INTERVISTA A PHILIPPE GRATON

sceneggiatore delle storie di Michel Vaillant

di Mauro Giordani

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M.G.: Iniziamo da suo padre, come mai un bretone ha preferito scrivere avventure automobilistiche anzichè raccontare storie di mare, pirati, ecc.?

P.G.: Mio padre ha perso il papà quando aveva solo 8 anni, ha cominciato molto presto a lavorare come meccanico presso un cantiere navale. Un lavoro duro che ha odiato e per questo non è mai stato attratto dal mare. Lì prese la decisione di diventare disegnatore, l'unica cosa che sapesse fare bene veramente.    Dapprima disegnando dei souvenirs bretoni e poi, visto che non si poteva vivere di questo, decise di trasferirsi a Bruxelles. Qui ha iniziato a realizzare varie illustrazioni per alcune riviste poi un giorno un signore gli  chiese «Le piacerebbe disegnare fumetti?» e mio padre rispose «Perché no?». Quel signore era Jean Michel Charlier che lo presentò al disegnatore di origine italiana Dino Attanasio che lo tenne nel suo studio come assistente per la realizzazione delle storie di Oncle Paul che venivano stampate su Spirou.

 

M.G.: Come avvenne il passaggio da Spirou a Tintin ?
P.G.: Risponderò con un aneddoto. Il signor Lombard, editore della rivista Tintin disse a mio padre «Se decide di firmare per me, le assicuro che fra cinque anni andrete in Ferrari!». Mio padre firmò e cinque anni dopo guidò una Ferrari, quella che Remond Leblanc gli prestò una sola volta!!

 
M.G.: Suo padre e Raymond Reding furono forse i primi autori dell'area franco-belga a disegnare un cross-over in una loro storia.

P.G.: E' vero! Fu per un numero speciale di Tintin, in occasione di un'anniversario della rivista. Così le stesse tavole apparsero nella storia di Michel Vaillant e in quelle di Jari e Jimmy Torrent. 

(Nota d.w.: le tavole sono quelle comprese nell' episodio "Il pilota senza volto", n° 2 della serie normale, vedi apposite pagine)
 

M.G.:  Una delle armi vincenti del fumetto Michel Vaillant è il realismo delle storie e l'accurata documentazione…

P.G.: Mio padre in questo esagera. Una volta per la realizzazione dell'albo "Route de nuit" (in Italia "Operazione Jaguar") pensò, per meglio entrare nell'atmosfera della storia, di viaggiare per tre giorni e per tre notti a bordo di un Tir insieme a un vero camionista.  Alla fine due gendarmi, vedondolo così malvestito e stralunato, decisero di fermarlo per accertamenti.

 

M.G.: Ora lei scrive le storie di Michel Vaillant, ci chiedevamo se da ragazzo ha amato le avventure del personaggio come semplice lettore?
P.G.: Ho cominciato molto tardi a leggere le avventure di Michel Vaillant. Quando ero piccolo non sopportavo il fatto che si parlasse sempre di Michel Vaillant, in casa, a scuola, in ogni posto Michel Vaillant era la mia ossessione. Poi da grande ho cominciato ad apprezzare i fumetti e il lavoro di mio padre.
 

M.G.: Come nascono oggi le avventure di Michel Vaillant?

P.G.: Io scrivo le sceneggiature dopo averle discusse con mio padre Jean. Il disegno viene realizzato, ovviamente da mio padre che si avvale dell' aiuto di Lopez che disegna le auto e ha grande esperienza visto che lui stesso è stato un corridore automobilistico e di Lippens che disegna gli sfondi e che lavora con mio padre da oltre trent' anni.
 
M.G.: Non crede che il fatto di aver portato le pagine da 62 a 48 abbia impoverito il contenuto delle storie?

P.G.: Con le 48 tavole si ha la possibilità di raccontare solo la storia e nient' altro; le situazioni familiari che hanno reso famosa la serie purtroppo non si possono narrare come una volta.

 

 

Roma - Expocartoon, da sinistra a destra: Michel Vaillant (abbagliato dal flash), Philippe Graton e Mauro Giordani 


M.G.: Ora che siete anche editori di voi stessi non potreste tornare al vecchio sistema?

P.G.: Sì ma così il volume dovrebbe costare molto di più, comunque una delle ultime storie è stata divisa in due parti proprio per ricreare le vecchie atmosfere.

  
M.G.: E' cambiato qualcosa, in termini di vendite, da quando il personaggio è pubblicato dalla vostra piccola casa editrice?

P.G.:  Sono cambiate le strategie pubblicitarie. Due anni fa, ad esempio, una vettura Vaillant ha partecipato alla 24 ore di Le Mans arrivando quarta; è stata realizzata una serie di cartoni animati di Michel Vaillant; la casa automobilistica Honda ha chiamato un suo coupé "Vaillante". tutte cose che altri editori, probabilmente non ci avrebbero lasciato fare. Le vendite dei nuovi albi e le ristampe dei vecchi, comunque, sono sempre ottime.

 

M.G.: Ci parli della nuova serie Dossiers Michel Vaillant?

P.G.:  Questa è stata la mia creatura, fuori dal fumetto lavoro come reporter fotografico e l'idea è stata quella di coniugare fumetto e reportage. Così ho deciso di realizzare un albo con articoli e storie a fumetti su James Dean, a questo sono seguiti quelli su Steve McQueen, Jacky Ickx e sulla Honda.

 
M.G.: A quando quello sulla Ferrari?

P.G.:  Presto verrà realizzato un volume anche sulla casa automobilistica di Maranello.

(Nota d.w.: L'album sulla vita di Enzo Ferrari è stato pubblicato nel 2005 nella collana Dossiers Michel Vaillant. La versione Italiana è uscita lo stesso anno a cura dell'Editoriale Domus per conto di Quattroruote)

 

M.G.: Questo viaggio in Italia le ha ispirato una nuova storia di Michel Vaillant in Italia?

P.G.:  L'Italia mi ispira soprattutto per la buona cucina, comunque se troverò un idea interessante, la prima cosa che proporrò per il rilancio del personaggio sarà quella di fare una delle prossime storie ambientate in Italia.

 

fine

 

Philippe Graton, 

sceneggiatore delle avventure di Michel Vaillant, 

assieme al padre Jean.

 

 

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