dalla penna di Jean Graton nel 1957. 

Il personaggio, estremamente umano e sofferto, capace anche perdere pesantemente e di riprendersi da devastanti incidenti (n.d.w.: ?) piacque a tal punto che fu pubblicato in tutta Europa (n.d.w.: ... in quasi tutto il mondo: Russia, Cina, Tailandia compresi. ad esempio...) (anche in Italia, sul Corriere dei Ragazzi) (n.d.w.: ben prima di approdare sul Corriere dei Piccoli / Corriere dei Ragazzi Michel Vaillant è stato pubblicato, dal 1963 al 1968, sui Classici dell'Audacia di Mondadori...) per diventare poi un cartone animato e un film. 

Vaillant era un personaggio di grande spessore narrativo, non solo una macchietta televisiva.

 

….omissis


MICHELE ALBORETO AMICO DI MICHEL VAILLANT
Il  25 aprile 2020  sul sito Motorinolimits.com, viene presentato il libro "AlboretRo", scritto da Ermanno Alboreto, ed uscito a 19 anni dalla scomparsa del fratello: il compianto pilota Michele Alboreto. In un articolo, scritto da Riccardo Turcato, Ermanno racconta della passione del fratello, e sua, per le storie di Michel Vaillant e dell'enorme soddisfazione del campione per essere stato immortalato in ben tre avventure del nostro eroe e di essere stato dichiarato "suo amico" dal maestro Jean Graton.



 

Alboreto amico di Michel Vaillant e di tutti noi

di Riccardo Turcato


L'articolo completo lo potete leggere sul sito: www.motorinolimits.com.
(Abbiamo estratto la parte più significativa suo rapporto con Michel Vaillant:
omissis.....
« Il fumetto preferito da Michele e me s'intitolava Michel Vaillant. Il nostro eroe di allora » ........
« Aveva solo 10 anni. Immaginate l’orgoglio di mio fratello quando si trovò in prima persona all’interno di alcune storie del mitico Michel».
Michel Vaillant è il mito di tutti noi appassionati di motori. E’ il pilota per eccellenza che vive, corre e affronta tutta la storia del motorsport. Le matite di Jean Graton sono arte pura. Michele ha avuto l’onore di essere fianco a fianco di Michel. In un fumetto di base molto nazionalistico dove, piloti francesi e francofoni a parte, venivi disegnato solo se eri un grande campione. E’ un dettaglio non di poco conto. Michele appare in tre storie. Addirittura, ha l’onore di essere disegnato come amico di Michel ne “La sfida dei bastioni’, nel celebrativo 50° numero di Jean Graton. Michele, con Berger, Boutsen e Alliot, sfidano il team Vaillante in una gara storica rievocativa dove sono impegnate in pista tutte le vetture disegnate da Graton per il team francese. I quattro corrono sotto identità segreta e visiera scura per mettere pressione a Michel. Sono il poker d’assi e sveleranno la loro identità solo alla fine di tutte le gare storiche. Michele è l’asso di Picche. In “Steve e Julie”, Michele è impegnato nel GP d’Italia 1984. Ne “Il boss di Francorchamps”, in un tiratissimo GP del Belgio 1988, iniziato sotto un vero e proprio diluvio, Michele è tra i protagonisti di una gara movimentata dal pilota e miliardario texano Stanley Newton. Amico di Michel Vaillant, come scrive Graton. Amico di tutti noi, che per anni abbiamo trepidato e gioito con lui.


LA SAGA DI MICHEL VAILLANT RACCONTATA NEL MAGAZINE  UFFICIALE PORSCHE

Nel  luglio 2020  il magazine ufficiale Porsche "Christophorus" dedica un articolo alla saga di Michel Vaillant con interviste a Philippe Graton ed al responsabile dello sviluppo del marketing Jean-Louis Dauger. Potete leggerlo qui di seguito o cliccando su questo link per accedere alla versione italiana on-line del magazine. Nella stessa versione on-line del magazine troverete anche questo link dal quale potrete leggere l'intero album "Rébellion" in lingua originale.



Michel!?...

di  Bart Lennaerts


Bonjour, Michel Vaillant!
L’idolo dei fumetti corre con successo da più di 60 anni. Vrrrrroooooom! Il suo creatore, il disegnatore francese Jean Graton, ha inventato un intero cosmo familiare attorno al personaggio principale, creando allo stesso tempo il mondo del marchio automobilistico Vaillante. Una storia che continua nella vita reale: la storia di Michel Vaillant è strettamente legata alla vita di Philippe Graton, il figlio del famoso fumettista. Le radici dell’epopea eroica di Michel Vaillant risalgono agli anni Cinquanta. A quel tempo, Jean Graton è un giovanotto che va pazzo per il motorsport. Correre come pilota, però, è impossibile. Gli mancano i soldi e forse anche un po’ di talento. Ma sa disegnare come un campione del mondo e lavorando in un’agenzia pubblicitaria può avere un assaggio all'interno del mondo dei fumetti – in un universo dove tutto è possibile. Nel 1957, Graton inventa Michel Vaillant e un attimo dopo per lui si apre anche il mondo reale del motorsport. Ogni avventura di Michel Vaillant diventa una vera piccola epopea. Ogni disegno è proprio come un pezzo di pop art – solo più emozionante. Vrooaarppp. Vroaaammm, Iiiiiii. Scciaa, Bang, Ciak. Le onomatopee rombanti – in francese les bruitages – aggiungono cinetica alle immagini e trasferiscono l’acustica lacerante della pista sulla carta altrimenti silenziosa. Graton crea un mondo accattivante e allo stesso tempo chiaramente delineato, popolato da personaggi attraenti e da auto che lo sono ancor di più. Sebbene ogni singolo bolide di Michel Vaillant sia un oggetto estetico, Jean Graton non sogna una carriera da designer automobilistico. Come artista dei fumetti, è felice come un bambino. Il figlio di Graton, Philippe, ha ereditato l’occhio acuto per la bellezza e la sensibilità per le storie forti, ma non il talento da disegnatore – e ha comunque i propri piani di vita. Diviene infatti fotografo e giornalista. Va per la sua strada, finché «all’improvviso mio papà si ritrovò senza editore. Un disastro. Era il 1981. Aveva guadagnato bene, ma viveva anche bene», racconta Philippe, ammiccando ai ristoranti e agli hotel raffinati che fanno da sfondo a ogni storia di Vaillant. I fan sorridono persino al pensiero della Guida Graton, che non a caso è molto simile alla Guida Michelin per l’arte culinaria. Vaillant richiede la piena attenzione di Philippe. Il figlio prende in mano la parte commerciale dell’attività, cose a cui Jean non è particolarmente affezionato. «Tutto questo mi impegnava dodici ore al giorno», dice Philippe, raccontando della fondazione della casa editrice, avvenuta sul tavolo della cucina di casa. Più tardi si è anche dedicato ai soggetti dei fumetti: «Facevo ricerche su case automobilistiche, team e piloti e scrivevo le sceneggiature. Mio padre ha continuato a disegnare». Quando l’età avanzata di Jean si fa sentire, Philippe assume il controllo dell’intera attività. Ad eccezione del disegno, rimasto il dominio degli illustratori e dei disegnatori ora impiegati. Ma la struttura familiare è risultata essere un handicap. Racconta Philippe: «Eravamo autori a cui è capitato per caso di diventare editori. Con 70 titoli, Michel Vaillant meritava di essere commercializzato in modo professionale».

   
Philippe Graton
Philippe Graton è cresciuto avendo in Michel Vaillant un fratello di carta: «Mio padre ha creato Michel nel 1957, io sono nato nel 1961 – eravamo i figli di un uomo spiccatamente di famiglia». Forse è anche per questo che Michel Vaillant è un fumetto che parla di un’intera famiglia, all’inizio con una visione del mondo molto conservatrice. «Tutto è iniziato con un padre che possedeva un piccolo marchio automobilistico e con Michel un figlio che correva in America – allora ciò significava ancora l’altra estremità del mondo. Davide contro Golia. Si lottava per qualcosa. Era pericoloso ed eccitante. Vaillant ha vinto Le Mans, più tardi un Gran Premio ed è diventato persino campione del mondo, mentre le fabbriche Vaillante sono diventate sempre più gigantesche. La storia è un po’ paragonabile a quella di Porsche», afferma Philippe Graton. Nel fumetto, i desideri del padre Henri devono essere seguiti. Il figlio maggiore, Jean-Pierre, diventa ingegnere negli stabilimenti automobilistici Vaillante. Michel è pilota automobilistico e ambasciatore del marchio, Françoise sacrifica la propria carriera di giornalista per diventare la moglie a tempo pieno di Michel.«Vaillant è allo stesso tempo fumetto e documentario», afferma Philippe Graton, che vede in questo un fattore del suo successo. Quando si tratta degli intrecci, la fantasia è al nostro fianco, ma le auto, i piloti, i circuiti e perfino gli striscioni pubblicitari sono sempre assolutamente precisi. In questo modo finzione e fatti sono tessuti insieme in modo unico». C’è solo un’eccezione: sebbene il motorsport a quel tempo fosse incredibilmente pericoloso, in Vaillant non muore mai nessuno. E anche i cattivi non sono mai del tutto cattivi – semplicemente non vincono mai. In effetti, anche Michel non riesce sempre a vincere. «La verosimiglianza è fondamentale». L’anno 2012 porta dei cambiamenti al personaggio in occasione della seconda stagione di Michel Vaillant. Philippe Graton esaurisce le idee originali per il suo eroe eponimo: «Michel era intelligente e senza difetti, ma allo stesso tempo più regale di un re. Fin troppo bravo, in realtà. Mi sono detto, se io stesso non sono più entusiasta di lui, neppure i lettori lo sono». Inoltre, le auto incarnano sempre meno attributi come libertà, coraggio e velocità esaltante rispetto all’inizio della saga di Vaillant. Pertanto negli anni Dieci del XXI secolo, Michel è diventato un eroe «che pensa in modo moderno, a volte dubita e talvolta va anche nella direzione sbagliata». Anche le nuove tecnologie di propulsione come l’elettricità e l’idrogeno fanno il loro ingresso nel mondo del fumetto. In linea con tutto questo, il nuovo illustratore Benjamin Benéteau ha creato uno stile di disegno molto più dinamico. Lo stile di Jean Graton rimane comunque inimitabile. «Per fortuna, a mio padre questo sviluppo è piaciuto. Il grande disegnatore belga Hergé aveva desiderato un tempo che il suo Tintin morisse insieme a lui. Ma mio padre ha concesso a Michel la vita eterna. E, come nel fumetto Henri Vaillant sprona ripetutamente suo figlio, anche mio papà mi ha posto davanti a una sfida». Alla fine del 2019 si è chiuso un cerchio. La piccola impresa editrice di Vaillant, nata sul tavolo di una cucina, si è accasata sotto il tetto dell’editore parigino Dupuis e il manager Jean-Louis Dauger è l’uomo ideale per adattare al futuro la saga di Vaillant. Il vantaggio di Dauger è la sua conoscenza del motorsport. E, come l’attuale disegnatore del fumetto, anche lui possiede in garage un’auto sportiva di Zuffenhausen: Benéteau guida una Porsche 718 Cayman, mentre Dauger una Porsche 911 Carrera 2 della generazione 993 del 1994. Dauger ha creato abilmente un collegamento con la realtà. Ha fatto assumere il ruolo che aveva Michel Vaillant al pilota automobilistico svizzero Alain Menu. E Menu, alias Vaillant, è all’altezza dell’eroe eponimo con una magnifica vittoria nella corsa portoghese per il Campionato del mondo turismo 2012. Nel 2017 partecipano alla 24 Ore di Le Mans persino due veri prototipi Vaillante. Dauger ha trasferito il sex appeal del mondo Vaillant su orologi, caschi, abbigliamento e altri oggetti. «Ci sono infinite possibilità», afferma, «perché Vaillant è molto più che semplice motorsport. Riguarda le persone, la famiglia e gli affari in un mondo che cambia». I più ambiti rimangono tuttavia gli artistici disegni a fumetti delle origini di Michel Vaillant – di preferenza in edizioni limitate, ingranditi a tutta parete. Su uno spazio di queste dimensioni si rivela visibilmente ancora una volta la grandezza di Jean Graton – come uomo, come romantico appassionato delle corse e soprattutto come artista.

Jean-Louis Dauger


MICHEL RITORNA NEL MONDIALE RALLY NEL NUOVO ALBUM "DUELS".

Sul web si parla del nuovo album di Michel Vaillant che vede il nostro eroe dei fumetti correre nel mondiale rally. Questo è un articolo apparso sul sito https://motorsport.motorionline.com il 31 luglio 2020.



L’icona delle graphic novel sportive Michel Vaillant

affronta il WRC nella nuova uscita

Un albo dedicato al mondiale rally
di Luca Santoro
 

Michel Vaillant, icona del fumetto e del motorsport, nella prossima avventura si misurerà con il mondo del WRC.

In Italia è noto soprattutto ai cultori del motorsport e delle graphic novel, e specialmente a chi ha entrambe le passioni, mentre in Paesi dove la cultura del fumetto come opera letteraria è più radicata (come in Francia, dove è nato),  è una icona molto nota: parliamo di Michel Vaillant, il pilota creato dalla penna di Jean Graton nel 1957 e protagonista di albi incentrati sulle corse, dalla pista ai rally.


L’albo di Michel Vaillant dedicato al WRC
Ed è proprio in quest’ultimo contesto che questo eroe di carta si misurerà, per la precisione nel WRC dopo essere stato protagonista in passato di storie ambientate anche nel campionato europeo dell’ERC. Il 6 novembre uscirà un albo dedicato al Mondiale Rally, in cui il nostro Vaillant fronteggerà a bordo della Vaillante Cervin WRC #13 (la vettura è visibile in testa all’articolo) team ed equipaggi che vediamo normalmente in azione nel campionato iridato, come Toyota Gazoo Racing, Hyundai Motorsport e M-Sport, affiancato da un giovane pilota che si unirà al Team Vaillante ma la cui identità ancora non è stata svelata. Intanto è stata presentata lo scorso giugno la copertina dell’albo, il numero 9, in uscita tra qualche mese, mentre non abbiamo notizie della trasposizione italiana (dalle nostre parti il fumetto è pubblicato e distribuito dall’editore Nona Arte).


Chi è Michel Vaillant
Michel Vaillant è una icona pop del motorsport, eroe integerrimo e dal profilo inappuntabile capace di vincere la qualunque, dalla gare endurance (ça va sans dire, spicca la 24 Ore di Le Mans) alla Formula 1 sino ad approdare anche nel mondo dei rally raid con la Dakar. Plurititolato e con un palmarés francamente esagerato, la creatura di Graton ha attraversato sessant’anni di storia motorsportiva, aggiornandosi con i tempi sino ad un nuovo corso iniziato nel 2012, quando accanto al suo creatore storico (n.d.w.: accanto al figlio del suo creatore storico...) si è affiancata una autorità del fumetto francese, ovvero Denis Lapière.
Gli albi di Vaillant hanno fatto conoscere lo sfaccettato mondo delle corse ad un pubblico magari non appassionato, grazie a storie dove sono apparse le gare più leggendarie e i piloti che hanno fatto la storia, da Juan Manuel Fangio a Lewis Hamilton (n.d.w.: Fangio non è mai apparso in una storia di Michel Vaillant ma solo in un numero della serie dei Dossiers...). Le storie, ricche di intrecci e colpi di scena, hanno uno stile grafico pulito nonostante il tratto a volte nervoso, che ricorda l’ultima produzione di Hugo Pratt (non a caso il più francese dei nostri fumettisti), mentre la popolarità degli albi ha travalicato edicole e librerie per approdare sul piccolo schermo con una serie tv negli anni sessanta, un’altra però animata negli anni novanta ed anche un film uscito al cinema nel 2003, girato da Louis-Pascal Couvelaire e sceneggiato nientemeno da Luc Besson. Distribuito in Italia con il titolo Adrenalina blu – La leggenda di Michel Vaillant, il lungometraggio ambientato alla 24 Ore di Le Mans vede nei panni del pilota il volto pulito dell’attore francese Sagamore Stévenin, capace di rendere un Vaillant imperturbabile, inappuntabile ed abbastanza credibile. 



SUL SITO DELLA GAZZETTA DELLO SPORT SI RIPARLA DEL FILM

In un articolo del 15 settembre 2020 che descrive le migliori produzioni cinematografiche sulla 24 ore di Le Mans viene ovviamente ricordato il film "Michel Vaillant" (titolo italiano "Adrenalina Blu - la leggenda di Michel Vaillant").


24 Ore di Le Mans: i migliori film e documentari sulla grande corsa
La 24 Ore ha ispirato numerose opere per il grande schermo: dal film del 1971 con l’iconico Steve McQueen

alla mini serie di Prime Video

 

di Maurizio Bertera

Difficile trovare una corsa automobilistica che si presti maggiormente al racconto, cinematografico in particolare. Ecco perché non stupisce che la 24 Ore di Le Mans abbia ispirato registi e interpreti da mezzo secolo, con risultati in qualche caso molto validi e in altri meno. Ed è una febbre sempre alta, perché, al di là del recente film di James Mangold, nel 2017 è stata prodotta una serie su sei puntate - Le Mans: racing is everything - disponibile nel catalogo Prime Video. Il punto di forza è l'accesso senza limitazioni a sei scuderie della classe LMP1 che competono per l’edizione 2015, oltre alle riprese a 4K che tengono incollati davanti allo schermo per le 2 ore e mezza complessive del documentario. La puntata migliore (a nostro avviso) è la prima, che mostra il livello della preparazione di piloti e scuderie alla gara della Sarthe. Tornando indietro, vediamo le opere che si sono guadagnate (più o meno) la memoria degli appassionati. 

EDVIGE E STEVE
Magari non è memorabile il primo film sul tema: Le Mans - Scorciatoia per l’inferno, girato nel 1970 da Osvaldo Civriani aka Richard Kean. .....OMISSIS

VIVE LA FRANCE
Unire Le Mans e Michel Vaillant - due miti transalpini - in un film con una grande firma (francese, ovviamente): nel 2003, Luc Besson - il regista di Nikita, Lèon, Il Quinto Elemento - fu sceneggiatore con Gilles Malencon di Michel Vaillant che in Italia venne tradotto (male, come capita spesso) (n.d.w.: siamo perfettamente d'accordo !) in Adrenalina blu - La leggenda di Michel Vaillant. Liberamente tratto dal celebre fumetto di Jean e Philippe Graton, è una storia drammatica con morti e vendette, premonizioni e superstizioni, rapimenti e scambi di persona. Troppo per i nostri gusti. Ma non si può negare che le scene di azione siano coinvolgenti, a partire da quelle girate nell’edizione 2002: le due biposto a marchio Vaillante e Leader erano realmente iscritte alla gara. Si trattava però di una Lola B98/10 e di una Panoz LMP1 Roadster S, rimarchiate per l'occasione con i loghi delle due scuderie fittizie, e gestite dal team Dams. Belle anche le riprese nell’immaginario Rally dei Cinque Colli, che si svolge in Italia, dove le vetture sono le Peugeot 206 Wrc con carrozzerie finte. Le Vaillante per le scene stradali sono invece le Pagani camuffate solo nel marchio. Il cast ? Francesissimo, con attori quasi sconosciuti da noi. Una delle poche eccezioni è la splendida Diane Kruger - che interpreta un pilota prima di rally (n.d.w.: nel film non è mai una pilota di rally) e poi di una monoposto alla 24 Ore. (n.d.w.: come indicato sopra, in questo stesso articolo, i prototipi hanno due posti) - che l’anno seguente avrebbe interpretato Elena di Troia in Troy.

OMAGGIO AL MITO
Nel 2015 - applaudito inizialmente al Festival di Cannes - è uscito Steve McQueen: The Man & Le Mans, tradotto in Steve McQueen-Una vita spericolata. Un documentario diretto da John McKenna e Gabriel Clarke che vuole mostrare l’attore nel pieno della lavorazione del film nel 1971, .....OMISSIS

DOPPIO OSCAR
Qualche imperfezione storica e una visione troppo a stelle e strisce (per un italiano, sia chiaro) non toglie valore a Le Mans ‘66-La grande sfida che nel titolo originale è Ford v Ferrari, uscito nello scorso novembre. È la storia, molto americana tanto che qualche critico lo ha definito un neo-western dove la scuderia Ford, guidata dal progettista Carroll Shelby e dal suo pilota britannico Ken Miles, costruiscono la Ford GT40 per lanciare la sfida nel 1966 contro la Ferrari del Drake.....OMISSIS


LA VENDITA DI GRATON EDITEUR ALLA DUPUIS

Dopo il nostro sito anche il sito www.fumettologica.it, in un articolo pubblicato il 9 ottobre 2020, ha rilanciato la notizia della vendita di Graton Editeur alla Dupuis.
 

Dupuis ha acquistato Graton Éditeur, la casa editrice di Michel Vaillant

La casa editrice belga Éditions Dupuis – nota per aver lanciato negli anni personaggi come Spirou, Lucky Luke e i Puffi – ha acquistato Graton Éditeur, che dal 1982 pubblicava gli albi a fumetti legati all’universo narrativo di Michel Vaillant. Fondata dall’autore Jean Graton insieme a suo figlio Philippe, Graton Éditeur proseguì la pubblicazione delle avventure del pilota francese dopo il suo allontanamento dalla casa editrice Le Lombard. Già nel 2010 i Graton avevano stretto un accordo di collaborazione con Dupuis – che fa parte del gruppo Média Participations insieme ad altre case editrici di fumetti come Dargaud –, con cui lasciavano a quest’ultima la gestione degli aspetti editoriali e di marketing legati al loro personaggio.«La partnership non aveva mantenuto le promesse, dato che Graton Éditeur era in perdita da tre anni» ha raccontato Philippe Graton. «Una soluzione era riprendere tutto in mano e rimboccarmi le maniche per ricominciare da capo come nel 1982. Solo che da allora il mondo è cambiato. Nel 1982 venivano pubblicati 500 nuovi fumetti all’anno, mentre oggi ne escono 5.000. Senza un gruppo potente che decide di investire per riportare una serie in primo piano, come è stato fatto per Blake & Mortimer, Michel Vaillant non avrebbe avuto alcuna possibilità di trovare una buona collocazione sugli scaffali. E un grande gruppo editoriale investe solo in una serie di sua proprietà.» «Era quindi logico che, come Gaston Lagaffe con Dupuis o Asterix con Hachette, Michel Vaillant lasciasse il suo piccolo garage privato per entrare nella stalla di una fabbrica» (n.d.w.: qui è stato tradotto letteralmente ma il significato era «... per entrare in una scuderia ufficiale» come succede, per fare un esempio, quando un pilota passa da un team privato alla Ferrari o alla Mercedes...) ha poi continuato Philippe. «Se Michel Vaillant (così come Julie Wood, Les Labourdet, Oncle Paul…) fosse appartenuto a loro per sempre, Dupuis e Media Participations avrebbero potuto mettere il turbo alla serie. Abbiamo quindi deciso di vendere per dare più possibilità a Michel Vaillant. Mio padre e io abbiamo preso questa decisione insieme. Non è stato facile, ma è stata l’unica scelta sostenibile». I Graton hanno ceduto a Dupuis tutti i diritti sul loro personaggio tranne quelli morali. Questo vuol dire che non hanno più controllo sui nuovi album e nemmeno su quelli vecchi.


L'USCITA DI "13 GIORNI"

Dopo oltre un anno di attesa, nonostante le difficoltà della pandemia, alla fine di novembre/inizio dicembre 2020 esce anche in Italia l'ottavo numero della nuova stagione di "Michel Vaillant". La notizia viene annunciata sul web. Questo è l'articolo scritto il 13 ottobre 2020 per Fuoritraiettoria.com dal bravo Marco Di Geronimo, il quale cita anche il nuovo album "Duels" in uscita in edizione originale a metà gennaio 2021 in Francia (e auspicabilmente nel 2021 anche in Italia).


 

Michel Vaillant torna in F1 con Renault: arriva la traduzione italiana!

 

Marco Di Geronimo

 

Michel Vaillant torna in Italia: da novembre sarà acquistabile 13 Giorni. L’ultimo albo del famoso fumetto francese sulle corse automobilistiche è finalmente pubblicato in italiano, sempre a cura di Nona Arte.
E tra poche settimane, in Francia, uscirà un nuovo numero: Duels
 
Dopo oltre un anno d’attesa, arriva anche l’edizione italiana di 13 Jours. L’ottavo numero della Nuova Serie viene finalmente dato alle stampe anche nel Belpaese. Un’ottima notizia, perché non si tratta di un albo qualunque, bensì del grande ritorno di Michel Vaillant in F1. Certo, non come ce lo saremmo aspettati. E questo perché Michel guiderà una Renault. Chi non conosce Michel Vaillant, il grande pilota francese che ha combattuto contro tutti i più grandi Campioni della Storia, da fine anni Cinquanta a oggi? Forse sono in tanti a ignorarne l’esistenza: ne è complice una storia editoriale travagliata, che ha spesso privato i lettori italiani del piacere di scoprire l’epopea del pilota francese dal cuore d’oro e i nervi d’acciaio. Ha corso in F1, nei rally più pazzi del mondo, alla 24 Ore di Le Mans e alla 500 miglia d’Indianapolis. Le sue storie, un tempo scritte e disegnate da Jean Graton, sono sempre un concentrato di realismo e di poesia. Le corse di Michel Vaillant non sono come le corse scalmanate e fantascientifiche di oggi: conservano lo stesso spirito romantico dei piloti gentlemen, tra i quali, d’altronde, Michel ha imparato a correre. Negli ultimi numeri del nuovo ciclo di storie, la Vaillante è stata acquisita fraudolentemente da Ethan Dasz. La vicenda ha avuto tinte drammatiche e impresso alla serie una svolta rivoluzionaria. Cambiano le dinamiche familiari, cambiano le risorse a disposizione, cambia l’atmosfera della narrazione. Non cambia l’agonismo dei Vaillant, pronti a rimettersi in pista grazie a una squadra corse che non è stata toccata dalle folli manovre d’acquisto. Una squadra corse che arriva al successo nel Gran Premio di Macao con Sacha Fenestraz, ma che non ha ancora le risorse per entrare nel Campionato mondiale di Formula 1. La trama di 13 Giorni, dunque, ruota attorno a un ritorno inaspettato di Michel all’interno del grande Circus. Siamo nel 2019, alla vigilia del Gran Premio di Francia. E da Viry-Chaitillon arriva una telefonata: Nico Hulkenberg si è infortunato e serve trovar qualcuno che lo rimpiazzi per la gara di casa. Certo, Renault Sport potrebbe rivolgersi alle sue riserve. Ma in un mondo in cui esiste Michel Vaillant, il grande campione caduto in disgrazia e riscattatosi dopo una permanenza in prigione, per quale motivo rinunciare a fare un tentativo? Inutile dire che tredici giorni sono molto pochi per rimettersi in forma ed essere competitivi nella F1 attuale. Specie perché dominata dalla Mercedes di Lewis Hamilton. Ma si sa: i Vaillant non si tirano mai indietro. È davvero una bella notizia che Nona Arte abbia avuto finalmente la possibilità di dare alle stampe questo numero, tanto atteso dagli appassionati italiani del fumetto francese. La pandemia ha inferto duri colpi al mercato editoriale, uno dei più danneggiati dalla crisi economica (purtroppo libri, fumetti e la carta stampata in generale sono spesso considerati optionals cui si può rinunciare senza troppi pensieri). Speriamo che a questa uscita segua il prima possibile l’edizione italiana di Duels, il prossimo numero della serie. Sì, perché se in Italia da novembre 2020 sarà disponibile per l’acquisto la traduzione di 13 Jours, in Francia sta per uscire ormai il numero successivo. Duels uscirà oltralpe il 27 novembre, e racconta la prima stagione dei Vaillant nel WRC. Certo, già in passato le Vaillante si sono cimentate nella categoria rallistica. Per la prima volta, però, li seguiremo in una stagione intera. Durante la quale il nostro Michel dovrà vedersela col suo giovane compagno di squadra, Daniel Farid. Un’altra ghiotta avventura, che si aggiunge alle storiche e affascinanti corse storiche. Vi ricordiamo che l’edizione italiana, a cura di Nona Arte, dei nuovi numeri di Michel Vaillant è acquistabile QUI. Viceversa, se siete interessati alla pubblicazione integrale dei numeri della vecchia serie, curata dalla Gazzetta dello Sport, potete cliccare QUI. Approfittate comunque per fare un salto sulle Pagine dei Fan Italiani di Michel Vaillant, un sito portato avanti da quasi vent’anni da Gianfranco Castellana, aggiornatissimo e con tante curiosità sui fumetti Graton!


LA VAILLANTE A LE MANS NEL 2023

Il ritorno del marchio Vaillante alla 24 ore di Le Mans del 2023, in occasione del 100° anniversario della corsa e del 100° compleanno di Jean Graton, è raccontato da questo articolo del sito motorsport.motorionline.com del 26 novembre 2020.



WEC | Vaillante e Mirage puntano assieme al centenario della 24 Ore di Le Mans del 2023
Ritorna il fittizio marchio francese
 di Luca Basso
26 Novembre, 2020

Vaillante potrebbe tornare alla 24 Ore di Le Mans in collaborazione con Mirage Racing, con l'obiettivo di esserci tra tre anni in occasione del centenario della corsa e del compleanno di Jean Graton.

Potrebbe tornare un nome molto gradito alla 24 Ore di Le Mans: l’immaginario costruttore Vaillante, protagonista delle storie a fumetti di Michel Vaillant, ha unito le forze con Mirage Racing, con l’obiettivo di correre il centenario della maratona francese che combacia anche con il 100° compleanno del creatore Jean Graton.
Mirage Racing e Vaillante assieme per Le Mans 2023.
Secondo quanto scritto da Endurance-info, Mirage Racing – che corre nel campionato GT francese – avrebbe trovato un accordo con Jean-Louis Dauger che gestisce il marchio Vaillante.
L’accordo punta a trovare un posto sulla griglia di partenza della 24 Ore di Le Mans del 2023, che coincide sia con l’edizione del centenario della corsa e sia con il compleanno di Graton; ricordiamo che l’autore francese è ancora in vita!
L’ultima apparizione di Vaillante è stata nel 2017, assieme alla Rebellion Racing e alle sue Oreca 07 Gibson sotto le insegne del Vaillante Rebellion.
Tornando con Mirage, la partnership prevede che il programma comincerà il prossimo anno con una LMP3 nella European Le Mans Series o nella Michelin Le Mans Cup.
Attualmente, Mirage gestisce le Alpine A110 GT4, concludendo al 3° posto nella classifica Pro-Am nella stagione appena conclusa della French GT Cup.
In arrivo anche un documentario e una nuova storia.
Ricordando che il team di Tolosa, gestito da Guillaume Bruot e da Frederic de Brabant, non ha alcun collegamento con la Mirage che corse a Le Mans tra gli anni ’60 e ’80, c’è in lavorazione anche un documentario su Michel Vaillant durante la Le Mans del 2017, prodotto proprio da de Brabant.
L’obiettivo è quello di «andare anche oltre» perché «vogliamo raccontare una storia in tre anni».


UN'ALTRA RECENSIONE DI "13 GIORNI"

Il 27 dicembre 2020 sul suo blog "Che cosa sono le nuvole" (http://lucalorenzon.blogspot.com/),  Luca Lorenzon pubblica una recensione di "13 giorni" l'8° allbum della Nuova Stagione di Michel Vaillant (il 78° dell'intersa saga).

Che cosa sono le nuvole

lucalorenzon.blogspot.com

 

Michel Vaillant Nuova Serie 8: 13 giorni

di Luca Lorenzon


I tredici giorni del titolo sono quelli che ha a disposizione Michel Vaillant per prepararsi a partecipare al Gran Premio di Francia. Inizialmente riluttante, accetta l’invito di Cyril Abiteboul e così affronterà la gara coi colori della Renault. Le didascalie che scandiscono lo scorrere del tempo fanno montare la giusta tensione nel lettore che accompagna Michel nei suoi allenamenti sotto la supervisione di professionisti inaspettati (pare che un pilota di Formula 1 finisca in apnea più volte nel corso di una gara) e con strumentazioni quasi fantascientifiche a testimonianza dello scrupoloso lavoro di documentazione di Lapière e Graton junior. Oltre al lavoro per recuperare la forma, prendere confidenza con la nuova vettura e calibrarne i parametri Michel dovrà anche affrontare l’opinione pubblica e gestire un po’ di public relations. La narrazione procede spedita con qualche rarissimo (e gradito) tocco di ironia nei dialoghi e citando addirittura la preistoria di Michel Vaillant col suo passato di trombettista dilettante. Oltre a questo, sfilano una pletora di marchi realmente esistenti e di personalità del mondo reale (ho dovuto fare qualche ricerca su internet per capire chi fosse quel Cyril), motivo per cui all’inizio dell’episodio è stato messo un disclaimer a riguardo. Finché si arriva al Gran Premio, il momento più atteso dagli appassionati e quello più noioso per me. Il finale è decisamente buono; ovviamente la saga andrà ancora avanti (Michel deve riscattare il marchio Vaillante) ma siamo finalmente arrivati a un punto fermo. Stavolta ad accompagnare Benéteau, che si occupa dei dettagli tecnici e nello scorso numero anche delle figure umane, c’è Vincent Dutreuil. Non so come si siano divisi il lavoro, ma effettivamente la parte grafica è un po’ inferiore rispetto agli episodi precedenti. Sfogliando il volume non si nota, però certi dettagli anatomici non sono proprio correttissimi (alcuni mani e piedi sono talmente brutti che sembrano disegnati da Jack Kirby) ma questi rari difetti sono tutti concentrati nelle prime pagine. C’è però anche qualche problema per così dire “logico”, ovvero Michel lamenta inizialmente di non essere in forma ma il suo fisico non viene disegnato in maniera diversa prima e dopo gli allenamenti, così come le fattezze di alcuni personaggi, e dello stesso protagonista, non sempre sono uguali di vignetta in vignetta. Un tratto così netto e sintetico, senza tratteggi e sfumature, sarà poi sicuramente elegante e funzionale alla narrazione, ma impostando la griglia delle tavole su tre strisce le vignette a volte risultano un po’ vuote, anche se il buon lavoro del colorista Bruno Tatti le rende comunque esteticamente valide. Il tempo di prendere maggiore confidenza con formato e personaggio e non dubito che i due disegnatori sapranno ottenere risultati migliori, e comunque nel complesso la parte grafica di 13 Giorni non è male.







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