HANNO SCRITTO...

Raccolta di recensioni, critiche, articoli, e...tutto quello
che è stato scritto in Italia su Michel Vaillant, sul suo creatore,
sugli attuali realizzatori e sulle nuove storie.

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LA NASCITA DI MICHEL VAILLANT

Il 22 febbraio 2021 Marco Di Geronimo scrive, sul sito www.fuoritraiettoria.com un bell'articolo che tratta della notizia, del tutto errata che da tempo circola in rete circa la nascita del personaggio creato da Jean Graton. Un apprezzabilissimo appoggio alla "nostra causa" per la diffusione della verità !


 

http://www.fuoritraiettoria.com


L’assurda fake news sulla nascita di Michel Vaillant
 
(articolo di Marco Di Geronimo)

 
Meraviglia del web:
esistono fake news pure su Michel Vaillant. Banalità delle banalità, il falso è sulla nascita. Mezzo Internet si è convinto che l’asso francese ha esordito in una storia breve intitolata Senza rancore. Ovviamente non è così.
E qualcuno non ci sta.

 
È il 3 ottobre 1956. Esce il numero 40 di Tintin in Belgio. Tra le storie a fumetti, ce n’è una di Jean Graton, nella quale un meccanico italiano si ritrova tra le mani il volante di un’auto da corsa. Il centro della narrazione è un episodio di fair-play (come decine e decine ce ne saranno nella saga di Michel Vaillant), che dà per questo il nome alla storiella. L’albo di Tintin viene stampato, arriva in edicola, passa di mano in mano, e finisce sulla mensola di tutti i suoi lettori, ben pigiato tra i precedenti e quelli successivi. Niente di eccezionale. Stessa sorte per la storia, che per ragioni editoriali uscirà nell’edizione francese di Tintin soltanto qualche mese dopo (3 gennaio 1957).
Questo è. Non c’è altro. Soprattutto, non c’è Michel Vaillant. Il meccanico italiano, oltre a non essere francese, non è neanche il figlio di Henri Vaillant (si chiama Franco Moriani), né tantomeno guida una Vaillante. Il nostro francesino preferito – Pierre Gasly, perdonaci se puoi – nasce solo un mese dopo, il 7 febbraio 1957. L’unico punto di contatto è una certa somiglianza estetica tra i disegni dei due protagonisti. Certo, da tempo papà Graton si sbizzarriva a studiare i tratti del futuro personaggio, disegnandolo “sotto falso nome” in altre storie brevi. È un percorso comune a tutti i disegnatori. Non per questo qualcuno confonde Topolino e il coniglio Oswald. La storia giunge alle orecchie di Fuori Traiettoria grazie a Gianfranco Castellanawebmaster del fan-site italiano dei Vaillant.
La circostanza non è delle più allegre. Jean Graton ci ha lasciato da pochi giorni e ci si sente, in fondo, anche per condividere quel granello di malinconia, di tristezza, sì diciamolo, finanche di dolore che colpisce gli appassionati, improvvisamente orfani del loro grande narratore. È pure occasione per condividere un fastidio momentaneo: «Dal canto mio sto cercando di far correggere tutti gli articoli nei quali viene dichiarato che la prima comparsa di Michel Vaillant è avvenuta nella storia breve “Senza rancore“… notizia assolutamente fantasiosa, purtroppo riportata da qualcuno su Wikipedia italiana».
L’informazione stuzzica, c’è il tempo per un paio di click. Inutile dire che sulle Pagine dei Fan Italiani c’è un articolo ghiottissimo sull’argomento, una requisitoria piena di dati, date, vignette e numeri di Tintin che smonta pezzo per pezzo la fake news. Fa quasi strano dirlo eppure è roba vecchia, tipo la morte per overdose di Tonio Cartonio (che invece vive e lotta insieme a noi, nonostante sia stato vittima della prima fake news del Web quando Facebook muoveva ancora i suoi primi passi). L’errore è del 2017 e nonostante sia stato contestato e corretto più volte, ci sono cascati in parecchi. Tutto comincia per colpa di un articolo un po’ disinvolto nella verifica delle fonti. Le Pagine non lo citano – cavalleria d’altri tempi! – ma esiste davvero, l’abbiamo letto, e tuttora insiste a definire Sans racune storia d’esordio del grande campione. Vogliamo citarlo noi? No, non c’è bisogno: anche per noi ciò che conta è la verità editoriale, e non la gogna pubblica. Senza rancore. (Il più curioso, dopotutto, non ha che da ragionare un pochino: un modo banale per rintracciarlo c’è). Insomma, dicevamo, questo articolo dà il la al balletto folle. Una semplice somiglianza tra i due protagonisti tramuta una storia breve di Tintin nel numero zero di Michel Vaillant. L’informazione rimbalza su Wikipedia e da lì su parecchi altri articoli, perfino della stampa specializzata. Ormai la fake news è ovunque: tutti sanno che è falsa, ma tutti continuano a ripeterla. E pensare che la saga è stata ristampata interamente pochi anni fa, indicando correttamente Buon sangue non mente come storia di esordio del buon Michel! Ma insomma, non si può perdonare una svista? Il sosia di Michel Vaillant, Franco Moriani, non è in un certo senso egli stesso Michel Vaillant? No, perché ci somiglia meno di altri sosia precedenti. Nove mesi prima di Sans racune, riporta Castellana, si dà alle stampe Vainqueur pour abandone: protagonista un giovane pugile, identico a Michel. Tre anni e due mesi prima di Sans racune era stata la volta di un giocatore di hockey (La revanche de Terry). Mancano le automobili? Possiamo darvi anche le automobili. Sa premiere ronde, data alle stampe ben tre anni e quattro mesi prima di Sans racune (è il 1953): storia breve in cui Frans Gossellins, pilota (e non meccanico) che corre e vince una corsa fingendosi un collega. Senza giri di parole, definire Sans racune la prima storia di Michel Vaillant è falso, falso sotto tutti i punti di vistaIn primis, perché non c’è Michel. Dopodiché, perché di suoi sosia, Graton ne ha impiegati diversi in varie storie precedenti. E poi perché, se le biografie ufficiali del fumetto indicano come storia d’esordio Bon sang ne peut mentir (e altre quattro storie brevi subito successive), ci sarà un motivo, no? Anche perché non esiste Michel Vaillant senza la Vaillante, senza la Jonquiere, senza Steve Warson e tutto il suo universo. Cosa ci insegna questa storiella? Una verità banale: Wikipedia non è oro colato. Un articolo qualunque è bastato ad aggiungere una riga sbagliata, e quella riga ha tratto in inganno agenzie stampa, giornali autorevoli, blog seguitissimi, di tutto di più. Potreste obiettare che l’unica fonte (finora citata) di questo articolo è un altro articolo qualunque, pubblicato online. Peccato che si tratta di un articolo che si basa su fonti francesi, su tutti i fumetti citati, sulle biografie ufficiali dei personaggi e degli autori. Chi vuole verificare di persona, d’altronde, ha un metodo estremamente economico per farlo. Gli basta comprare il primo numero di Michel Vaillant pubblicato dalla Gazzetta dello Sport (QUI). E a pagina 48, appena prima proprio di Buon sangue non mente, troverà un riquadretto a firma Jean Graton. Ve lo riportiamo: «È la prima volta che ho disegnato Michel Vaillant, in un appartamento al settimo piano di Quai à la Houille. Senza studi né ricerche. Michel Vaillant era già nella mia matita, come i suoi familiari, coprotagonisti fin da questa prima storia». Sulla stessa pagina c’è la copertina del n. 47 del 1957 di Tintin, l’albo (dell’edizione belga) in cui fu stampata Bon sang ne peut pas mentir (era il 20 novembre 1957: stavolta era stata l’edizione francese a precedere la consorella, di circa nove mesi). Volendo ci si può anche lanciare nelle identiche ricerche che ha svolto Gianfranco Castellana. Ma di fronte alla voce dell’autore, direi che possiamo anche fermarci qui. E magari finirla di rilanciare una fake news che non rende onore al giornalismo italiano.
PS. Qualcuno corregga Wikipedia. 

N.d.W.: anche grazie a questo articolo, finalmente, il riferimento alla primissima apparizione di Michel Vaillant è stato corretto su Wikipedia 


LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA  BMW M6 GT- VAILLANTE
Il 10 aprile 2021 il sito motorsport.com presenta la BMW M6 GT3 con la livrea omaggio a Michel Vaillant ed al suo creatore Jean Graton.


GTWC: c'è Michel Vaillant nella livrea Boutsen Ginion Racing
di Francesco Corghi

Bellissimo omaggio del team belga a Jean Graton, creatore del celebre personaggio dei fumetti, che ci ha lasciato ad inizio anno. La BMW #10 di Ojjeh-Klingmann-Liebhauser sarà marchiata dalla scritta 'Wroooarrr' e dai colori del pilota francese, che viene riportato sul tetto.
Ancora una volta la Boutsen Ginion Racing sceglie una livrea particolare per prendere parte al GT World Challenge Europe.
La squadra belga sarà presente in Endurance Cup per i cinque round del 2021 con la sua BMW M6 GT3 nelle mani di Karim Ojjeh, Jens Klingmann e Jens Liebhauser.
Per questa stagione, la cosiddetta 'art car' avrà una colorazione ispirata a Michel Vaillant, celebre personaggio dei fumetti ideato dal mitico Jean Graton, scomparso all'età di 97 anni ad inizio 2021.
La BMW #10 sarà rosso-bianco-azzurra, ossia le tonalità di Vaillant, e riporterà la scritta 'Wroooarrr' sulla fiancata, mentre sul tettuccio appare lo stesso pilota francese con la frase "No, Michel non si arrende! Anzi!..."
L'omaggio non sarà solo a Graton, ma anche al collezionista di vetture Jean Blaton, venuto a mancare lo scorso dicembre a 91 anni e al quale il capo squadra Thierry Boutsen era legato.
Dopo la recente apparizione sulle carrozzerie delle Rebellion alla 24h di Le Mans, ecco quindi un altro tributo a Michel Vaillant, che idealmente continua a poter correre nella realtà proprio come faceva negli albi di Graton.
Che nelle case degli appassionati di motori non dovrebbero mai mancare!

UNA RECENSIONE DI "DUELLI"
Il  7 agosto 2021  sul suo blog "Che cosa sono le nuvole" (http://lucalorenzon.blogspot.com/),  Luca Lorenzon pubblica una recensione di "Duelli" il 9° album della Nuova Stagione di Michel Vaillant (il 79° dell'intersa saga).

 
Che cosa sono le nuvole
lucalorenzon.blogspot.com
 
Michel Vaillant Seconda Stagione 9:  Duelli
di Luca Lorenzon
 
La rediviva scuderia Vaillante partecipa al World Rally Championship, ma la preparazione dei piloti e dei navigatori è turbata dalla fame di successo di Daniel Farid, secondo della squadra dopo Michel che non vuole assolutamente rimanere tale e lo sfida apertamente. Con Michel e Daniel sembra che Lapière abbia voluto contrapporre un vecchio mondo delle corse (e non solo delle corse, forse) a quello moderno, visto che Daniel è fanatico dei selfie ed è estremamente social. Nel mentre la causa contro la Vaillante intentata chissà quanti numeri fa da Dasz si risolve a favore dei nostri eroi, ma purtroppo la lieta novella dà quasi il colpo di grazia al cuore già provato del capostipite Vaillant. Duelli si sviluppa con la solita fisiologica attenzione ai tempi dei piloti e alle descrizioni delle condizioni delle piste (da quelle ghiacciate a quelle riarse), per me è quasi arabo ma devo dire che alla fine si fa l’orecchio ai termini tecnici e la trovata meteorologica finale fa salire la suspense. Nel corso delle varie tappe del WRC Michel perde il suo copilota (ispirato a una donna realmente esistente, come evinciamo dai ringraziamenti) (n.d.w.: il personaggio è ispirato, nei soli lineamenti, all'attrice francese Deborah François ...bastava visitare lo speciale sul nostro sito ;-)) e a sostituirla arriva nientemeno che Steve Warson, ben contento di abbandonare i suoi asfissianti impegni politici per tornare a correre. Questo ultimate Warson un po’ new age aiuterà anche Michel a superare il trauma della perdita del fratello. Alla fine tutto si risolverà per il meglio, con tanto di un paio di colpi di scena ben piazzati. E potrebbe essere risolto definitivamente, visto che dopo anni e anni di stretta continuity arriviamo finalmente a un punto fermo – ma è ovvio che la saga continuerà. Resto comunque dell’idea che delle uscite più ravvicinate avrebbero reso più godibile questa Seconda Stagione, tanto più che molte tavole sono risolte con panoramiche e dettagli delle automobili in gara, senza dialoghi e senza che la trama si sviluppi in maniera che non sia descritta poi con i dialoghi. È anche questo il bello di Michel Vaillant, ovviamente, ma così la lettura (per chi non sta lì a rimirarsi i vari modelli di auto, almeno) è un po’ più veloce di quella di un albo “normale”. In questo episodio i disegni mi hanno convinto un po’ meno del solito. Non parlo di quelli di Benjamin Benéteau che come al solito ha curato i veicoli, ma di Vincent Dutreuil che ha inchiostrato le figure umane senza modulare molto il tratto, così che a volte possono risultare un po’ statiche o freddine, quindi anche i pochi spunti umoristici (Michel che se la ridacchia sotto i baffi perché il padre deve fare cyclette) perdono forza. Nulla di grave, comunque, e questo nono episodio è molto godibile a livello grafico, anche grazie ai colori di Antoine Lapasset.






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