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HANNO SCRITTO...
Raccolta di
recensioni, critiche, articoli, e...tutto quello
che è stato scritto in Italia su Michel Vaillant, sul
suo creatore,
sugli attuali realizzatori e sulle nuove storie (comprese
quelle delle serie spinoff).
(pag. 4 di 6)
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LA VAILLANTE RITORNA A LE
MANS
Nel mese di giugno
2017 anche la stampa ed i siti italiani danno la
notizia della partecipazione della scuderia Rébellion alla
24 pore di Le Mans con i colori della Vaillante. Ecco
qualche esempio:
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Michel
Vaillant torna a Le Mans
Presentate le vetture del
team Vaillante Rebellion del mondiale Endurance,
con la livrea dedicata al mitico pilota dei
fumetti creato da Jean Graton.Le monoposto,
guidate da Nicolas Prost, Bruno Senna e Julien
Canal, correranno alla 24 ore di Le Mans, inserita
come terza tappa nel calendario del World
Endurance Championship.

24 Ore di Le Mans,
squalificata la Vaillante Rebellion
L'equipaggio
numero 13 perde il terzo posto assoluto ed il
secondo di classe (omissis). Giù dal podio
della 24 Ore di Le Mans 2017, così ha deciso
la direzione gara al termine delle verifiche
sulla Oreca-Gibson del team Vaillante
Rebellion. Squalificati per aver utilizzato, nel
finale di corsa, una carrozzeria diversa da quella
omologata; nello specifico, l'accusa è di
aver praticato un'apertura sul lato destro
della copertura del motore per accedere al
motorino di avviamento e poterlo resettare senza
dover passare dalla rimozione della copertura e
della carrozzeria del retrotreno (omissis)...
24
Ore di Le Mans 2017: Vaillante-Rébellion
squalificata,
sul podio sale la
Jackie Chan DC Racing
Colpo di scena alla 24
Ore di Le Mans 2017: la Vaillante Rebellion #13
è stata squalificata, perdendo cosi
perso il podio della famosa gara di durata
francese. L’equipaggio, formato da Nelson Piquet
JR, Mathias Beche e David Heinemeier Hansson aveva
concluso la corsa al terzo posto la 24
Ore di Le Mans, ma nei lunghi controlli post-gara
la vettura è stata esclusa dalla classifica
generale per aver utilizzato, nell’ultima parte,
una carrozzeria diversa da quella omologata. La
Vaillante Rebellion è stata infatti trovata con
un’apertura sul lato destro della copertura del
motore. Per
questo motivo la Direzione di Gara ha deciso di
punire il team e di estrometterlo dalla classifica
generale. Sul podio è salita cosi la seconda
Jackie Chan DC Racing di David Cheng, Tristan
Gommendy e Alex Brundle.
meccanici della Vaillante Rebellion sono stati
inoltre puniti per aver lavorato sulla loro
Oreca 07-Gibson in regime di parco chiuso. Ora
il team è intenzionato a fare ricorso in appello
contro questa decisione della Direzione di Gara,
ma sarà difficile per loro riuscire a
riconquistare il podio perso.Il report dei
commissari di gara parlano di un’apertura sulla
copertura del motore per lavorare sul motorino di
avviamento. Il team lo ha riassettato e questa
manovra non era autorizzata in quel modo. Un
errore che costa carissimo al team. Se la
Vaillante Rebellion si lecca le ferite per questa
disattenzione, non si può dire lo stesso per il
Jackie Chan DC Racing: il team cinese, già sul
podio di Le Mans con l’equipaggio composto da
Ho-Pin Tung, Thomas Laurent e Oliver Jarvis, si è
ritrovata anche la vettura #37 nella top-3. Per il
Jackie Chan DC Racing è arrivato cosi un doppio
podio inaspettato.Con la squalifica della
Vaillante Rebellion, cambia anche il podio di
classe della LMP2: L’ Alpine Signatech di Nelson
Panciatici- Pierre Ragues- Andrè Negrao è salita
al terzo posto alle spalle delle due Jackie Chan
DC Racing.
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QUATTRORUOTE E LA MOSTRA DI
FUMETTI DI MICHEL VAILLANT
Dall'1 settembre all'8 ottobre
il Museo del fumetto di Milano e la Fondazione Franco
Fossati organizzano un'esposizione di fumetti di Michel
Vaillant a Monza. Questo l'articolo pubblicato su
Quattroruote nel mese di agosto
2017.
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A Monza in
mostra i fumetti di Michel Vaillant
di
Francesca Galbiati
Ci sono piloti che hanno
provato a cimentarsi in più categorie, ma nessuno
è mai riuscito a eguagliare i successi di Michel
Vaillant, l’eroe dei fumetti dell’autore francese
Jean Graton. E proprio a Graton e alle sue opere è
dedicata la mostra “Michel Vaillant - da 60 anni
campione del volante”, che aprirà i battenti a
Monza, in concomitanza con l’88ª edizione del Gran
Premio d’Italia. Fino all'8 ottobre. Un progetto
che Luigi F. Bona, direttore del Museo del Fumetto
di Milano, i suoi collaboratori e la Fondazione
Franco Fossati avevano in mente da anni e che ora,
grazie alla collaborazione con il Comune di Monza,
trova la sua realizzazione presso la Sala
Espositiva dell’Urban Center del capoluogo
brianzolo (accanto alla stazione), dall’1
settembre all’8 ottobre 2017. “Da tempo volevamo
rendere omaggio all’opera di Jean Graton,
fumettista di grande spessore. Poterlo fare
nell’anno in cui il suo personaggio più famoso
compie 60 anni ci dà ancor più soddisfazione", ha
spiegato Bona. "Fin dai primi albi dedicati a
Vaillant e risalenti al 1957, l’autore non si è
limitato a narrare la storia di un pilota: ha
scavato a fondo nell’animo umano raccontando gli
umori dei protagonisti delle sue storie, i
problemi che vivono nel corso di ogni avventura.
Graton, il suo entourage e il figlio Philippe, a
cui Graton ha passato il testimone per la
realizzazione della 'nuova stagione', hanno sempre
raccontato nel dettaglio anche come sono state
realizzate le auto con cui Vaillant ha corso: sono
riusciti a far appassionare al mondo delle
competizioni persone che prima a fatica ne
volevano sentir parlare, e tutto tramite i loro
fumetti.”
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L’esposizione. La maggior
parte dei fascicoli che saranno esposti sarà
quindi dedicata alle gesta di Vaillant, ma ci sarà
spazio anche per diverse pubblicazioni di Graton
degli anni 50. Il materiale raccolto per
l’esposizione è principalmente nelle lingue
francese e fiamminga, e non potrebbe essere
altrimenti, visto che le storie del grande pilota
sono state inizialmente narrate sulle pagine della
rivista belga TinTin. Ma anche la città di Monza,
con la Villa Reale e il suo circuito, saranno al
centro dell’esposizione, considerato che Vaillant
ha più volte gareggiato sullo storico circuito
brianzolo. A fare da corollario alla mostra ci
saranno le creazioni uniche degli artisti di
BrianzaLUG: si tratta di alcuni esemplari delle
auto di Vaillant realizzate con i mattoncini di
lego. Gli eventi speciali. Alcuni di questi
modellini in lego motorizzati saranno al centro di
una speciale esibizione che avrà luogo, sempre
nella sede della mostra, il 17 settembre alle 16.
Per chi invece volesse approfondire la conoscenza
di Vaillant e del suo creatore Graton
l’appuntamento è per domenica 24 settembre alle
16: in quell’occasione, Bona accompagnerà i
visitatori in un tour esclusivo della mostra.
Michel Vaillant – da 60 anni campione del volante.
Urban Center, via Filippo Turati 6, Monza.
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LA RECENSIONE DI
"RIBELLIONE"
Nel mese di ottobre
2017 , sul sito Fuoiritraiettoria.com, troviamo
questa recensione di Marco Di Geronimo.
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Vaillante alla
riscossa: la recensione di “Ribellione”,
sesto numero del nuovo Michel Vaillant!
di
Marco Di Geronimo
Ribellione, il sesto albo della saga di
Michel Vaillant, riporta la serie ad alti
livelli. Dopo Rinascita,
numero di passaggio ambientato in Formula E, il
fumetto francese ritorna ad avere una trama
adrenalinica e dei personaggi convincenti. L’atmosfera,
che ricorda il riuscitissimo Collasso,
riporta il lettore nel clima da serie TV che la
nuova stagione vuole dare alla nuova serie della
saga La vicenda si apre con la
morte di Jean-Pierre Vaillante. Il
fratello di Michel, eterno dirigente e ingegnere
del marchio Vaillante, aveva tentato il suicidio
in Collasso dopo la scalata di
Dasz all’azienda di famiglia. Lottava ancora tra
la vita e la morte in Rinascita: ma
Ribellione si
apre con il suo funerale. E proprio da
questo scenario (arricchito dalla presenza di
personaggi importanti del motorsport, come Lewis
Hamilton, Jacky Ickx e Bernie Ecclestone) parte la
vicenda. Nemmeno in questo numero parte
la battaglia legale e personale con Ethan Dasz:
ma il manager non può dormire sonni tranquilli.
Nelle primissime pagine un agguerritissimo Henri
Vaillant, distrutto dalla morte del figlio,
dichiara guerra al rivale di fronte alla moglie
Elisabeth. Eppure il grande assente
in questa storia è proprio il vecchio Henri, che
invece di riprendere il timone della piccola
squadra corse lascia alla nuora e ai nipoti ogni
incombenza. D’altro canto l’assenza
dell’ingombrante papà Vaillant ha permesso a
Graton e Lapière di sviluppare meglio i rapporti
tra i personaggi. Emerge molto
bene la crisi interiore di
Jean-Michel, che deve sobbarcarsi
una madre distrutta dalla morte del marito e non
riesce a ritagliarsi un ruolo all’interno della
squadra Vaillante. Di converso si afferma, con la
sua storica personalità combattiva, Agnes
(n.d.w.: lapsus del recensore, intendeva
Françoise), la moglie di Michel: al
punto che sembra essere lei la vera direttrice
sportiva della nuova squadra Vaillante.La
Vaillante infatti si sta preparando per correre
la 24 ore di Le Mans con una LMP1,equipaggiata
del nuovo sistema di sospensioni sviluppato da
Patrick, il figlio di Michel. La messa a punto è
molto complicata e la vicenda subisce una vera
svolta quando un ispettore svizzero
apre un’indagine su Michel, credendo
che abbia spinto lui Jean-Pierre fuori strada.
Aggiungiamoci che al posto di Steve Warson entra
in scena una giovane e stravagante pilota, Elsa
Tainmont, e si può ben dire che la
trama dell’albo è solidissima. I disegni (affidati
a Marc Bourgne e Benjamin Benéteau)
sono come al solito una garanzia. Bourgne guadagna
sempre più terreno nel dare
espressività ai volti, ed è riuscito
a costruire un fascino sempre
maggiore attorno alla figura di Patrick Vaillant.
Da notare le onomatopee molto discrete ma al tempo
stesso efficaci (come il campanello a cavallo
delle ultime due vignette a pagina 24). Le
scene in pista sono disegnate con maestria e
dovizia di particolari, dense di dinamismo.
Proprio su questo punto emerge la differenza tra i
due autori: Benéteau non disdegna le linee
dinamiche, mentre Bourgne sembra
esserne intollerante. Il risultato
è che a volte ci sono vignette troppo rigide e
immobili (la penultima di pagina 40, col PC
perfettamente in sospeso). Ancora una volta ottimo
il lavoro di colorazione svolto da Christian
Lerolle (qualcuno scriva il suo
nome in copertina!). Il colorista sa dare il
giusto spessore ai volti e alle automobili,
sceglie ottime soluzioni di chiaroscuro ed è stato
molto bravo, in un albo ambientato in gran parte
al buio, a sfumare le atmosfere (le
ultime tre vignette di pagina 25 sotto luce verde
danno verosimiglianza alla scena ed esaltano la
condizione emotiva di Jean-Michel). Suggestiva
la colorazione notturna delle vignette di Le
Mans (pagine 34 e 36), anche se ha
dimenticato di ingiallire i fari delle GT (4^
vignetta a pag. 47 e ultima vignetta a pag.
48). Spettacolare l’incidente di
pagina 47, messo in risalto
dall’esplosione di colore giallo e rosso. Unica
pecca, le nuvolette di condensa a inizio albo (pagg.
9-13) che, a parte nella quarta vignetta di pag.
13, non sono state rese nel migliore dei modi –
non che la soluzione grafica aiutasse…Chi scrive
ha letto l’albo in francese, ma
l’edizione italiana è stata curata dal buon
Gianfranco Castellana ed è edita da Nona Arte. Castellana
è il curatore del fansite
italiano dedicato a Michel Vaillant e
ha già tradotto – con fedeltà e stile – parecchi
numeri precedenti per la Casa editrice italiana.
L’etichetta Nona Arte, dal 1° luglio di quest’anno
parte dell’Editoriale Cosmo, ha già
ristampato 15 volumi cartonati di Michel
Vaillant e ha collaborato con la
Gazzetta dello Sport per la riedizione di tutti
gli albi della prima e della seconda serie. In
ogni caso, questo nuovo numero del
fumetto più veloce del mondo è davvero
imperdibile. È un mix di thriller,
sport e tecnica (abbondano le spiegazioni
dei personaggi che non deluderanno gli
appassionati più curiosi della serie)
che non può disattendere le aspettative di
qualsiasi tifoso del mondo motoristico. Vale
tutti i €16,90 del prezzo d’acquisto e
siamo sicuri che vi piacerà.
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UNA
VAILLANTE A MACAO
Nel mese di novembre 2017,
alcuni siti italiani danno la notizia della partecipazione
di una "Vaillante" al G.P. di Formula 3 di Macao, la corsa
apparsa nel 43° album della saga.
Ecco l'articolo apparso su
Motorsport.com:
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Sacha
Fenestraz correrà a Macao con la livrea del team
Vaillante
di Benjamin
Vinel
Il franco argentino,
campione 2017 in Eurocup Formula Renault 2.0,
affronterà il classico appuntamento di fine
stagione tra le fila della Carlin e per
l'occasione la sua vettura vestirà gli iconici
colori del team Vaillante. Dopo aver conquistato
lo scorso fine settimana il titolo nella Formula
Renault Eurocup 2.0, Sacha Fenestraz potrà
dedicarsi alla preparazione del weekend di Macao
che affronterà al volante di una monoposto delle
cinque vetture che il team Carlin schiererà dal 16
al 19 novembre. Il franco argentino, già
annunciato da tempo tra i piloti della scuderia
inglese al fianco di Lando Norris, Jehan Daruvala,
Ferdinand Hasburg e Devlin DeFrancesco, ha svelato
oggi sui propri canali social la livrea che
vestirà la propria vettura. La monoposto numero 5
sarà facilmente riconoscibile in pista grazie alla
colorazione dell'iconico team Vaillante che
tornerà così tra le strade di Macao dopo
un'assenza di 34 anni. Per Fenestraz si tratta di
un ritorno alla guida di una Dallara di Formula 3
dopo il positivo esordio avvenuto quest'anno nella
serie europea in occasione dell'appuntamento del
Nurburgring.
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... ed ecco quello pubblicato
sul sito Italiaracing.net :
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Fenestraz a Macao in
livrea Vaillante, il team dei fumetti di
Michel Vaillant di Jacopo
Rubino
Michel
Vaillant torna a Macao, o quasi. Sacha
Fenestraz, fresco vincitore della Eurocup
Formula Renault, sarà infatti al via del mitico
Gran Premio di F3 portando in pista i colori
della scuderia Vaillante sulla sua
Dallara-Volkswagen gestita (nella realtà...) dal
team Carlin. Una livrea inconfondibile, quella
legata al celebre eroe dei fumetti, nel 1983
protagonista di un episodio ambientato proprio
nell'ex colonia portoghese: nello stesso anno in
cui Ayrton Senna vinceva la prima edizione della
gara di Formula 3, il team Vaillante era
impegnato nell'ennesima sfida contro gli eterni
rivali della Leader. Per l'universo da corsa
creato nel 1958 da Jean Graton, ora nelle mani
del figlio Philippe, si tratta di una iniziativa
simile alla partnership con Rebellion Racing nel
Mondiale Endurance o a quella, del 2012, che
vide la "trasformazione" di Alain Menu in un
Michel Vaillant in carne e ossa per la tappa del
WTCC a Portimao. In quell'occasione, l'esperto
svizzero si tinse addirittura i capelli di nero.
Quanto agli aspetti agonistici, il
franco-argentino Fenestraz ha così commentato
quello che sarà il suo debutto nella classica
d'Oriente: "Correre a Macao è un sogno che
condividono tutti i piloti di monoposto, per me
sarà il ponte verso il 2018. Ho già guidato la
vettura del team Carlin in prove private e
nell'appuntamento del FIA F3 al Nurburgring, mi
è piaciuta molto". Nella prossima stagione
Fenestraz sarà membro della Renault Sport
Academy, avendo conquistato il trono nel
monomarca della casa francese.
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MICHEL E LA DAKAR
Nel mese di
dicembre 2017 Marco Di Geronimo scrive un
articolo per il sito sul sito www.fuoritraiettoria.com
descrivendo le avventure di Michel Vaillant alla
Parigi-Dakar.
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Dakar
a fumetti: i due albi mozzafiato di Michel
Vaillant nelle sabbie del rally raid
di
Marco Di Geronimo
Le
gomme che frusciano sulla sabbia, il caldo
che annebbia la mente dei piloti. La Parigi-Dakar
ha sempre trasudato fascino, anche quando
si svolgeva sul Teneré nel continente
africano. Centinaia di
equipaggi che si inseguivano a distanza,
collegati l’un l’altro dal verdetto del
cronometro. Una delle
gare più difficili del mondo, in uno
scenario denso di fascino.
Carlo Ferraro vi ha già raccontato come è
nata questa meravigliosa. Nei prossimi
giorni ci penserà Michele
Nicolini a
svelarvi
i suoi segreti e prepararvi alla prossima
edizione. Chi scrive vuole invece occuparsi
di due opere d’arte che ruotano attorno a
questo rally raid. Michel
Vaillant ha corso nel deserto africano nel
1982 e nel 2000,
sulle pagine di Parigi-Dakar! e Cairo!,
gli albi numero 41 e 63 della serie omonima.
Sono due volumi avvincenti, che catapultano
il lettore nelle carovane di quegli anni e
gli fanno respirare l’atmosfera di sabbia e
benzina tipica di quelle edizioni della
corsa. Jean Graton,
il papà del fumetto automobilistico e del
pilota di carta più veloce del mondo, a inizio anni
Ottanta è giunto a una svolta.
I suoi rapporti con le Case editrici
si sono logorati nel corso del tempo, e
ormai ha deciso di fare il grande passo:
mettersi in proprio. Supportato dal figlio
Philippe, mette su il marchio Graton
Editeur. Lavorare
da
solo ha però degli svantaggi: deve
sacrificare la seconda collana da lui
fondata, quella della motociclista Julie
Wood. Thierry Sabine,
rallista e fondatore della Dakar, sta
cercando un modo per promuovere la quarta
edizione della corsa. Ha un’idea e conta sul
suo entusiasmo per realizzarla: convincere
Graton ad ambientarvi un fumetto Vaillant. Sabine
era
lui stesso cresciuto a pane e Vaillant,
quindi è davvero galvanizzato dall’idea che
il suo idolo Michel partecipi al rally raid.
Detto, fatto: Philippe
Graton (aspirante fotografo) viene spedito
per un reportage a seguire il rally, Jean
Graton
prende contatti con l’amico Jacky Ickx (che
vi
corre in auto) e col motociclista Martine de
Cortanze.
In più, la corsa africana offre un’occasione
ghiotta: unisce moto e auto. Quindi, accanto
a un improvvisato equipaggio Vaillant-Warson
su una Range Rover, sbarca sulla
collana principale anche Julie Wood, alla
guida di una Yamaha. L’albo
anni
Ottanta è contraddistinto dai disegni maturi
di Jean Graton. Incentrato
sul difficile rally di Julie, tormentata
dagli
scagnozzi del rivale Sam Collo, l’albo si
dipana per gli scenari tipici del continente
nero e sui percorsi improvvisati che
caratterizzavano le prime edizioni del Rally
Raid. È un numero
crudo, teso, in cui colpi di scena
drammatici si intrecciano in una trama a
tratti angosciante e più adulta della
media. Ed
è
proprio in questo crescendo che si tesse il
filo che unirà sempre di più Steve Warson e
Julie Wood… Cairo! invece
è stato sceneggiato da Philippe Graton,
quasi vent’anni dopo. La
corsa
non fa più tappa a Parigi, e il circuito di
quell’anno collega Dakar alla capitale
egizia, passando per il deserto. Costruito
attorno alla rivalità Vaillante-Texas
Drivers, c’è molto più spazio per i
dettagli tecnici e i retroscena della
gara. Fanno
capolino
un intrigo ordito da una televisione
americana e il difficile ponte-aereo tra
Niger e Libia (realmente avvenuto per
questioni geopolitiche nell’edizione di
quell’anno). Anche se la qualità dei disegni
di quel periodo era inferiore rispetto alla
media della serie (n.d.w.:
ricordiamo che non sono più opera del
maestro Jean Graton)
segnaliamo
che l’albo rappresenta comunque uno
scorcio realistico del rally odierno,
benché all’epoca si corresse ancora in
Africa. Speriamo
che
tutti i nostri lettori possano appassionarsi
a una delle corse più audaci del mondo,
seguendola assieme a noi nei nostri prossimi
speciali di gennaio. Una prima
occasione per accendere la curiosità può
essere proprio la lettura di questi due
squisiti albi a firma Graton…
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MICHEL E LA VERSATILITA'
Nel mese di
gennaio 2018 , sul sito di Autosprint viene
pubblicato un articolo sul ritorno, da parte di qualche
pilota, alla partecipazione contemporanea a diverse
categorie dell'automobilismo. Il ritorno ad una a
versatilità che, un tempo, era la regola. Ecco l'articolo
dove viene citato, naturalmente, il "re" di questa
versatilità e di questo concetto di "pilota completo": il
nostro Michel Vaillant.
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Nando,
Lando, Loeb e la lode alla versatilità
Dalla
Dakar alle prove di Daytona, sono tanti i
segnali che sta tornando in auge il pilota
eclettico
e aperto alle varie discipline del
Motorsport
(di
Mario Donnini)
Se c’è una bella chiave con la
quale aprire la serratura ben oliata di questo
2018, è il messaggio di sportiva
versatilità che arriva dalla Dakar,
fino a lambire le prove di preparazione alla
prossima edizione della 24
Ore di Daytona. A voler trovare un filo
rosso comune che unisce sul piano dei valori i due
momenti rombanti, esso è riassumibile con una
parola dal fascino antico e quasi desueto: eclettismo.
L’eclettismo di piloti
senza età e dalla passione senza confini come,
per citarne due su tutti, Seb
Loeb e Carlos Sainz Sr, che dalla
carriera più non potrebbero chiedere, eppure
continuano a inseguire la sfida tra mappe, sabbie
e saltoni, all’interno di vicende agonistiche
personali che sconfinano nella legenda. Eppure la
disciplina e la classica diversa dal loro storico
punto di specializzazione esercitano un appeal non
rimandabile, con Loeb, in particolare, che sta
sempre più dimostrando d’essere l’uomo ovunque.
Capace d’eccellere o comunque di provare
praticamente in tutte le discipline
dell’automobilismo da corsa, senza escludere la
F.1 dalla quale, presumibilmente, ai tempi dei
test con Toro Rosso, non è stato corteggiato e
invitato con abbastanza entuasiasmo, sennò chissà.
Ma qui ciò che conta è sottolineare proprio che
quest’anno nuovo parte con un
bel segnale che coinvolge anche Daytona,
dove nei test hanno girato insieme al vecchio Fernando
Alonso anche due
giovani virgulti quali il già lanciato Lance
Stroll e l’astro
nascente Lando Norris. Stupendi anche i
risvolti che emergono da queste presenze: da una
parte il vecchio campione della F.1 sempre più
innamorato di classicissime da mettere nel suo
palmarés - stavolta sarà difficile davvero, perché
la sua Ligier non va quanto le Cadillac favorite -,
, ma anche rapito dal richiamo di esperienze
diverse e meno asettiche da quella del Circus,
ormai più remunerativa che saporita. Quanto
a Stroll e Norris, bravi davvero. Il
canadese della Williams ha già saggiato la 24 Ore
statunitense e la considera una specie di utile
sgambatura invernale, mentre il britannico baby
tester del giro McLaren non snobba l’endurance e
ci si tuffa perché tutto fa brodo, all’interno di
una bella carriera in divenire. Già, i ricchi ma
tutt’altro che viziati Stroll e Norris. Anche due
all’opposto di Loeb, Sainz padre e Alonso. I
vecchi e i giovani uniti in questo inizio 2018 a
ricordarci che il fascino vero dell’automobilismo
sta anche nel saperlo affrontare e gustare tutto,
dai rally ai raid, alla F.1, passando per i
deserti, l’endurance e i prototipi. Come si
pensava e come si faceva un tempo. Quando,
giustamente, un campione era un uomo capace e
chiamato a vincere ovunque e a correre ogni
domenica. Certo,
forse i tempi eroici di Vic Elford,
capace di vincere in un breve lasso di tempo rally
internazionali, classiche endurance e di fare la
sua dignitosa figura nei Gp, non
torneranno mai più, eppure lo stupendo
bengala nel cielo che stanno lanciando vecchi e
giovani talenti in questo presente, ha un che di
poetico, nostalgico e coraggioso. E
ci ricorda l’importanza e la nobiltà del pilota
alla Michel Vaillant, l’asso dei fumetti che in
realtà era l’emblema di un automobilismo a 360°
che nei decenni d’oro ha rappresentato il fiore
all’occhiello per i campioni più amati, quelli
in carne e ossa. Con
Graham Hill su tutti, re dalla triplice corona.
Sì, un secolo fa. Eppure certi istinti
meravigliosi si stanno sempre più svegliando. La
tirannia dell’idea che il pilota di F.1 debba fare
solo il pilota di F.1, per giunta tirandosela mica
poco, fortunatamente sta sempre più incrinandosi.
E vedere Lance, Nando e Lando inseguire le
Cadillac a Daytona come
se non ci fosse un domani, è un gran
bel modo per dare inizio a questa intensa, nuova
stagione di Motorsport.
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IL DOCUMENTARIO DELLA
VAILLANTE-REBELLION A LE MANS 2017
Il
22 novembre 2018 , anche il sito afNews.info
pubblica
la notizia dell'uscita del documentario "Michel Vaillant - Le
réve du Mans".
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Michel Vaillant – Le
rêve du Mans, documentario sul fumetto di Jean
Graton
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Jean
Graton ha creato nel 1957, per la rivista
Tintin, il personaggio di Michel Vaillant,
pilota francese che guida le macchine della
squadra di famiglia, la Vaillant (ndw: Vaillante). A
decenni di distanza, la serie è ancora viva e
vitale e, addirittura, ora ci sono due vere
macchine Vaillante, create per portare il fumetto nella
realtà. Alla partenza della 85ma edizione della
24 ore di Le Mans due Vaillante Rebellion, nel 2017,
erano allineate e hanno cercato la vittoria.
Questo documentario, Michel Vaillant –
Il sogno di Le Mans, realizzato
da Frédéric de Brabant, racconta questa
storia decisamente fuori dall’ordinario.
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UNA RECENSIONE DI "MACAO"
Il 24
gennaio 2019 , sul suo blog "Che cosa sono le nuvole" (http://lucalorenzon.blogspot.com/), Luca Lorenzon pubblica una
recensione di "Macao", il 7° album della Nuova Stagione di
Michel Vaillant (il 77° dell'intersa saga).
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Che
cosa sono le nuvole
lucalorenzon.blogspot.com
Michel Vaillant Nuova
Stagione 7 : Macao
di Luca Lorenzon
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Con questo settimo episodio la saga di
Michel Vaillant in versione Ultimate arriva
finalmente a un punto fermo, anche se
probabilmente è solo un pit-stop temporaneo in
attesa di riprendere la lunga, lunghissima
corsa. Lo scorso episodio era concluso con il
protagonista prossimo a visitare le patrie
galere, ma già a pagina 14 la sua permanenza
nelle carceri francesi si conclude, grazie a un
accordo segreto tra suo figlio e il nipote che
lo aveva incastrato. La rinata Vaillante può
quindi tentare l'assalto al gran premio di
formula 3 di Macao, in cui non mancheranno
momenti emozionanti. Nel frattempo Patrick
Vaillant abbandona l'industria di famiglia per
seguire le sue ambizioni ingenieristiche (in
realtà come parte dell'accordo col cugino),
Steve Warson viene eletto senatore del Texas
ricorrendo a strategie politiche che lo
ripugnano e soprattutto Evelyne è esasperata da
Ethan Dasz e torna dalla parte dei Vaillant
anche se non proprio mossa da intenti
cristallini. Ecco, la figura di Evelyne è
paradigmatica di questa Nuova Stagione di Michel
Vaillant: è un personaggio chiave, ma io
manco la ricordavo. Se i Graton vogliono
impostare questa incarnazione del
loro eroe come una serie televisiva dai ritmi
frenetici e coi finali sospesi tra un episodio e
l'altro, dovrebbero intensificarne la produzione
e non limitarsi a un volume all'anno.
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Mi rendo conto
che mantenere alta la qualità sarebbe difficile,
ma con tutti questi personaggi e gli avvenimenti
che si susseguono io perdo il filo. La Nuova
Stagione si conferma comunque un ottimo
prodotto, molto curato e appassionante. In Macao non
mancano rivelazioni, sottotrame e sequenze
mozzafiato, e soprattutto un finale in cui si
intravede una risoluzione per la vicenda
portante – e arrivati al settimo episodio era
anche ora. I testi sono sempre realizzati da
Philippe Graton e Denis Lapiére, mentre stavolta
ai disegni c'è il solo Benéteau (con Christian
Lerolle ai colori) che in precedenza si occupava
delle parti tecniche delle tavole. Nelle prime
pagine deve ancora prendere un po' di confidenza
con le fisionomie dei protagonisti, e qualche
rara volta le proporzioni anatomiche gli fanno
difetto, ma il risultato è veramente molto
buono. Ha saputo fare suo il tratto sintetico di
Bourgne, riprendendone l'eleganza e soprattutto
l'efficacia: Benéteau ha uno spiccato senso
della regia e della costruzione della tavola,
inoltre i suoi personaggi sono molto espressivi
senza mai fare le boccacce. Buona come sempre
l'edizione Nona Arte, anche se la mia copia
presenta qualche fuori registro.
|
UN'ALTRA
RECENSIONE DI "MACAO"
Il
24 gennaio 2019 , sul sito
Fuoiritraiettoria.com, troviamo questa attenta recensione
dell'album "Macao" scritta da Marco Di Geronimo.
|

Michel Vaillant a Macao tra
inseguimenti e giovani rampanti
di Marco Di Geronimo
Una giovane
pilota è coinvolta in un incidente
spaventoso a Macao ma per
fortuna non subisce tragiche
conseguenze. No,
non è Sophia Floersch e
questo non è un articolo in ritardo di un
annetto. È un frammento di Macao,
il numero #7 della nuova serie di Michel
Vaillant. Perché è tempo di dare
un’occhiata a uno dei nuovi episodi del
fumetto franco-belga. Senza rovinarsi la
sorpresa.
Il nuovo albo di Michel Vaillant ruota attorno
all’omonimo GP
di Formula 3. La Vaillante ha
intenzione di tornare
in F1. Ma il percorso è in salita e
bisogna addestrare la nuova seconda pilota di
Michel, Elsa
Tainmont, che è ancora a
digiuno di monoposto. E così ecco iscritte
due F3 alla Fia F3 World Cup, con
l’obiettivo di centrare un buon risultato.
Mentre i motori tornano a ringhiare però si
consumano due colpi di scena. Un
confronto aspro tra i cugini Patrick e
Jean-Michel, e un tradimento che riapre
i giochi nella battaglia
legale per la riconquista della Vaillante…
Macao è
uscito a gennaio di quest’anno. Un po’ in
ritardo, è vero. Forse ne è causa Marc
Bourgne,
l’ormai ex disegnatore della nuova
serie di Michel Vaillant. La matita francese ha
abbandonatoil progetto (per contrasti con
Philippe Graton): al suo posto c’è Benjamin
Benéteau, che si è occupato a lungo
degli scenari e delle automobili negli albi
passati. E dopo qualche mese di attesa la serie
si è subito rimessa in pari: in
Francia è già uscito il nuovo numero,
intitolato 13
Jours (in Italia si
attende la traduzione di Nona Arte).
Il cambio della guardia
alle matite è la
novità più evidente del nuovo
albo. Benéteau cerca di rispettare lo stile che
ha contraddistinto la nuova edizione
di Michel Vaillant. Le linee
dinamiche che accompagnano i gesti
dei personaggi sono poche (ma non del tutto
assenti). E in diversi casi i personaggi
continuano a parlare a bocca chiusa.
Bisogna anche abituarsi
al nuovo
volto che Benéteau dà ai
personaggi di casa Graton. Michel
è più giovanile che negli albi
precedenti e assomiglia alla
vecchia scuola Graton, anche se è
evidente un’oscillazione tra il
Vaillant di Bourgne (terza vignetta, p.1; p.9) e
quello originale (penultima, p.38;
terzultima, p.47; terza, p.50; penultima, p.54).
Serve ancora un po’ di tempo per la nascita
del Vaillant
di Benéteau. Ma sappiamo aspettare.
D’altronde anche altri personaggi hanno bisogno
di qualche correzione (Patrick e Jean-Michel su
tutti).
I
disegni restano gradevoli. Si
susseguono piccoli ma suggestivi scorci degli
esterni (il carcere a sud di Parigi, la guglia
della cattedrale di Notre Dame,
gli skyline di Macao, le vedute del
tracciato). Benéteau
è molto efficace nel sottolineare il traffico
asfissiante sulla pista di Macao: lo
testimoniano le pagine traboccanti di macchine
da corsa (p.28, 40), collegate da un lungo
inseguimento scandito da griglie piene di
dialoghi e vignette. Il
lettore sente l’ansia traspirare dalle tante
informazioni nelle vignette minuscole (p.e.
il messaggio a Michel nella quartultima di
p.34), separate daillustrazioni più ampie che
provano a esasperare il ritmo. Anche gli
sceneggiatori tentano di acuire l’incertezza del
lettore con un pendolo
continuo tra il circuito e l’inseguimento.
E l’azione si scalda in contemporanea sulla
pista e per le vie di Macao. Conscio del carico
di ogni vignetta, Benéteau prova ad alleggerire
tagliando i contorni qua e là (p. 45, 47, 49,
51). Poi nelle ultime pagine la griglia si meno
opprimente e c’è lo spazio per una pagina quasi
muta ma commovente, in cui poche azioni
tratteggiano l’incontro
tanto atteso tra Michel e il padre Henri.
In realtà Macao pare
più un albo
di passaggio. Forse il vizio della
nuova serie è che succede
sempre troppo e troppo in fretta.
Il #7 è un numero orfano di quelle grandi
tavole in cui si regalano spettacolari voli
d’uccello al lettore. Ma in generale è
il pathos a non essere all’altezza
delle aspettative. Graton
jr e Lapière, gli sceneggiatori della
nuova stagione, erano stati capaci di crearne
molto di più in Collasso.
Tutta la sequenza dell’inseguimento
in Macao invece appare ridondante. È
una citazione a Racing
Show, il numero #46 della vecchia
stagione uscito nel 1985. Eppure le strade di
Bruxelles scaldano di più di quelle
dell’ex colonia portoghese.
Altre scelte narrative si
possono contestare. La
sotto-trama di Steve Warson candidato non
serve a granché… (e fra l’altro le
elezioni in America si tengono il martedì e non
la domenica). Anche lo scontro tra Patrick
e Jean-Michel poteva avere
tutt’altro peso all’interno della vicenda, e
invece sembra un po’ trascurato. D’accordo,
i perché stavolta
sono tanti e forse dobbiamo accontentarci della
risposta che ne sapremo di più in futuro. Resta efficace la
regia silenziosa,
tipica dei primi numeri. Si sente la mancanza
delle didascalie di JeanGraton, ma sopperiscono
le telecronache e i consigli di Michel ai
giovani piloti (p. 22).
Ma
un po’ d’amaro in bocca resta.
Soprattutto perché aver messo tanta carne a
cuocere ha probabilmente spezzato l’identità di
alcune tavole. L’ultima comincia con una
vignetta contenuta nella penultima. A sua volta
la penultima cominciacon l’ultima vignetta della
terzultima. Non
si vuole criticare per criticare: dopotutto
il numero deve essere cresciuto in un momento
difficile. Il
debito col futuro però è alto.
Anche stavolta fa un buon
lavoro Christian
Lerolle, colorista della nuova fase di
Michel Vaillant. Molto belle le tavole iniziali,
che scurisce
gradualmente dal bianco del
carcere al nero della notte con Jean-Pierre,
fino all’esplosione
di rosso di pagina 6 e al drastico cambio di
luce notte/giorno di pagina 7. La
griglia e l’ambientazione impongono il dominio
dei colori scuri. Quando Lerolle è libero di
attingere alla tavolozza, è però capace di
regalarci vere e proprie boccate d’ossigeno
(come lo scorcio
della Cattedrale San Paolo, bel gioco
di squadra tra sceneggiatori, disegnatore e
colorista).Indovinato anche il contraltare a
pagina 42 tra il bianco-blu e il verde intenso
della F3 di Alex
Shearer (pilota immaginario che
con ogni evenienza sarà l’antagonista del nuovo
corso). In quest’albo Lerolle ha preferito
evidenziare i momenti più intensi in giallo anziché
in rosso come in Collasso:
una scelta azzeccata (pp. 44, 45, 49),
considerato che Michel indossa la sua polo
rossa. A Macao tanti cameo:
a cominciare da Sacha
Fenestraz. Il giovane pilota francese è
il compagno di squadra di Elsa Tainmont sulle
strade dell’ex colonia portoghese, alla
guida della Vaillante
n.11. Oltre a lui troviamo citati Callum Ilott e Lando Norris,
e parecchi altri giovani piloti nella classifica
di pagina 24 (tra i quali spicca pure Mick Schumacher in
9^ posizione). Compaiono pure Teddy
Yip Junior, manager del Theodore Racing (n.d.w.:
...figlio del manager. E' stato il padre,
Theodor “Teddy” Wip, ad aver fondato e gestito
la scuderia, che ha corso in F1 dal 1978 al
1983.) (come
segnala Giancarlo Castellana,
(n.d.w.:
Gianfranco ...perdoniamo la leggera “svista”
dell'amico Marco) da anni traduttore e
curatore delle edizioni italiane di Michel
Vaillant e suo fan numero uno nel Belpaese,
come testimoniano le sue Pagine dei Fan
Italiani). Per tacere del fatto
che Steve Warson dà battaglia nientemeno che
a Ted Cruz,
il navigato senatore texano che sfidò Trump alle
primarie del 2016, in una sorta di replica del
duello all’ultimo voto che a novembre scorso
l’oppose a Beto O’Rourke.
Insomma, non vogliamo stroncare Macao,
che resta un bel numero. Ci si aspettava un po’
di più. E a maggior ragione ci si aspetta di più
da 13
Jours, in cui finalmente, dopo anni e
anni di attesa, Michel
Vaillant ritorna in Formula 1. Ma
attenzione, signore e signori. Alla
guida di una Renault! E al fianco
di Daniel Ricciardo…
Nel frattempo potete
comprare Macao cliccando QUI (oppure
in lingua originale QUI oppure QUI).
|
UNA BREVE
PRESENTAZIONE DI MICHEL VAILLANT
L' 11
ottobre 2019 sul sito motori.quotidiano.net, in un articolo che
parla di cartoni animati ed automobilismo, viene citato, a
dire il vero in modo un po' "frettoloso", Michel
Vaillant.
|

Cartoni
animati e automobilismo: tutti i personaggi
protagonisti
…....omissis
Michel
Vaillant
Tuttavia,
prima che "Cars" alzasse l’asticella di
cartoni animati e automobilismo, ci sono
stati alcuni esempi ugualmente eclatanti. I
ragazzi delle nuove generazioni per esempio
difficilmente avranno sentito parlare di Michel
Vaillant: era un personaggio nato
dalla penna di Jean Graton nel 1957.
Il
personaggio, estremamente umano e sofferto,
capace anche perdere pesantemente e di
riprendersi da devastanti incidenti (n.d.w.:
?) piacque
a tal punto che fu pubblicato in tutta
Europa (n.d.w.: ... in quasi
tutto il mondo: Russia, Cina, Tailandia
compresi. ad esempio...) (anche in Italia, sul
Corriere dei Ragazzi) (n.d.w.: ben prima di
approdare sul Corriere dei Piccoli / Corriere
dei Ragazzi Michel Vaillant è stato
pubblicato, dal 1963 al 1968, sui Classici
dell'Audacia di Mondadori...) per diventare poi un
cartone animato e un film.
Vaillant
era un personaggio di grande spessore
narrativo, non solo una macchietta televisiva.
….omissis
|
La "ROSA" PARLA DEI FILM SULLE CORSE TRA I
QUALI "ADRENALINA BLU"
Il
4 aprile 2020 sul sito della Gazzetta dello Sport vengono
elencati (e brevemente commentati) un paio di dozzine di
film dedicati alle corse automobilistiche. Tra questi c'è
anche "Adrenalina blu - la leggenda di Michel Vaillant".
|

La
bandiera a scacchi al cinema: i
migliori film sulle corse
In
tempi di isolamento quali sono i
migliori film che un appassionato
di motori
e
macchine da corsa può guardare ?
Ecco una lista aggiornata.
di Claudio Giudice
Il
cinema di per sé è un controsenso: oggi
come ai suoi albori, si tratta ancora di
singole immagini statiche che, riprodotte
velocemente in sequenza, creano il
movimento. L’esatto contrario di
un’automobile, l’emblema del dinamismo,
una sinfonia di tanti elementi diversi che
insieme regalano quell’emozione unica che
è la guida. Eppure il cinema, pur senza
mai interessarsi veramente a fondo al
mondo dei motori, ha da sempre prodotto
numerosi film su questo tema o che vi si
appoggiano. Alcuni sono sulle corse in
auto, le quali soprattutto negli ultimi
anni hanno ricevuto attenzioni dai
riflettori più importanti, altri
semplicemente raccontano le storie di
realtà che gravitano nel vasto mondo delle
quattro ruote. Proponiamo una lista dei
migliori a tema motorsport; ognuno
racconta uno spaccato del mondo delle
corse nel modo unico e speciale cui deve
la propria fama.
1.
Grand Prix (1966)...omissis. 2. Indianapolis, pista infernale
(1969)....omissis.
3. La 24 Ore di Le Mans (1971)...omissis. 4. Giorni di tuono
(1990)...omissis.
5.Driven
(2001)….omissis.
6. Adrenalina
blu - la leggenda di michel vaillant
(2003)
La trama è molto lineare:
ci sono loro, i celebri Vaillant del
fumetto Michel Vaillant, la famiglia
da corsa francese che da decenni
domina sulle corse di tutto il mondo
libero, e ci sono gli arcinemici del
team Leader, agguerriti e altrettanto
veloci. L’obiettivo finale è Le Mans,
ma la storia parte da lontano, prima
sui ghiacci di un rally artico (i
Vaillant fanno tutto), dove i francesi
fanno uno scherzo al loro avversario
Bob Cramer, poi sui tornanti del rally
Cinque Colli, dove a causa del
sabotaggio della vettura operato per
vendetta da Cramer, il secondo
equipaggio del team francese muore
bruciato. Nel mentre fa il ritorno per
la 24h dopo tanti anni proprio il team
Leader guidato dalla figlia del
defunto Mr. Wong, Ruth. Rapimenti,
giri veloci e belle macchine,
Adrenalina blu non è un capolavoro, né
ha la pretesa di esserlo. Tuttavia
trama semplice, messaggio positivo e
motorsport lo rendono più che
piacevole. Dal punto di vista delle
corse, il buono è che se ne vedono di
diverse e le riprese non sono così
poco realistiche (a parte il giro di
pista su Zonda a occhi chiusi). Per la
parte della 24h sono state usate una
Lola B98/10 e una Panoz Lmp1 Roadster
S rimarchiate, entrambe iscritte alla
gara e gestite dal team Dams, per il
rally delle 206 Wrc con carrozzerie
modificate e come “ammiraglia”
un’ancora sconosciuta Pagani Zonda
rimarchiata.
7.
Ricky Bobby – La storia di un uomo che
sapeva contare fino a uno (2006)….omissis.8.
Senna (2010)….omissis.9. Rush (2013)….omissis.10.
Veloce come il vento (2016)...omissis.11. McLaren
(2017)...omissis.12.
Williams (2017)...omissis.14.
Fangio – L’uomo che domava le
macchine (2020)...omissis..
|
MICHELE ALBORETO AMICO DI MICHEL VAILLANT
Il
25 aprile 2020 sul sito Motorinolimits.com, viene presentato il libro "AlboretRo", scritto da
Ermanno Alboreto, ed uscito a 19 anni dalla scomparsa del
fratello: il compianto pilota Michele Alboreto. In un
articolo, scritto da Riccardo Turcato, Ermanno racconta
della passione del fratello, e sua, per le storie di
Michel Vaillant e dell'enorme soddisfazione del campione
per essere stato immortalato in ben tre avventure del
nostro eroe e di essere stato dichiarato "suo amico" dal
maestro Jean Graton.
|
Alboreto
amico di Michel Vaillant e di tutti noi
di Riccardo
Turcato

|
L'articolo
completo lo potete leggere sul sito:
www.motorinolimits.com.
(Abbiamo
estratto la parte più significativa
suo rapporto con Michel Vaillant:
omissis.....
« Il fumetto preferito
da Michele e me s'intitolava Michel
Vaillant. Il nostro eroe di allora » ........
« Aveva solo 10 anni.
Immaginate l’orgoglio di mio fratello
quando si trovò in prima persona
all’interno di alcune storie del
mitico Michel».
Michel Vaillant è il mito di tutti noi
appassionati di motori. E’ il pilota
per eccellenza che vive, corre e
affronta tutta la storia del
motorsport. Le matite di Jean Graton
sono arte pura. Michele ha avuto
l’onore di essere fianco a fianco di
Michel. In un fumetto di base molto
nazionalistico dove, piloti francesi e
francofoni a parte, venivi disegnato
solo se eri un grande campione. E’ un
dettaglio non di poco conto. Michele
appare in tre storie. Addirittura, ha
l’onore di essere disegnato come amico
di Michel ne “La
sfida dei bastioni’, nel
celebrativo 50° numero di Jean Graton.
Michele, con Berger, Boutsen e Alliot,
sfidano il team Vaillante in una gara
storica rievocativa dove sono
impegnate in pista tutte le vetture
disegnate da Graton per il team
francese. I quattro corrono sotto
identità segreta e visiera scura per
mettere pressione a Michel. Sono il
poker d’assi e sveleranno la loro
identità solo alla fine di tutte le
gare storiche. Michele è l’asso di
Picche. In “Steve
e Julie”, Michele è impegnato
nel GP d’Italia 1984. Ne “Il
boss di Francorchamps”, in un
tiratissimo GP del Belgio 1988,
iniziato sotto un vero e proprio
diluvio, Michele è tra i protagonisti
di una gara movimentata dal pilota e
miliardario texano Stanley Newton.
Amico di Michel Vaillant, come scrive
Graton. Amico di tutti noi, che per
anni abbiamo trepidato e gioito con
lui. |
|
LA SAGA DI MICHEL VAILLANT RACCONTATA NEL
MAGAZINE UFFICIALE PORSCHE
Nel
luglio 2020 il magazine ufficiale Porsche "Christophorus"
dedica un articolo alla saga di Michel Vaillant con
interviste a Philippe Graton ed al responsabile dello
sviluppo del marketing Jean-Louis Dauger. Potete leggerlo
qui di seguito o cliccando
su questo
link per accedere alla versione
italiana on-line del magazine.
Nella stessa versione on-line del magazine troverete anche
questo
link dal quale potrete leggere l'intero album "Rébellion" in lingua
originale.
|

Michel!?...
di
Bart Lennaerts
Bonjour,
Michel Vaillant!
L’idolo dei
fumetti corre con successo da più di
60 anni. Vrrrrroooooom! Il suo
creatore, il disegnatore francese Jean
Graton, ha inventato un intero cosmo
familiare attorno al personaggio
principale, creando allo stesso tempo
il mondo del marchio automobilistico
Vaillante. Una storia che continua
nella vita reale: la storia di Michel
Vaillant è strettamente legata alla
vita di Philippe Graton, il figlio del
famoso fumettista. Le
radici dell’epopea eroica di Michel
Vaillant risalgono agli anni Cinquanta.
A quel tempo, Jean Graton è
un giovanotto che va pazzo per il
motorsport. Correre come pilota, però, è
impossibile. Gli mancano i soldi e
forse anche un po’ di talento. Ma sa disegnare
come un campione del mondo e lavorando in
un’agenzia pubblicitaria può avere un assaggio
all'interno del mondo dei fumetti – in un
universo dove tutto è possibile. Nel 1957,
Graton inventa Michel Vaillant e un attimo
dopo per lui si apre anche il mondo reale del
motorsport. Ogni avventura di Michel Vaillant
diventa una vera piccola epopea. Ogni disegno
è proprio come un pezzo di pop art – solo più
emozionante. Vrooaarppp. Vroaaammm, Iiiiiii.
Scciaa, Bang, Ciak. Le onomatopee rombanti –
in francese les bruitages – aggiungono
cinetica alle immagini e trasferiscono
l’acustica lacerante della pista sulla carta
altrimenti silenziosa. Graton crea un mondo
accattivante e allo stesso tempo chiaramente
delineato, popolato da personaggi attraenti e
da auto che lo sono ancor di più. Sebbene ogni
singolo bolide di Michel Vaillant sia un
oggetto estetico, Jean Graton non sogna una
carriera da designer automobilistico. Come
artista dei fumetti, è felice come un bambino.
Il figlio di Graton, Philippe, ha ereditato
l’occhio acuto per la bellezza e la
sensibilità per le storie forti, ma non il
talento da disegnatore – e ha comunque i
propri piani di vita. Diviene infatti
fotografo e giornalista. Va per la sua strada,
finché «all’improvviso mio papà si ritrovò
senza editore. Un disastro. Era il 1981. Aveva
guadagnato bene, ma viveva anche bene»,
racconta Philippe, ammiccando ai ristoranti e
agli hotel raffinati che fanno da sfondo a
ogni storia di Vaillant. I fan sorridono
persino al pensiero della Guida Graton, che
non a caso è molto simile alla Guida Michelin
per l’arte culinaria. Vaillant richiede la
piena attenzione di Philippe. Il figlio prende
in mano la parte commerciale dell’attività,
cose a cui Jean non è particolarmente
affezionato. «Tutto questo mi impegnava dodici
ore al giorno», dice Philippe, raccontando
della fondazione della casa editrice, avvenuta
sul tavolo della cucina di casa. Più tardi si
è anche dedicato ai soggetti dei fumetti:
«Facevo ricerche su case automobilistiche,
team e piloti e scrivevo le sceneggiature. Mio
padre ha continuato a
disegnare». Quando l’età avanzata di Jean si
fa sentire, Philippe assume il controllo
dell’intera attività. Ad eccezione del
disegno, rimasto il dominio degli illustratori
e dei disegnatori ora impiegati. Ma la
struttura familiare è risultata essere un
handicap. Racconta Philippe: «Eravamo autori a
cui è capitato per caso di diventare editori.
Con 70 titoli, Michel Vaillant meritava di
essere commercializzato in modo
professionale».
Philippe
Graton
Philippe Graton è cresciuto
avendo in Michel Vaillant un fratello di
carta: «Mio padre ha creato Michel nel 1957,
io sono nato nel 1961 – eravamo i figli di un
uomo spiccatamente di famiglia». Forse è anche
per questo che Michel Vaillant è un fumetto
che parla di un’intera famiglia, all’inizio
con una visione del mondo molto conservatrice.
«Tutto è iniziato con un padre che possedeva
un piccolo marchio automobilistico e con
Michel un figlio che correva in America –
allora ciò significava ancora l’altra
estremità del mondo. Davide contro Golia. Si
lottava per qualcosa. Era pericoloso ed
eccitante. Vaillant ha vinto Le Mans, più
tardi un Gran Premio ed è diventato persino
campione del mondo, mentre le fabbriche
Vaillante sono diventate sempre più
gigantesche. La storia è un po’ paragonabile a
quella di Porsche», afferma Philippe Graton.
Nel fumetto, i desideri del padre Henri devono
essere seguiti. Il figlio maggiore,
Jean-Pierre, diventa ingegnere negli
stabilimenti automobilistici Vaillante. Michel
è pilota automobilistico e ambasciatore del
marchio, Françoise sacrifica la propria
carriera di giornalista per diventare la
moglie a tempo pieno di Michel.«Vaillant
è allo stesso tempo fumetto e documentario»,
afferma Philippe Graton, che vede in questo un
fattore del suo successo. Quando si tratta
degli intrecci, la fantasia è al nostro
fianco, ma le auto, i piloti, i circuiti e
perfino gli striscioni pubblicitari sono
sempre assolutamente precisi. In questo modo
finzione e fatti sono tessuti insieme in modo
unico». C’è solo un’eccezione: sebbene il
motorsport a quel tempo fosse incredibilmente
pericoloso, in Vaillant non muore mai nessuno.
E anche i cattivi non sono mai del tutto
cattivi – semplicemente non vincono mai. In
effetti, anche Michel non riesce sempre a
vincere. «La verosimiglianza è fondamentale».
L’anno 2012 porta dei cambiamenti al
personaggio in occasione della seconda
stagione di Michel Vaillant. Philippe Graton
esaurisce le idee originali per il suo eroe
eponimo: «Michel era intelligente e senza
difetti, ma allo stesso tempo più regale di un
re. Fin troppo bravo, in realtà. Mi sono
detto, se io stesso non sono più entusiasta di
lui, neppure i lettori lo sono». Inoltre, le
auto incarnano sempre meno attributi come
libertà, coraggio e velocità esaltante
rispetto all’inizio della saga di Vaillant.
Pertanto negli anni Dieci del XXI secolo,
Michel è diventato un eroe «che pensa in modo
moderno, a volte dubita e talvolta va anche
nella direzione sbagliata». Anche le nuove
tecnologie di propulsione come l’elettricità e
l’idrogeno fanno il loro ingresso nel mondo
del fumetto. In linea con tutto questo, il
nuovo illustratore Benjamin Benéteau ha creato
uno stile di disegno molto più dinamico. Lo
stile di Jean Graton rimane comunque
inimitabile. «Per fortuna, a mio padre questo
sviluppo è piaciuto. Il grande disegnatore
belga Hergé aveva desiderato un tempo che il
suo Tintin morisse insieme a lui. Ma mio padre
ha concesso a Michel la vita eterna. E, come
nel fumetto Henri Vaillant sprona
ripetutamente suo figlio, anche mio papà mi ha
posto davanti a una sfida». Alla fine del 2019
si è chiuso un cerchio. La piccola impresa
editrice di Vaillant, nata sul tavolo di una
cucina, si è accasata sotto il tetto
dell’editore parigino Dupuis e il manager
Jean-Louis Dauger è l’uomo ideale per adattare
al futuro la saga di Vaillant. Il vantaggio di
Dauger è la sua conoscenza del motorsport. E,
come l’attuale disegnatore del fumetto, anche
lui possiede in garage un’auto sportiva di
Zuffenhausen: Benéteau guida una Porsche 718
Cayman, mentre Dauger una Porsche 911 Carrera
2 della generazione 993 del 1994.
Dauger ha creato abilmente un collegamento con
la realtà. Ha fatto assumere il ruolo che aveva
Michel Vaillant al pilota automobilistico
svizzero Alain Menu. E Menu, alias Vaillant, è
all’altezza dell’eroe eponimo con una magnifica
vittoria nella corsa portoghese per il
Campionato del mondo turismo 2012. Nel 2017
partecipano alla 24 Ore di Le Mans persino due
veri prototipi Vaillante. Dauger ha trasferito
il sex appeal del mondo Vaillant su orologi,
caschi, abbigliamento e altri oggetti. «Ci sono
infinite possibilità», afferma, «perché Vaillant
è molto più che semplice motorsport. Riguarda le
persone, la famiglia e gli affari in un mondo
che cambia». I più ambiti rimangono tuttavia gli
artistici disegni a fumetti delle origini di
Michel Vaillant – di preferenza in edizioni
limitate, ingranditi a tutta parete. Su uno
spazio di queste dimensioni si rivela
visibilmente ancora una volta la grandezza di
Jean Graton – come uomo, come romantico
appassionato delle corse e soprattutto come
artista.

Jean-Louis
Dauger
|
MICHEL RITORNA NEL MONDIALE RALLY NEL NUOVO
ALBUM "DUELS".
Sul web si parla del nuovo album di Michel
Vaillant che vede il nostro eroe dei fumetti correre nel
mondiale rally. Questo è un articolo apparso sul sito https://motorsport.motorionline.com
il 31
luglio 2020.
|

L’icona delle graphic
novel sportive Michel Vaillant
affronta il WRC nella
nuova uscita
Un albo dedicato al
mondiale rally
di
Luca Santoro
Michel Vaillant,
icona del fumetto e del motorsport,
nella prossima avventura si misurerà con il
mondo del WRC.
In Italia è noto
soprattutto ai cultori del motorsport e delle
graphic novel, e specialmente a chi ha
entrambe le passioni, mentre in Paesi dove la
cultura del fumetto come opera letteraria è
più radicata (come in Francia, dove è
nato), è una icona molto nota: parliamo
di Michel
Vaillant,
il pilota creato dalla penna di Jean Graton nel
1957 e protagonista di albi incentrati sulle
corse, dalla pista ai rally.
L’albo
di Michel Vaillant dedicato al WRC
Ed è proprio
in quest’ultimo contesto che questo eroe di
carta si misurerà, per la precisione nel WRC dopo essere
stato protagonista in passato di storie
ambientate anche nel campionato europeo
dell’ERC. Il 6 novembre uscirà un albo
dedicato al Mondiale Rally, in cui il nostro
Vaillant fronteggerà a bordo della Vaillante Cervin
WRC #13 (la
vettura
è visibile in testa all’articolo) team ed
equipaggi che vediamo normalmente in azione
nel campionato iridato, come Toyota Gazoo
Racing, Hyundai Motorsport e M-Sport,
affiancato da un giovane pilota che si unirà
al Team Vaillante ma la cui identità ancora
non è stata svelata. Intanto è stata
presentata lo scorso giugno la copertina
dell’albo, il numero 9, in uscita tra qualche
mese, mentre non abbiamo notizie della
trasposizione italiana (dalle nostre parti il
fumetto è pubblicato e distribuito
dall’editore Nona
Arte).
Chi
è Michel Vaillant Michel
Vaillant è una icona pop del motorsport, eroe
integerrimo e dal profilo inappuntabile capace
di vincere la qualunque, dalla gare endurance
(ça va sans dire, spicca la 24 Ore di Le Mans)
alla Formula 1 sino ad approdare anche nel
mondo dei rally raid con la Dakar.
Plurititolato e con un palmarés francamente
esagerato, la creatura di Graton ha
attraversato sessant’anni di storia
motorsportiva, aggiornandosi con i tempi sino
ad un nuovo corso iniziato nel 2012, quando
accanto al suo creatore storico (n.d.w.:
accanto al figlio
del suo creatore storico...)
si è affiancata una autorità del fumetto
francese, ovvero Denis
Lapière.
Gli albi di
Vaillant hanno fatto conoscere lo sfaccettato
mondo delle corse ad un pubblico magari non
appassionato, grazie a storie dove sono
apparse le gare più leggendarie e i piloti che
hanno fatto la storia, da Juan Manuel Fangio a
Lewis Hamilton (n.d.w.:
Fangio non è mai apparso in una storia di
Michel Vaillant ma solo in un numero della
serie dei Dossiers...). Le storie,
ricche di intrecci e colpi di scena, hanno uno
stile grafico pulito nonostante il tratto a
volte nervoso, che ricorda l’ultima produzione
di Hugo Pratt (non a caso il più francese dei
nostri fumettisti), mentre la popolarità degli
albi ha travalicato edicole e librerie per
approdare sul piccolo schermo con una serie tv
negli anni sessanta, un’altra però animata
negli anni novanta ed anche un film uscito al
cinema nel 2003, girato da Louis-Pascal
Couvelaire e
sceneggiato nientemeno da Luc
Besson.
Distribuito in Italia con il titolo Adrenalina
blu – La leggenda di Michel Vaillant, il
lungometraggio ambientato alla 24 Ore di Le
Mans vede nei panni del pilota il volto pulito
dell’attore francese Sagamore
Stévenin, capace
di rendere un Vaillant imperturbabile,
inappuntabile ed abbastanza credibile.
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ANCHE LECLERC LEGGE MICHEL VAILLANT
Sul
blog di Umberto Zappelloni (https://topspeedblog.it/)
viene riportata un'intervista fatta da Walter Veltroni a
Charles Leclerc e pubblicata sulla Gazzetta dello Sport
il 5 agosto 2020. Riportiamo il passaggio dove il campione della
Ferrari conferma di aver letto le storie di Michel
Vaillant.
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SPEED
Le confessioni di Leclerc: Ferrari apriremo un ciclo
di Umberto Zappelloni (5/08/2020)
Charles Leclerc
si è raccontato a Walter
Veltroni che ha scritto l’intervista
sulla Gazzetta di oggi.
Non ci sono novità ma è un bel racconto
dell’uomo e dei suoi sogni. Tutti in rosso
Ferrari.
Il suo primo
incontro con le auto quale è ?
Un’automobilina ?
“Le macchinine, da piccolo, le volevo sempre
tutte. Erano la mia passione, passavo ore nei
negozi. Ma poi, per un bambino monegasco,
esiste solo il Gran Premio a Montecarlo. Ero
fortunato: uno dei miei migliori amici, quando
ero ragazzo, aveva un appartamento che
sovrastava l’uscita della curva 1. Per le
prove, per la gara andavamo sempre da lui”.
Leggeva i fumetti di Michel Vaillant ?
“Sì, ho visto il film e anche le storie delle
sue avventure in pista le ho sicuramente
lette”.
Nelle storie
di Michel Vaillant compare più volte Lucien
Bianchi. Lui era nato a Milano e morì in un
incidente durante la 24 Ore di Le Mans del
1969. Suo nipote, Jules Bianchi, è stato
molto importante per lei…
“Jules mi ha aiutato molto nel momento più
importante della mia carriera. Come dicevo
prima, nel 2010 mio padre non poteva più
sopportare i costi del kart perché comunque è
uno sport costosissimo. Jules aveva Nicolas
Todt come manager, ha parlato di me con
Nicolas che mi ha osservato a lungo e, a fine
anno 2010, ha deciso di sostenermi e mi ha
messo subito nel team giusto. Ho vinto molto e
sono passato in poco tempo dal kart alle
macchine di Formula. Tutto è accaduto avendo
sempre Jules vicino a me. Nella mia carriera e
con lui ho imparato presto le piccole cose che
sono importanti per essere subito
competitivi”.
omissis......
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SUL SITO DELLA GAZZETTA DELLO SPORT SI RIPARLA
DEL FILM
In un articolo del 15
settembre 2020 che
descrive le migliori produzioni cinematografiche sulla
24 ore di Le Mans viene ovviamente ricordato il film
"Michel Vaillant" (titolo italiano "Adrenalina
Blu - la leggenda di Michel Vaillant").
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24
Ore di Le Mans: i migliori film e
documentari sulla grande corsa
La 24 Ore ha
ispirato numerose opere per il grande schermo:
dal film del 1971 con l’iconico Steve McQueen
alla
mini serie di Prime Video
di
Maurizio Bertera
Difficile
trovare una corsa automobilistica che si
presti maggiormente al racconto,
cinematografico in particolare. Ecco perché
non stupisce che la 24 Ore di Le Mans abbia
ispirato registi e interpreti da mezzo
secolo, con risultati in qualche caso molto
validi e in altri meno. Ed è una febbre
sempre alta, perché, al di là del recente
film di James Mangold, nel 2017 è stata
prodotta una serie su sei puntate - Le
Mans: racing is everything -
disponibile nel catalogo Prime Video. Il
punto di forza è l'accesso senza limitazioni
a sei scuderie della classe LMP1 che
competono per l’edizione 2015, oltre alle
riprese a 4K che tengono incollati davanti
allo schermo per le 2 ore e mezza
complessive del documentario. La puntata
migliore (a nostro avviso) è la prima, che
mostra il livello della preparazione di
piloti e scuderie alla gara della Sarthe.
Tornando indietro, vediamo le opere che si
sono guadagnate (più o meno) la memoria
degli appassionati.
EDVIGE
E STEVE
Magari non è memorabile il primo film sul
tema: Le Mans - Scorciatoia per
l’inferno, girato nel 1970 da Osvaldo
Civriani aka Richard Kean. .....OMISSIS
VIVE
LA FRANCE
Unire Le Mans e Michel Vaillant - due miti
transalpini - in un film con una grande firma
(francese, ovviamente): nel 2003, Luc Besson -
il regista di Nikita, Lèon, Il Quinto
Elemento - fu sceneggiatore con Gilles
Malencon di Michel Vaillant che in
Italia venne tradotto (male, come capita spesso) (n.d.w.: siamo
perfettamente d'accordo !)
in Adrenalina blu - La leggenda di Michel
Vaillant. Liberamente tratto dal celebre fumetto
di Jean e Philippe Graton, è una storia
drammatica con morti e vendette, premonizioni e
superstizioni, rapimenti e scambi di persona.
Troppo per i nostri gusti. Ma non si può negare
che le scene di azione siano coinvolgenti, a
partire da quelle girate nell’edizione 2002: le
due biposto a marchio Vaillante e Leader erano
realmente iscritte alla gara. Si trattava però
di una Lola B98/10 e di una Panoz LMP1 Roadster
S, rimarchiate per l'occasione con i loghi delle
due scuderie fittizie, e gestite dal team Dams.
Belle anche le riprese nell’immaginario Rally
dei Cinque Colli, che si svolge in Italia, dove
le vetture sono le Peugeot 206 Wrc con
carrozzerie finte. Le Vaillante per le scene
stradali sono invece le Pagani camuffate solo
nel marchio. Il cast ? Francesissimo, con attori
quasi sconosciuti da noi. Una delle poche
eccezioni è la splendida Diane Kruger - che
interpreta un pilota prima di rally (n.d.w.:
nel film non è mai una pilota di rally)
e poi di una monoposto alla 24
Ore. (n.d.w.:
come indicato sopra, in questo stesso
articolo, i prototipi hanno due posti)
- che l’anno seguente avrebbe interpretato Elena
di Troia in Troy.
OMAGGIO
AL MITO
Nel 2015 - applaudito inizialmente al
Festival di Cannes - è uscito Steve
McQueen: The Man & Le
Mans, tradotto in Steve
McQueen-Una vita spericolata. Un
documentario diretto da John McKenna e
Gabriel Clarke che vuole mostrare l’attore
nel pieno della lavorazione del film nel
1971, .....OMISSIS
DOPPIO OSCAR
Qualche imperfezione storica e una visione
troppo a stelle e strisce (per un italiano,
sia chiaro) non toglie valore a Le Mans
‘66-La grande sfida che nel titolo
originale è Ford v Ferrari, uscito
nello scorso novembre. È la storia, molto
americana tanto che qualche critico lo ha
definito un neo-western dove la scuderia
Ford, guidata dal progettista Carroll Shelby
e dal suo pilota britannico Ken Miles,
costruiscono la Ford GT40 per lanciare la
sfida nel 1966 contro la Ferrari del Drake.....OMISSIS
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LA VENDITA DI GRATON EDITEUR ALLA DUPUIS
Dopo il nostro sito anche il sito
www.fumettologica.it,
in un articolo pubblicato il 9
ottobre 2020, ha rilanciato la notizia della
vendita di Graton Editeur alla Dupuis.
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Dupuis
ha acquistato Graton Éditeur, la casa
editrice di Michel Vaillant
La casa
editrice belga Éditions Dupuis – nota per aver
lanciato negli anni personaggi come Spirou, Lucky
Luke e i Puffi – ha acquistato Graton Éditeur, che
dal 1982 pubblicava gli albi a fumetti legati
all’universo narrativo di Michel Vaillant. Fondata
dall’autore Jean Graton insieme a suo figlio
Philippe, Graton Éditeur proseguì la pubblicazione
delle avventure del pilota francese dopo il suo
allontanamento dalla casa editrice Le Lombard. Già
nel 2010 i Graton avevano stretto un accordo di
collaborazione con Dupuis – che fa parte del
gruppo Média Participations insieme ad altre case
editrici di fumetti come Dargaud –, con cui
lasciavano a quest’ultima la gestione degli
aspetti editoriali e di marketing legati al loro
personaggio.«La partnership non aveva mantenuto le
promesse, dato che Graton Éditeur era in perdita
da tre anni» ha raccontato Philippe
Graton. «Una soluzione era riprendere tutto in
mano e rimboccarmi le maniche per ricominciare da
capo come nel 1982. Solo che da allora il mondo è
cambiato. Nel 1982 venivano pubblicati 500 nuovi
fumetti all’anno, mentre oggi ne escono 5.000.
Senza un gruppo potente che decide di investire
per riportare una serie in primo piano, come è
stato fatto per Blake &
Mortimer, Michel Vaillant non avrebbe
avuto alcuna possibilità di trovare una buona
collocazione sugli scaffali. E un grande gruppo
editoriale investe solo in una serie di sua
proprietà.» «Era quindi logico che, come Gaston
Lagaffe con Dupuis o Asterix con Hachette, Michel
Vaillant lasciasse il suo piccolo garage privato
per entrare nella
stalla di una fabbrica» (n.d.w.:
qui è stato tradotto letteralmente ma il
significato era «... per entrare in una
scuderia ufficiale» come succede, per fare un
esempio, quando un pilota passa da un team
privato alla Ferrari o alla Mercedes...)
ha poi continuato Philippe. «Se Michel Vaillant
(così come Julie Wood, Les
Labourdet, Oncle Paul…) fosse appartenuto a
loro per sempre, Dupuis e Media Participations
avrebbero potuto mettere il turbo alla serie.
Abbiamo quindi deciso di vendere per dare più
possibilità a Michel Vaillant. Mio padre e io
abbiamo preso questa decisione insieme. Non è
stato facile, ma è stata l’unica scelta
sostenibile». I Graton hanno ceduto a Dupuis tutti
i diritti sul loro personaggio tranne quelli
morali. Questo vuol dire che non hanno più
controllo sui nuovi album e nemmeno su quelli
vecchi.
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L'USCITA DI "13 GIORNI"
Dopo
oltre un anno di attesa, nonostante le difficoltà della
pandemia, alla fine di novembre/inizio dicembre 2020
esce anche in Italia l'ottavo numero della nuova
stagione di "Michel Vaillant". La notizia viene
annunciata sul web. Questo è l'articolo scritto il 13 ottobre 2020
per Fuoritraiettoria.com
dal bravo Marco Di
Geronimo, il quale cita anche il nuovo album "Duels" in uscita
in edizione originale a metà gennaio 2021 in Francia (e
auspicabilmente nel 2021 anche in Italia).
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Michel Vaillant torna in
F1 con Renault: arriva la traduzione italiana!
Marco Di Geronimo
Michel
Vaillant torna in Italia: da novembre sarà
acquistabile 13 Giorni. L’ultimo albo del
famoso fumetto francese sulle corse
automobilistiche è finalmente pubblicato in
italiano, sempre a cura di Nona Arte.
E tra poche
settimane, in Francia, uscirà un nuovo
numero: Duels
Dopo oltre un anno
d’attesa, arriva anche l’edizione
italiana di 13
Jours. L’ottavo numero della Nuova
Serie viene finalmente dato alle stampe anche
nel Belpaese. Un’ottima notizia, perché non si
tratta di un albo qualunque, bensì del grande
ritorno di Michel Vaillant in F1.
Certo, non come ce lo saremmo aspettati. E
questo perché Michel
guiderà una Renault. Chi non conosce Michel Vaillant,
il grande pilota francese che ha combattuto contro tutti i più
grandi Campioni della Storia, da fine
anni Cinquanta a oggi? Forse sono in tanti a
ignorarne l’esistenza: ne è complice una
storia editoriale travagliata, che ha
spesso privato i lettori italiani del piacere di
scoprire l’epopea
del pilota francese dal cuore d’oro e i
nervi d’acciaio. Ha corso in F1,
nei rally più pazzi del mondo, alla 24
Ore di Le Mans e alla 500
miglia d’Indianapolis. Le sue storie,
un tempo scritte e disegnate da Jean
Graton, sono sempre un concentrato di
realismo e di poesia. Le corse di Michel
Vaillant non sono come le corse scalmanate e
fantascientifiche di oggi: conservano
lo stesso spirito romantico dei piloti gentlemen,
tra i quali, d’altronde, Michel ha imparato a
correre. Negli ultimi numeri del nuovo ciclo di
storie, la
Vaillante è stata acquisita fraudolentemente
da Ethan Dasz. La vicenda ha avuto
tinte drammatiche e impresso alla serie una svolta
rivoluzionaria. Cambiano le dinamiche
familiari, cambiano le risorse a disposizione,
cambia l’atmosfera della narrazione. Non
cambia l’agonismo dei Vaillant, pronti
a rimettersi in pista grazie a una
squadra corse che non è stata toccata
dalle folli manovre d’acquisto. Una squadra
corse che arriva al successo nel Gran
Premio di Macao con Sacha
Fenestraz, ma che non ha ancora le
risorse per entrare nel Campionato mondiale di
Formula 1. La trama di 13
Giorni, dunque, ruota attorno a un ritorno
inaspettato di Michel all’interno del
grande Circus.
Siamo nel 2019, alla vigilia del Gran
Premio di Francia. E da Viry-Chaitillon
arriva una telefonata: Nico
Hulkenberg si è infortunato e serve
trovar qualcuno che lo rimpiazzi per la gara di
casa. Certo, Renault Sport potrebbe rivolgersi
alle sue riserve. Ma in un mondo in cui esiste Michel Vaillant,
il grande campione caduto in disgrazia e
riscattatosi dopo una permanenza in prigione,
per quale motivo rinunciare a fare un tentativo?
Inutile dire che tredici
giorni sono molto pochi per rimettersi
in forma ed essere competitivi nella F1 attuale.
Specie perché dominata
dalla Mercedes di Lewis Hamilton. Ma si
sa: i Vaillant non si tirano mai indietro. È
davvero una bella notizia che Nona
Arte abbia avuto finalmente la
possibilità di dare alle stampe questo numero, tanto atteso dagli
appassionati italiani del fumetto
francese. La pandemia
ha inferto duri colpi al mercato
editoriale, uno
dei più danneggiati dalla crisi
economica (purtroppo libri, fumetti e la carta
stampata in generale sono spesso considerati
optionals cui si può rinunciare senza troppi
pensieri). Speriamo che a questa uscita segua il
prima possibile l’edizione italiana di Duels,
il prossimo numero della serie. Sì, perché se in
Italia da novembre
2020 sarà disponibile per l’acquisto la
traduzione di 13
Jours, in Francia sta per uscire ormai
il numero successivo. Duels
uscirà oltralpe il 27 novembre, e
racconta la
prima stagione dei Vaillant nel WRC.
Certo, già in passato le Vaillante si sono
cimentate nella categoria rallistica. Per la
prima volta, però, li seguiremo in una
stagione intera. Durante la quale il
nostro Michel dovrà vedersela col suo giovane
compagno di squadra, Daniel
Farid. Un’altra ghiotta avventura, che
si aggiunge alle storiche e affascinanti corse
storiche. Vi ricordiamo che l’edizione italiana,
a cura di Nona
Arte, dei nuovi numeri di Michel
Vaillant è acquistabile QUI. Viceversa, se siete
interessati alla pubblicazione integrale dei
numeri della vecchia serie, curata dalla
Gazzetta dello Sport, potete cliccare QUI.
Approfittate comunque per fare un salto sulle Pagine dei Fan
Italiani di Michel Vaillant, un sito
portato avanti da quasi vent’anni da Gianfranco
Castellana, aggiornatissimo e con tante
curiosità sui fumetti Graton!
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LA VAILLANTE A LE MANS NEL 2023
Il
ritorno del marchio Vaillante alla 24 ore di Le Mans del
2023, in occasione del 100° anniversario della corsa e
del 100° compleanno di Jean Graton, è raccontato da
questo articolo del sito motorsport.motorionline.com del 26
novembre 2020.
WEC | Vaillante e
Mirage puntano assieme al centenario della 24 Ore
di Le Mans del 2023
Ritorna il fittizio
marchio francese
di Luca
Basso
26 Novembre, 2020
Vaillante potrebbe
tornare alla 24 Ore di Le Mans in
collaborazione con Mirage Racing, con
l'obiettivo di esserci tra tre anni in
occasione del centenario della corsa e del
compleanno di Jean Graton.
Potrebbe tornare un nome molto gradito
alla 24 Ore di Le Mans: l’immaginario
costruttore Vaillante, protagonista delle
storie a fumetti di Michel Vaillant, ha unito le
forze con Mirage Racing, con l’obiettivo di
correre il centenario della maratona francese
che combacia anche con il 100° compleanno del
creatore Jean Graton.
Mirage Racing e Vaillante assieme per Le Mans
2023.
Secondo quanto scritto da Endurance-info, Mirage
Racing – che corre nel campionato GT francese –
avrebbe trovato un accordo con Jean-Louis Dauger
che gestisce il marchio Vaillante.
L’accordo punta a trovare un posto sulla griglia
di partenza della 24 Ore di Le Mans del 2023,
che coincide sia con l’edizione del centenario
della corsa e sia con il compleanno di Graton;
ricordiamo che l’autore francese è ancora in
vita!
L’ultima apparizione di Vaillante è stata nel
2017, assieme alla Rebellion Racing e alle sue
Oreca 07 Gibson sotto le insegne del Vaillante
Rebellion.
Tornando con Mirage, la partnership prevede che
il programma comincerà il prossimo anno con una
LMP3 nella European Le Mans Series o nella
Michelin Le Mans Cup.
Attualmente, Mirage gestisce le Alpine A110 GT4,
concludendo al 3° posto nella classifica Pro-Am
nella stagione appena conclusa della French GT
Cup.
In arrivo anche un documentario e una nuova
storia.
Ricordando che il team di Tolosa, gestito da
Guillaume Bruot e da Frederic de Brabant, non ha
alcun collegamento con la Mirage che corse a Le
Mans tra gli anni ’60 e ’80, c’è in lavorazione
anche un documentario su Michel Vaillant durante
la Le Mans del 2017, prodotto proprio da de
Brabant.
L’obiettivo è quello di «andare anche oltre»
perché «vogliamo raccontare una storia in tre
anni».
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UN'ALTRA RECENSIONE DI "13 GIORNI"
Il 27 dicembre 2020 , sul suo blog "Che cosa
sono le nuvole" (http://lucalorenzon.blogspot.com/), Luca Lorenzon pubblica una
recensione di "13 giorni" l'8° allbum della Nuova Stagione
di Michel Vaillant (il 78° dell'intersa saga).
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Che cosa sono le nuvole
lucalorenzon.blogspot.com
Michel
Vaillant Nuova Serie 8: 13 giorni
di
Luca Lorenzon
I
tredici giorni del titolo sono quelli che ha a
disposizione Michel Vaillant per prepararsi a
partecipare al Gran Premio di Francia.
Inizialmente riluttante, accetta l’invito di
Cyril Abiteboul e così affronterà la gara coi
colori della Renault. Le didascalie che
scandiscono lo scorrere del tempo fanno montare
la giusta tensione nel lettore che accompagna
Michel nei suoi allenamenti sotto la
supervisione di professionisti inaspettati (pare
che un pilota di Formula 1 finisca in apnea più
volte nel corso di una gara) e con
strumentazioni quasi fantascientifiche a
testimonianza dello scrupoloso lavoro di
documentazione di Lapière e Graton junior. Oltre
al lavoro per recuperare la forma, prendere
confidenza con la nuova vettura e calibrarne i
parametri Michel dovrà anche affrontare
l’opinione pubblica e gestire un po’
di public relations. La narrazione procede
spedita con qualche rarissimo (e gradito) tocco
di ironia nei dialoghi e citando addirittura la
preistoria di Michel Vaillant col suo passato di
trombettista dilettante. Oltre a questo, sfilano
una pletora di marchi realmente esistenti e di
personalità del mondo reale (ho dovuto fare
qualche ricerca su internet per capire chi fosse
quel Cyril), motivo per cui all’inizio
dell’episodio è stato messo un disclaimer a
riguardo. Finché si arriva al Gran Premio, il
momento più atteso dagli appassionati e quello
più noioso per me. Il finale è decisamente
buono; ovviamente la saga andrà ancora avanti
(Michel deve riscattare il marchio Vaillante) ma
siamo finalmente arrivati a un punto fermo.
Stavolta ad accompagnare Benéteau, che si occupa
dei dettagli tecnici e nello scorso
numero anche delle figure umane, c’è
Vincent Dutreuil. Non so come si siano divisi il
lavoro, ma effettivamente la parte grafica è un
po’ inferiore rispetto agli episodi precedenti.
Sfogliando il volume non si nota, però certi
dettagli anatomici non sono proprio
correttissimi (alcuni mani e piedi sono talmente
brutti che sembrano disegnati da Jack Kirby) ma
questi rari difetti sono tutti concentrati nelle
prime pagine. C’è però anche qualche problema
per così dire “logico”, ovvero Michel lamenta
inizialmente di non essere in forma ma il suo
fisico non viene disegnato in maniera diversa
prima e dopo gli allenamenti, così come le
fattezze di alcuni personaggi, e dello stesso
protagonista, non sempre sono uguali di vignetta
in vignetta. Un tratto così netto e sintetico,
senza tratteggi e sfumature, sarà poi
sicuramente elegante e funzionale alla
narrazione, ma impostando la griglia delle
tavole su tre strisce le vignette a volte
risultano un po’ vuote, anche se il buon lavoro
del colorista Bruno Tatti le rende comunque
esteticamente valide. Il tempo di prendere
maggiore confidenza con formato e personaggio e
non dubito che i due disegnatori sapranno
ottenere risultati migliori, e comunque nel
complesso la parte grafica di 13
Giorni non è male.
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HANNO
SCRITTO...
(pag.
4 di 6)
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